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Brevi
note metodologiche sul controllo successivo sulla gestione. di Fabio Viola, Consigliere della Corte dei conti _______________ Nota esplicativa: le parti del testo riportate
in corsivo rappresentano altrettanti brani della delibera in commento. Le parti riportate
in nota contengono, invece, riflessioni ed osservazioni ai suddetti brani. Ministero della Difesa - Gestione
dei lavori pubblici di pertinenza degli esercizi 1999 e 2000 e ancora in corso di
realizzazione alla data del referto Omissis
I lavori sottoposti a
controllo sono quelli avviati e gestiti negli esercizi 1999 e 2000. Quanto
allaspetto pianificatorio, il riscontro è stato esteso allesercizio 1998, le
cui ulteriori risultanze gestorie sono già state illustrate nella deliberazione n. 71/00. [1] In sostanza, oltre ai
programmi avviati negli esercizi 1999-2000, è stato fatto oggetto di valutazione anche il
grado di realizzazione di quelli del 1998. Lanalisi
svolta sulla programmazione 1998-99 si basa sullo stato di avanzamento dei programmi
relativi agli anni suddetti, ricavato da attestazioni rilasciate dalle stazioni gerenti su
apposito modello sintetico predisposto dalla Corte in sede istruttoria. Quella inerente
allanno 2000 prende a riferimento gli affidamenti
perfezionati e le opere gestite in detto esercizio: attraverso lesame trasversale di
queste vicende, la tempistica e le caratteristiche delle gestioni vengono diacronicamente
ricostruite, partendo dallavvio della progettazione fino alleventuale
conclusione dei lavori. In questo modo, al formale riferimento ai programmi - utilizzato con riguardo agli esercizi 98-99 - viene sostituita una analitica descrizione sequenziale di tutte le fasi procedimentali delle opere avviate e gestite nel 2000, di cui buona parte ancora oggi in corso di esecuzione. Ciò da un lato ha consentito di verificare lesistenza di un fenomeno di scorrimento nellattuazione dei programmi che, quasi sempre, vengono avviati nellesercizio successivo a quello in cui risultano adottati e, dallaltro, di studiare la genesi della programmazione, individuando gli snodi temporali e operativi che conducono alla compilazione del programma. Alcune
comparazioni effettuate sono di tipo storico, in quanto fondate sul confronto con le
risultanze delle indagini svolte sugli esercizi precedenti (cfr. dell. 96/97, 81/98 e
71/00). Non tutti gli uffici sono stati in grado di comunicare, secondo il grado di
dettaglio richiesto, lo stato di attuazione dei programmi per il biennio 1998 - 1999. Di
conseguenza sono stati esaminati e valutati i soli aspetti attuativi dei programmi, i cui
dati sono apparsi completi e congruenti a seguito delle verifiche effettuate. Anche per quanto riguarda la tempistica relativa alle gestioni i cui affidamenti sono stati avviati nellesercizio 2000, le risultanze della istruttoria sono state depurate dei dati errati o contraddittori correggendo, peraltro, errori metodologici e materiali, la cui genesi è stata ricostruita con certezza. Si è ritenuto, pertanto data la mole degli atti pertinenti a ciascuna gestione e la concorrente necessità di fondare le valutazioni su riscontri diretti, approfonditi e incontrovertibili di acquisire un campione completo e significativo di attività, rispetto al quale lanalisi degli atti gestori è stata complessivamente rivolta a tutti gli snodi operativi più importanti. Ciò ha reso possibile il confronto - globale o parziale, a seconda dei dati disponibili attraverso attestazione o acquisizione selettiva con le risultanze emergenti dalla elaborazione di questi ultimi. Tale raffronto serve, contemporaneamente, a correggere e ad approfondire gli esiti della elaborazione dei dati schematici e a verificare con riguardo al campione il livello di consapevolezza, da parte dellAmministrazione, dei più rilevanti profili gestionali. Lattenzione è stata
focalizzata, pertanto, su alcuni interventi di pertinenza delle stazioni gerenti e
sullattività della Direzione Lavori Genio per la Marina di Taranto, la quale
nellambito delle indagini di controllo precedentemente condotte - si era situata su
valori temporali e finanziari medi rispetto al complesso delle gestioni realizzate dalle
altre strutture del Ministero della Difesa. Il campionamento è consistito nella rigorosa
analisi attraverso un puntuale e sequenziale riscontro degli atti e di alcuni
elementi notiziali acquisiti direttamente dal magistrato istruttore di dodici
programmi di intervento della Direzione di Taranto e di altrettanti riguardanti le altre
stazioni. Detta
analisi ha preso avvio dal momento dellaffidamento della progettazione fino alla
eventuale conclusione degli interventi. Questa attività è stata accompagnata da altri
specifici riscontri sulla contabilità e su atti selezionati in base a particolarità
emerse dalle attestazioni sintetiche. Omissis Omissis
Sulle
gestioni oggetto della presente indagine nessun programma di controllo di gestione risulta
essere applicato dalla Amministrazione mentre alcune verifiche ispettive sono state
disposte dal Servizio Ispettivo. Nei pertinenti rapporti emergono rilievi e osservazioni
comuni o congruenti con quelli formulati da questa Corte: a) tardiva
assegnazione di fondi agli uffici gerenti; b) assenza
di programmazione e predefinizione di alcune opere infrastrutturali; c) immotivato
ricorso a procedure semplificate in economia per opere suscettibili di regolare
programmazione e assoggettamento a procedura concorsuale; d) assenza
di contabilità giornaliera per lavori in economia. Se
lAmministrazione fosse riuscita a diffondere incisivamente contenuti e prescrizioni,
diverse disfunzioni riscontrate avrebbero potuto essere evitate. Quel che emerge tuttavia
è la marginalità di tali controlli. Ciò sia in termini di risorse effettivamente
assegnate agli ispettori, che di quantità dei processi ispettivi rispetto alle gestioni
infrastrutturali in atto nonché, infine, di dimensioni dei lavori oggetto di ispezione.
Si nota, infatti, come gli interventi oggetto di dette ispezioni siano di importo e
rilevanza strategica assai inferiore di altri (cfr. in proposito par. 7) che presentano
accentuati ritardi senza essere stati oggetto di alcuna verifica sul posto. Probabilmente
una programmazione più estesa di verifiche ispettive sulle infrastrutture di maggiore
importanza e più lenta esecuzione, una più consistente dotazione di mezzi per gli
ispettori, una più assidua e puntuale attività di formazione specifica in questa
complessa materia produrrebbero[3] un benefico effetto
di stimolo nelle situazioni deteriorate e comporterebbero una informazione più precisa e
diffusa. Accanto
al profilo ispettivo, che riguarda il monitoraggio e linformazione della patologia,
dovrebbe operare un sistema di diffusa e generalizzata raccolta di dati nelle forme
informaticamente più evolute per le finalità del controllo di gestione e di quello
strategico. Sistema che dovrebbe garantire sia alla direzione politica che a quella
amministrativa la conoscenza in tempo reale dello stato di attuazione dei programmi e la
possibilità di intervenire con le opportune disposizioni organizzative ogniqualvolta
emergano forti scostamenti tra programmi e realizzazioni. In
questo campo lorganizzazione appare del tutto embrionale non essendo stato prodotto
a questa Corte alcun rapporto informativo sintetico o almeno a campione sullo stato dei
programmi infrastrutturali in corso. Le osservazioni della Corte possono essere così sintetizzate: a) monitoraggi e verifiche su questo tipo di gestioni non sono state previste nella pianificazione dei controlli interni. Alla luce di quanto emerso sarebbe opportuno che con celerità ne venisse disposta ladozione e specificato lufficio deputato a raccogliere ed elaborare i dati nonché i livelli organizzativi incaricati della loro rilevazione e trasmissione; b) non sono state fatte verifiche di attendibilità sui dati trasmessi allAutorità dei Lavori Pubblici e alla stessa Corte dei conti. Considerati i difetti di corrispondenza accertati dalla Corte, un apposito nucleo di funzionari dovrebbe essere dedicato a verifiche a campione presso le singole unità organizzative; c) la realizzazione di ogni progetto di lavori pubblici si presta per sua natura ad essere considerato prodotto dellazione amministrativa secondo la locuzione dellart. 4 del decreto 286/99 e quindi necessaria unità di rilevazione per valutare strutture operative e funzionari, ad esse appartenenti. Invece né a livello contabile né a livello amministrativo sono stati predisposti strumenti per illustrare costi e modalità di realizzazione dei singoli interventi predisposti nella programmazione; d) a tal fine il servizio di controllo interno si
sarebbe potuto avvalere dei modelli sintetici predisposti dalla Autorità e dalla Corte, i
quali abbracciano tutti i momenti più significativi di queste tipologie di gestione.
Molti degli elementi contenuti in detti modelli costituiscono tra laltro
naturali indicatori specifici di efficacia ed economicità; e) il progetto di rilevazione dovrebbe essere caratterizzato da periodicità e sufficiente frequenza in modo da consentire quella concomitanza del controllo di gestione, connaturato alla sua strumentalità alla amministrazione attiva. Omissis
Omissis Tra gli aspetti più problematici delle gestioni sottoposte a controllo è da annoverare quello della rappresentazione contabile. La
riforma della contabilità contenuta nella legge 94/97 ha introdotto radicali novità
nellintento di assicurare chiarezza e corrispondenza nei rapporti tra direzione
politica, responsabilità di gestione e rappresentazione contabile degli eventi gestori.
Le risultanze della istruttoria compiuta sembrano disattendere in modo grave le
aspettative contenute nella nuova legislazione, almeno con riguardo alla organizzazione
contabile della Amministrazione della Difesa. Le osservazioni negative
fermo restando quanto si osserva più specificamente nei diversi paragrafi inerenti
alle risultanze della gestione possono essere così sintetizzate: [4] · i capitoli ove sono allocati i fondi utilizzati sono di
natura assolutamente promiscua: forniture, lavori, servizi di più direzioni periferiche e
di uffici (enti) ad essi facenti riferimento gravano sullo stesso stanziamento per importi
percentuali continuamente rideterminati; · le somme di detti capitoli sono gestite parte in
contabilità ordinaria, parte in contabilità speciali, parte attraverso funzionari
delegati; ciò rende assai arduo assemblare un panorama generale omogeneo della
utilizzazione delle risorse disponibili e pregiudica le comparazioni tra i risultati
raggiunti dai diversi centri di spesa; · le gestioni a mezzo funzionario delegato in particolare
comportano spese in economia di rilevante importo per lavori che presentano caratteri di
prevedibilità e programmabilità, e, per tale motivo, dovrebbero seguire il normale
procedimento contrattuale. Mette conto illustrare tale fenomeno con il referto ispettivo
di Ispedife, che si riporta in nota; · nel bilancio consuntivo 2000, pure redatto per la prima
volta in termini di contabilità economica, non vi è alcuna esposizione per centri di
costo delle gestioni demandate a ciascuna delle stazioni gerenti prese a riferimento nella
presente indagine; · il centro di responsabilità della pertinente U.P.B. non
sembra avere adeguata e tempestiva conoscenza della effettiva utilizzazione delle risorse
in ambito decentrato. A fine anno tra le diverse direzioni e i centri di spesa vengono
effettuate empiriche compensazioni, che non consentono alcuna lettura in termini
gestionali e men che meno in termini di effetti sul patrimonio; · quanto alla corretta illustrazione degli effetti della
gestione in termini patrimoniali è da osservare che lassenza di un analitico
rendiconto delle risultanze di ciascun progetto non consente di collegare e imputare nelle
scritture patrimoniali gli incrementi e le riduzioni di valore conseguiti e, per quel che
concerne i lavori in economia, la assenza, presso alcune stazioni gerenti della
Amministrazione, di un registro-giornale dei materiali acquistati ed impiegati provoca
analoga disfunzione; · lassenza di significativa analiticità nelle
risultanze contabili si riverbera inevitabilmente sul processo di programmazione della
gestione delle risorse. In detto contesto gli unici riferimenti sono lo stanziamento, gli
impegni e i pagamenti complessivi dellesercizio precedente, e ciò comporta una
sorta di corto circuito perché lassegnazione delle risorse non può avvalersi, in
concreto, dei singoli risultati contabili, che compongono lammontare indistinto
dello stanziamento; · nella buona sostanza la persistenza di questi capitoli
omnibus contraddice la finalità ispiratrice della riforma del bilancio amministrativo il
quale, costituendo elemento essenziale per realizzare una sana amministrazione, dovrebbe
prevedere una più accentuata e significativa articolazione dei capitoli quale
indispensabile attuazione dei principi di chiarezza, sincerità e trasparenza dei conti
pubblici; · in questo contesto, la smaterializzazione
degli ordinativi attraverso la loro gestione informatica - ancorché abbia quale
presupposto la migliore e più snella circolazione dei dati contabili, in modo da
consentire una lettura aggregata secondo grandezze mirate e significative (quali, nel caso
di specie, la realizzazione dei diversi progetti) non ha comportato alcun vantaggio
nella acquisizione di notizie analitiche di fondamentale importanza quali gli impegni e i
pagamenti, sparsi in capitoli caratterizzati da un alto grado di promiscuità. In buona
sostanza, nella gestione in esame, allo smantellamento del formalismo e della cartolarità
non è seguito leffetto perseguito dalla legge di riforma di rendere chiara e
trasparente lattività di rendicontazione e di agevolare i riscontri interni ed
esterni; · la insufficiente attuazione degli snodi fondamentali
della Riforma contabile non consente neppure agli uffici centrali della Amministrazione di
monitorare con precisione lattività dei funzionari gerenti la spesa e di conoscere
in tempo reale lo stato di realizzazione dei programmi di spesa. Grande difficoltà esiste
infatti nella acquisizione di notizie elementari quanto importanti come lelenco dei
funzionari delegati operanti nelle direzioni periferiche; lelenco degli ordini di
accreditamento in contabilità speciale a favore dei funzionari delegati e degli altri
accreditamenti ad essi destinati; lelenco dei pagamenti e degli impegni assunti dai
funzionari medesimi, la dimensione delle giacenze di tesoreria risultanti alla chiusura
dei pertinenti esercizi. In sintesi lattività istruttoria della Corte è
stata caratterizzata da una paradossale inversione della fisiologica cronologia del
controllo. Anziché prendere le mosse dalla rappresentazione
contabile per giungere ad approfondimenti documentali e fattuali dei risultati conseguiti
dalle stazioni gerenti, i riscontri contabili sono stati guidati dalle conoscenze
acquisite specificamente e direttamente in una sorta di confronto ex post, utile forse a
testare la conformità dei conti, ma non al normale svolgimento della funzione del
controllo successivo sulla gestione. Omissis
Omissis
In
modo sintetico gli aspetti emersi dalla descritta attività di controllo possono essere
così rappresentati: A. I tempi
della programmazione annuale non vengono quasi mai rispettati di guisa che le gestioni in
atto negli esercizi 1999 e 2000 hanno riguardato per la maggior parte progetti inseriti in
programmi pregressi mentre quelli della annualità di riferimento sono slittati alle
annualità successive. B. Gran parte
dei progetti avviati negli esercizi 1999 e 2000 sono ancora incorso di esecuzione alla
data di deferimento della presente relazione. Alcuni sono stati redatti e approvati in
esercizi ancora precedenti. C. Alcune
progettazioni, anche esterne, sono state utilizzate a distanza di anni. Ne deriva un grave
scollamento tra individuazione del fabbisogno tecnico e inserimento nella programmazione,
oltre che incontrovertibili disfunzioni in termini di efficacia e di economicità. D. La programmazione
stessa risulta capovolta rispetto ai fisiologici canoni di redazione perché
le assegnazioni di risorse ai singoli interventi avvengono con il criterio a
pioggia piuttosto che secondo mirati parametri di priorità, funzionalità ed esatta
stima dei fabbisogni. E. I progetti
interni verificati a campione appaiono di qualità e definitezza inferiore a quelli
esterni e non sembrano idonei a definire gli obiettivi tecnici in modo da consentire
puntuali riscontri dei risultati. F. I progetti,
anche infrastrutturali, non appaiono corredati da definiti piani di manutenzione delle
opere. Ciò comporta un deficit sia in termini di definizione di costi che di coerente
copertura degli stessi negli esercizi a venire. G. Le stazioni
gerenti non fissano e comunque non si vincolano ad un cronoprogramma, che prenda a
riferimento anche le[5] fasi amministrative,
ma si limitano a fissare solo i tempi contrattuali dei lavori: questa appare una
importante concausa dei rilevanti tempi di realizzazione dei programmi annuali. H. Dalla tempistica
e dal rapporto tra il valore delle progettazioni esterne e quello dei pertinenti lavori
appaltati si evince una non completa utilizzazione delle progettazioni stesse. I. Come
le altre Amministrazioni dello Stato quella della Difesa presenta tempi lunghi nella messa
a disposizione del budget a favore dei funzionari gerenti. Né sembra favorire la
snellezza dei tempi la forte frammentazione nelle competenze operative, che si è
accentuata malgrado la particolarità dellordinamento gerarchico militare -
nel corso del lungo iter modificativo del decreto 29/93 (ora incorporato nel decreto
165/01). In particolare, la Direzione Generale Lavori e Demanio e la Ragioneria centrale
non appaiono in grado di controllare la utilizzazione delle copiose risorse trasferite
agli uffici decentrati. J. Non
è conforme ai principi contenuti negli artt. 16, 19, 21 e 24 della legge-quadro il
ricorso, nei casi evidenziati in relazione, al contratto aperto cosiddetto a
quantità indeterminata nei lavori edili di media complessità. K. Non è
conforme allart. 154 del regolamento n. 554/99 il ricorso nei casi
evidenziati in relazione - al contratto aperto cosiddetto a quantità
indeterminata per i lavori di importo superiore a 200.000 euro. L. Le
procedure di gara mostrano in generale esiti contraddittori, contemplando esclusioni di
imprese, che almeno in linea astratta non presentano aspetti di anormalità. Buona parte
del fenomeno è da imputare tuttavia come argomentato in relazione al
meccanismo previsto dallart. 21, comma 1 bis, della legge-quadro, più volte
censurato in ambito comunitario. M. Alcune stazioni
appaltanti presentano una partecipazione alle procedure concorsuali notevolmente ridotta.
In particolare, per la 5^ Direzione Genio Militare di Padova, in 10 gare su 23 si sono
avute meno di dieci imprese partecipanti; per il 1° Reparto operativo di Milano - in 5
gare su 11 - e per la 6^ Direzione Genio Militare di Bologna, addirittura in 6 su 11, meno
di cinque. N. Le procedure di
gara gestite dalla Direzione Genio Marina Militare di Taranto presentano un mercato
particolare e ristretto non tanto con riguardo alla media di partecipazione per singole
gare, che è una delle più elevate tra le stazioni sottoposte a controllo, ma per la
ricorrenza delle stesse ditte nei diversi concorsi e per la assoluta particolarità dei
loro comportamenti, analizzati nellapposito paragrafo. O. La tempistica
della realizzazione dei programmi dimostra una ragguardevole lunghezza delle fasi
amministrative, che vanno dalla consegna del progetto alla aggiudicazione e alla consegna
dei lavori, e di quelle di verifica tecnica, intercorrenti tra la fine dei lavori e
lapprovazione del collaudo e della regolare esecuzione. Paradossalmente il segmento
gestorio più breve è quello della realizzazione dei lavori, che si esaurisce in tempi
relativamente brevi rispetto alla attuazione complessiva del programma stesso. P. Risultano
contrarie al disposto dellart. 28 della legge-quadro le gestioni evidenziate in
allegato, per le quali sono stati superati i tempi di 3 e 6 mesi rispettivamente previsti
per lapprovazione del certificato di collaudo e di regolare esecuzione. Q. La gestione
contabile delle opere assoggettate a controllo contrariamente alla ratio legis
della legge 94/97 - non appare improntata al principio della rappresentazione aggregata e
significativa e sembra, di contro, aver perso il carattere analitico della contabilità
tradizionale, con grave lesione del principio di trasparenza. Nella fase istruttoria
lunica proficua utilizzazione è consistita nella ricerca - allinterno del
disaggregato caleidoscopico dei diversi tipi di contabilità adottati - dei fatti già
accertati per strade documentali alternative. R. Lassenza
di un controllo di gestione sia in termini astratti (previsione regolamentare o in sede di
pianificazione dei controlli) che concreti su questo tipo di gestioni pregiudica
irrimediabilmente le potenzialità autocorrettive della amministrazione. La conoscenza di
alcuni dei fenomeni disfunzionali segnalati e dei rischi di una loro reiterazione in
apparati similari, operanti in parallelo alle strutture sottoposte a controllo, avrebbe
certamente indotto lamministrazione a valutare lopportunità di alcuni rimedi:
maggiore formazione e responsabilizzazione dei funzionari deputati alle rilevazioni;
opportunità di rotazione degli incarichi di direzione di alcuni uffici tecnici ove
leccessiva uniformità del mercato e delle procedure negoziali lascia quanto meno
trasparire una scarsa attenzione ai profili di trasparenza, di tempestività, nonché di
efficacia; creazione di banche dati centrali per finalità di controllo e di impulso, etc. S. Nel
biennio oggetto di indagine si è verificato un marginale incremento complessivo del
ricorso al sistema di esecuzione delle opere in economia, imputabile probabilmente anche
alla nuova formulazione dellart. 24 della legge-quadro, che ha consentito per il
Genio Militare deroghe alla disciplina generale. T. Le perizie
di variante appaiono complessivamente contenute in percentuali fisiologiche rispetto agli
importi contrattuali, ma un giudizio complessivo sul fenomeno non può essere dato a causa
del notevole ricorso allistituto del contratto a quantità variabile, che
costituisce una sorta di variazione continua, non soggetta alle rigide
procedure approvative delle varianti stesse e quindi difficilmente misurabile. U. Quanto al grado
di conformazione del complesso delle gestioni esaminate ai principi della concorrenza, il
lusinghiero dato statistico relativo alla adozione della asta pubblica risulta fortemente
temperato -con riguardo ai comportamenti delle imprese accertati attraverso il campione -
dalla partecipazione media delle altre stazioni appaltanti e dagli effetti alquanto
anomali della esclusione automatica (detti fenomeni non sono tuttavia direttamente
collegati al comportamento tenuto dalla Amministrazione, che pure dovrebbe vigilare in
modo maggiore sul ripetersi di certi esiti concorsuali). V. Sotto il profilo della efficacia e della conseguente capacità di uniformare i risultati agli obiettivi, i lunghissimi tempi del procedimento e dei sub procedimenti di realizzazione giustificano un giudizio complessivamente negativo. Omissis
Omissis Lindagine
di cui si riferisce ha permesso di mettere in luce alcuni aspetti di influenza diretta e
determinante della legislazione sulle modalità di esercizio della attività
amministrativa e contrattuale della Amministrazione. Le predette considerazioni riguardano soprattutto gli effetti della legge 415/98 e del regolamento n. 554/99, entrati in vigore proprio nel biennio 1999-2000, determinando la significativa variazione di alcuni parametri gestionali acclarati nel corso degli esercizi precedentemente controllati. Anche i nuovi principi in materia di rapporti tra direzione politica e gestione amministrativa e laumento del decentramento gestionale hanno influito sulla rappresentazione contabile dei fatti valutati. [6] Gli
effetti più rilevanti della legislazione nella particolare materia oggetto della presente
indagine possono essere così sintetizzati: a) si è
registrato un indubbio sviluppo del decentramento e del trasferimento delle risorse nelle
strutture periferiche. A questo processo, influenzato sia pure nella conservata
particolarità dellordinamento militare dai principi contenuti nel decreto
legislativo n. 29/93 e successive modifiche, non ha fatto seguito il rafforzamento di una
rete di monitoraggio e di acquisizione di conoscenze a livello centrale, in grado di
presentare alla direzione politica un quadro aggregato almeno dal punto di vista
economico-finanziario - dei risultati complessivamente raggiunti sul territorio nazionale; b) lincremento
della utilizzazione dellistituto dei lavori in economia rispetto agli esercizi
precedenti è almeno in parte riconducibile alla norma introdotta nel corpo del previgente
testo dellart. 24 della legge-quadro, la quale riconosce esplicitamente il carattere
di specificità dei lavori dellAmministrazione della Difesa, in particolare del
Genio Militare. E meritevole di attenzione il fenomeno per cui la utilizzazione dei
lavori in economia non sia cresciuta solo con riguardo alla amministrazione diretta delle
opere del Genio Militare, bensì si sia estesa ai cottimi delle altre stazioni appaltanti.
Evidentemente la liberalizzazione delle modalità di affidamento dei lavori del Genio
Militare è stata intesa come una indiretta inversione di tendenza nei riguardi
dellapplicazione del principio di concorrenza anche in settori di intervento che la
norma derogatoria certamente non contempla; c) il
progressivo aumento della incidenza percentuale della procedura del pubblico incanto a
discapito della licitazione privata, allinterno della più vasta categoria delle
procedure concorsuali, è riconducibile non tanto alla novella del 1998 bensì ad un
processo di riflessione indotto dalla legge 216/95 la quale, nel riformulare lart.
23 della legge-quadro, ha stabilito che alle licitazioni private per
laffidamento di lavori pubblici di qualsiasi importo sono invitati tutti i soggetti
che ne abbiano fatta richiesta e che siano in possesso dei requisiti di qualificazione
previsti dal bando. Ciò ha comportato la impossibilità di effettuare la selezione
dei concorrenti, come accade nelle procedure ristrette disciplinate dalle direttive
comunitarie sugli appalti. Nella buona sostanza la licitazione privata assume
nellordinamento dei lavori pubblici la sembianza di procedura aperta con duplice
modalità di presentazione della candidatura e dellofferta. E evidente come
una siffatta mutazione abbia indotto le amministrazioni più attente come il Ministero
della Difesa a privilegiare lasta pubblica, la quale consente maggiore speditezza e
trasparenza (non sufficienti tuttavia a dissipare i dubbi emersi dalla analisi delle
procedure di gara), a parità di caratteristiche aperte; d) il
meccanismo di esclusione automatica previsto dallart. 21, comma 1 bis, oltre ad
essere contrario ai principi comunitari in materia di libera concorrenza negli appalti
(cfr. in proposito la giurisprudenza citata nel relativo paragrafo), produce risultati
anomali sia con riguardo al comportamento delle imprese concorrenti, che alla verifica di
economicità dei prezzi. Esso provoca, inoltre, notevoli appesantimenti procedimentali
alle verifiche sulle imprese che hanno contribuito a determinare la media di esclusione; e) la
introduzione da parte dellart. 154 del regolamento n. 554/99 del contratto aperto,
in disparte ogni considerazione sul possibile vizio di delega, ha incrementato
anche oltre i limiti consentiti da detta norma - ladozione di progetti carenti sotto
il profilo della definizione, se non addirittura della stessa identità dellopera,
nonché di fattispecie contrattuali poco trasparenti in ordine alla gestione della spesa,
delle soluzioni tecniche e delle possibilità di verifica finale; f) in sintesi gli effetti meno positivi della regolazione si evidenziano non certo in relazione allimpatto dei principi-obiettivo della legge-quadro contenuti nellart. 1 bensì con riguardo alle norme derogatorie di detti principi, le quali possono favorire interpretazioni e prassi elusive. Quanto detto induce a confermare le raccomandazioni di cautela, più volte riferite dalla Corte al legislatore, circa la utilizzazione delle tecniche di deroga ai principi generali. ____________________________________________ La
relazione di controllo approvata dalla Sezione Centrale della Corte dei conti con
deliberazione n. 12/02/G del 12 marzo 2002 offre loccasione per alcune osservazioni
sui principi e sulle metodologie del controllo successivo sulla gestione svolto dalla
Suprema Istituzione di controllo del nostro ordinamento. ]Ambito
temporale di riferimento della indagine. A differenza di ciò che avviene per il
referto economico-finanziario sui bilanci, il tempo di riferimento di un programma di
controllo sulla gestione viene riferito al segmento temporale che conduce dalla fase di
fissazione degli obiettivi al raggiungimento dei risultati. Salvo che per le gestioni
coincidenti con programmi di intervento rigidamente predeterminati nei tempi e nelle
modalità, il controllo successivo si concentra su fasi significative della gestione,
suscettibili di supportare giudizi di valore articolati. Diacronia
delle fasi gestorie prese a riferimento.
Quando non si verte nelle ipotesi di specifica predeterminazione programmatica descritte
nel paragrafo precedente, la gestione di certe attività consumate in specifiche materie,
come la realizzazione dei lavori pubblici esaminata dalla Corte con il
suddetto referto, può presentare nelle sue diverse componenti rapporti diacronici. In
buona sostanza accade frequentemente che in uno stesso periodo finanziario si programmino
alcuni interventi, se ne avviino altri pianificati negli anni precedenti, se ne gestiscano
taluni avviati in periodi pregressi e si effettuino verifiche in ordine ad interventi
ancora diversi. Se
lindagine di controllo prendesse a riferimento solo interventi di pertinenza dello
stesso programma, si arriverebbe a due alternative entrambe non
soddisfacenti: a) riferire dopo la conclusione degli interventi, con modalità temporali
talmente tardive da vanificare lutilità del referto, che verrebbe così
circoscritto a contesti gestionali ormai arcaici; b) riferire su aspetti parziali dei
progetti in corso di attuazione, prescindendo dal risultato, magari attraverso la
individuazione di fasi ed esiti parziali, non corrispondenti al vero scopo delle
valutazioni in termini di efficacia. Incrocio
delle risultanze accertate nelle fasi diacroniche sottoposte a controllo.
Al contrario se lattività di controllo si concentra, tenendo a riferimento un certo
arco temporale (non si può infatti avere un oggetto del referto del tutto indefinito),
sulle fasi principali di gestioni similari quali nel caso di specie la
programmazione dei lavori pubblici, la progettazione, le procedure di affidamento, la
gestione degli interventi e delle verifiche, il referto finale può essere esaustivo
riguardo a tutti i più significativi profili della gestione inerenti al breve periodo.
Infatti, fermo restando che gli interventi gestiti nel predetto periodo di riferimento
possono appartenere (anzi considerati i ritardi endemici della nostra
amministrazione di regola appartengono) a programmi annuali diversi, il raffronto
delle fasi osservate con tali modalità diacroniche si presta a confronti, elaborazioni e
valutazioni comparative. Aggiornamento
delle istruttorie al momento della deliberazione del referto.
Il descritto modello di controllo trova efficace integrazione nellaggiornamento
delle risultanze istruttorie al momento della deliberazione del referto. Nella fattispecie
oggetto del presente commento sono stati presi a riferimento gli interventi programmati,
avviati, negoziati, gestiti e verificati nel biennio 1999-2000, seguendone le procedure
ancora incomplete al 31 dicembre 2000 fino alla data della deliberazione del referto,
caduta nel 2002. Pertanto le osservazioni, i suggerimenti, le valutazioni della
Istituzione di controllo, rese al termine di questo iter procedimentale, sono aggiornate,
per così dire, in tempo reale e possono risultare di maggiore utilità per le
amministrazioni controllate. Le
diverse metodologie istruttorie. Un problema tecnico di assoluta rilevanza è quello
di conciliare lesigenza di speditezza ed economicità della istruttoria finalizzata
al referto, con lindefettibile necessità di accertare gli elementi probatori posti
a base delle valutazioni. La giurisprudenza di controllo della Corte è orientata a
valorizzare il principio di economicità, riservando i mezzi istruttori più incisivi
quali le ispezioni ai casi di mancata collaborazione del controllato o di palese rischio
di inattendibilità delle fonti documentali alternativamente reperite. Il mezzo
istruttorio più semplice consiste nella utilizzazione di questionari e modelli
informatizzabili, alla cui elaborazione sono deputati gli stessi uffici delle
amministrazioni controllate, che li certificano o li attestano attraverso dichiarazioni
del funzionario responsabile. Vi possono essere poi modelli sintetici di estrinseca
provenienza: nel caso in esame la Corte ha incrociato le proprie rilevazioni con i modelli
attestativi inviati dai controllati alla Autorità dei lavori pubblici. [2]Lincrocio
dei dati istruttori. I dati eterogeneamente raccolti sono in genere suscettibili di
incrocio e comparazione, a condizione che detta operazione sia accompagnata da una attenta
verifica della eventuale diversità dei criteri di raccolta. Le ipotesi di dubbia
comparazione devono indurre il controllore a rinunciare a forzati raffronti. Spesso il
corretto raffronto pone in luce la scarsa affidabilità dei dati attestati dalla
amministrazione: palesi errori di terminologia, risultanze esposte in chiaro contrasto in
documenti coevi, mancata corrispondenza delle risultanze gestorie alla contabilità; tutti
elementi di rischio per la sana amministrazione, che quasi sempre spingono il controllore
ad accertamenti diretti, indispensabili per definire il vero stato della gestione. La
valutazione dei servizi di controllo interno. Laccertamento di errori e lacune
nei report interni della amministrazione e nei questionari e modelli certificati consente
allOrgano di controllo esterno di formulare giudizi negativi sul sistema di
autocontrollo e autocorrezione organizzato dalla amministrazione in esecuzione del decreto
legislativo 286/99. Si tratta nella buona sostanza di valutazioni di secondo grado e di
natura metodologica. La
definizione del quadro globale e gli approfondimenti. Il
sistema delle attestazioni da parte del controllato e dei questionari si coniuga
proficuamente con la finalità di definire il quadro globale delle risultanze gestorie,
propedeutico a qualsiasi analisi, che non si voglia fermare ad aspetti marginali di scarso
significato e avulsi dal contesto programmatorio, a sua volta, naturale termine di
raffronto del giudizio di efficacia. Il quadro globale così definito poco si presta da
solo ad incisivi referti e può essere fuorviante, ogni qual volta il controllato mostri
un atteggiamento autoreferente o reticente nella illustrazione di certi fatti, che
potrebbero suffragare valutazioni negative. Sono, pertanto, necessarie verifiche e
approfondimenti idonei a suffragare analisi e valutazioni, indispensabili per un
significativo rapporto di controllo. La limitatezza delle risorse disponibili nel
controllo provoca inevitabilmente come nel caso in esame il ricorso al
metodo del campionamento. Il
campionamento. Questo
metodo può basarsi su una selezione statistica, idonea a rappresentare in ambito ridotto
tendenze generali del complesso delle attività su cui si riferisce, oppure su una scelta
mirata, finalizzata ad illustrare specifici profili di attività. Nel caso in esame la
Corte ha utilizzato un criterio misto sottoponendo a campione analitico lattività
di una stazione appaltante caratterizzata negli anni precedenti da parametri gestionali,
economici e finanziari medi rispetto al complesso delle stazioni appaltanti facenti capo
allo stesso Ministero e, nello stesso tempo, approfondendo le fattispecie caratterizzate
da tempi di realizzazione più lenti. Le
tecniche di valutazione. E
da sottolineare come le valutazioni espresse dalla Corte si differenzino quando sono
riferite alle sole gestioni sottoposte a campione analitico. In questi casi il giudizio è
più secco e articolato e sovente si esprime non solo attraverso i parametri della sana
amministrazione (efficacia, efficienza, economicità) ma anche in termini di non
corrispondenza a legge, attraverso il richiamo alle norme rispetto alle quali il complesso
degli atti sottoposti a campione risulta non conforme. Da specifiche disfunzioni rilevate
la Corte ricava, tuttavia, utili raccomandazioni per lintera amministrazione: a
titolo esemplificativo, dalla non corretta gestione dei cosiddetti contratti a quantità
indeterminata, riscontrata in fattispecie a campione, lOrgano di controllo trae
spunto per segnalare lintrinseco rischio amministrativo connaturato a tale modo di
operare e la evidente probabilità statistica di seriali ripetizioni di tali inconvenienti
in contesti amministrativi di analoga consistenza. [4]
Risultanze
della gestione e rappresentazione contabile. Nellesaminare
la gestione dei lavori pubblici del Ministero della Difesa la Corte non ha potuto
avvalersi di una rappresentazione contabile adeguata, idonea a fornire notizie prodromiche
alla realizzazione della istruttoria. E interessante constatare come lOrgano
di controllo, facendo di necessità virtù, abbia invertito lordine metodologico
degli accertamenti: la Corte ha cercato, cioè, sui relativi rendiconti la correlativa
rappresentazione contabile degli atti di gestione direttamente analizzati, avendo modo
così di verificare come la stessa sia del tutto lacunosa e assolutamente non conforme ai
principi sanciti nella legge di Riforma del Bilancio dello Stato n. 94/97. [5] Collegamento
di concause delle disfunzioni accertate. Alcuni punti della relazione sono utili a
dimostrare come la valutazione sui risultati della gestione sia profondamente diversa da
quella sugli inerenti atti o provvedimenti individualmente considerati. Il risultato
difficilmente è imputabile ad una singola decisione o ad un singolo fatto:
nellottica ausiliaria del controllo non basta dire che esso non è stato raggiunto
ma occorre individuare i motivi per cui ciò è avvenuto. Spesso questi ultimi sono legati
da un filo diretto o indiretto, che la relazione del controllore cerca di cogliere: la
programmazione a pioggia fa sì che il progetto sia redatto in base al
finanziamento anziché essere essa stessa il prodromo dello stanziamento finanziario; ciò
induce, a sua volta, una progettazione ad ampie maglie suscettibile di interpretazioni
flessibili e di ridefinizioni in itinere; queste ultime stimolano lamministrazione a
trascurare il trasparente criterio dellofferta a prezzi unitari e il contratto misto
a corpo o a misura per stipulare, invece, contratti a prestazioni indefinite, che, a loro
volta, sono caratterizzati da una contabilità semplificata, che non dà le
certezze e le garanzie di quella codificata nel regolamento n. 554/99. [6]Collegamento
eziologio tra risultati e regolazione. La Corte estende altresì la valutazione
eziologia allimpatto della regolazione. Così una serie di anomalie, quali il
rischio di accordi tra partecipanti, la impossibilità di verificare la economicità e la
consistenza della offerta, la vanificazione dei principi della concorrenza,
lappesantimento delle procedure concorsuali di verifica, viene ricondotta nel caso
in esame alleffetto dellart. 21, comma 1 bis, della legge-quadro. In questo
contesto la Corte ha potuto verificare come gli effetti patologici della regolazione sulla
attività amministrativa siano quasi sempre imputabili a norme derogatorie piuttosto che
ai principi generali disciplinanti le singole materie.
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