Sezione giurisdizionale Umbria

 

 

  • ord. n. 20 del 16 novembre 2009: solleva la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 17, comma 30ter, del decreto legge 1 luglio 2009 n. 78, convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 2009, n. 102, come modificato dall’articolo 1, comma 3, del decreto legge 3 agosto 2009, n. 103, convertito, con modificazioni, nella legge 3 ottobre 2009, n. 141, periodi secondo, terzo e quarto, con riferimento agli articoli 3; 24, primo comma; 97, primo comma; 103, secondo comma; 81, quarto comma; periodi secondo, terzo e quarto con riferimento all’111, primo comma; della Costituzione

  • Sentenza n. 100/09 del 5 agosto 2009: In tema di responsabilità di dipendente pubblico per danno erariale e all'immagine cagionato ad una ASL per ripetute ed ingiustificate assenze dal servizio

  • Sentenza n. 87 del 23 maggio 2008: Premesso che ai fini della sanzione per illecito “indebitamento”, ex art. 30, comma 15, della l. n°289/2002, viene in considerazione la nozione di investimento quale spesa destinata ad incrementare il patrimonio dell’ente, con prevalenza dunque del carattere patrimoniale del concetto di investimento ex art. 119, comma 6, Cost., la decisione applica ai componenti del consiglio comunale di Terni la sanzione prevista dalla norma citata e dichiara la nullità parziale delle relative deliberazioni consiliari di indebitamento e dei connessi contratti. Nella sentenza, in materia di finanziamento di lavori pubblici tramite indebitamento (nella specie, emissione di BOC) vengono inoltre precisate le nozioni di “costruzione”, “demolizione”, di “ristrutturazione” e di “recupero”, oltre che di “manutenzione straordinaria”. In particolare, le norme da considerare per enucleare la nozione di “manutenzione straordinaria”, ex lettere a) e b) dell’art. 3, comma 18, della l. n°350/2003, sono quelle del Sistema Europeo di Conto, di cui all’allegato A) del Reg. CE n°2223/96 (c.d. “SEC 95 ”) “miglioramenti di rilievo che superano di gran lunga quelli richiesti per conservare in buono stato i beni” (ex n°3, lettera a), punto 3.71 del dell’allegato A – SEC 95).

  • Sentenza n.45/M/08 dell'11 marzo 2008: in materia di incidente di esecuzione nel giudizio di ottemperanza

  • Sentenza n. 18/2008 del 24 gennaio 2008: le c.d. "giunte politiche" (ma anche le c.d. "giunte volanti") non possono essere equiparate, ai fini della fruizione dei permessi di cui all'art. 79, comma 3, TUEL, alle riunioni di Giunta formalizzate in apposito verbale, per il venir meno proprio delle garanzie della verbalizzazione,  connaturale al trasparente esercizio collegiale delle funzioni amministrative, per la salvaguardia dei fondamentali beni-valori della legalità e della imparzialità, oltre che del buon andamento amministrativo, ex art. 97 Cost

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  • sentenza n. 163 del 13 giugno 2007: condanna il Direttore Generale di una ASL per la violazione delle regole in materia di esclusività e tempo pieno del rapporto di lavoro, con particolare riferimento al divieto di cumulo degli incarichi (fattispecie in cui il Direttore generale rivestiva contemporaneamente gli incarichi di Presidente e di componente dei consigli di amministrazione di alcune società e istituti di credito)

  • Sentenza 8 maggio 2007 n. 128: 1. Giurisdizione e competenza – Giurisdizione contabile - Sanzione ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003 (per il mancato rispetto del divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare spese diverse da quelle di investimento) – Sussiste.   2. Responsabilità amministrativo-contabile – Illecito ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003 – Momento di consumazione dell’illecito – Esecuzione della delibera di indebitamento - Illegittimità costituzionale per violazione del principio di offensività – Non sussiste.   3. Responsabilità amministrativo-contabile – Illecito ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003 – Elemento soggettivo – Adempimento del dovere di informarsi sulla natura delle spese da finanziare prima di partecipare all’adozione della delibera stessa – Onere della prova in capo ai votanti - Sussiste.   4. Responsabilità amministrativo-contabile - Sanzione ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003 - Giudizio di responsabilità – Conseguenze - Mancata notifica dell’invito a dedurre ai convenuti – Inammissibilità dell’istanza – Sussiste.

  •  sentenza n. 354 del 8 novembre 2006: costituisce fonte di responsabilità amministrativa la permanenza di un consorzio in una società di produzione di beni e servizi che presenta diversi indici di diseconomicità ed inefficienza, tra i quali l'assenza di sede (costituita presso il consorzio stesso), di personale, di beni, oltre all'assenza di utili, tanto da far ritenere assente lo stesso concetto di azienda di cui agli artt. 2555, 2082 e 2475, n°3, cc, vigente, quest’ultimo, prima del d. leg.vo n°6/2003, nonché art. 2463, n°3, cc, nel testo introdotto da tale decreto (c.d. "scatola vuota")

sentenza n. 235 del 27 luglio 2006: il divieto di cui all'art. 25 della legge n. 724/1994 - di conferimento di incarichi al personale cessato dal servizio per pensionamento di anzianità - riguarda qualsiasi incarico di collaborazione, anche quelli che riflettono un rapporto di lavoro subordinato. Nel contesto di cui all'art. 1, comma 1-bis, della legge n. 20 del 1994, l'utilitas ha una dimensione puramente economica e si collega sempre ad una condotta contra legem.

sentenza n. 81 del 27 febbraio 2006: che afferma la responsabilità di alcuni medici di base, farmacisti e dirigenti di farmacia, per avere ricevuto o fatto ricevere indebiti rimborsi di ossigeno terapeutico risultato non effettivamente somministrato a pazienti assistiti dalle locali Aziende sanitarie

Sentenza n. 447 del 20 dicembre 2005: 1) la tutela dei principi di concorsualità e di selezione per l’accesso “agli impieghi nella pubblica amministrazione” (ex art. 97 Cost.) si colloca ormai su un piano diverso dalla mera “esternalizzazione” dell’attività lavorativa pubblica, continuando a presidiare esigenze di imparzialità e di professionalità che si raccordano ai soli funzionari ed impiegati legati da rapporti di lavoro a tempo indeterminato alle relative amministrazioni di appartenenza. 2) Il concreto atteggiarsi degli elementi della complessità dell’esigenza lavorativa da soddisfare e dell’insufficienza organizzativa dell’ente consentono al giudice di riqualificare il rapporto contrattuale instaurato dall’amministrazione, individuando, in concreto, gli elementi e le prestazioni tipiche di una collaborazione coordinata e continuativa in luogo di quelle proprie di una consulenza esterna.

sentenza n. 346 del 28 settembre 2005: sussiste il danno patrimoniale, da disservizio e all'immagine in ipotesi di ingiustificati e ripetuti allontanamenti dal servizio da parte di un infermiere e di un medico di un ospedale e falsa attestazione della presenza sul luogo di lavoro (attraverso l'omessa timbratura del "cartelllino marcatempo" o il ricorso alla pratica dello "scambio di cartellini") (link a www.corteconti.it)

Sentenza n. 313/EL/2005 del 23 agosto 2005: l’abitudine diffusa tra i pubblici dipendenti del c.d. “cappuccino” di metà mattinata (o “pausa cappuccino”), pur se tollerata, appare antigiuridica e fonte di illecito amministrativo, considerato che il limitato periodo di tempo in questione sarebbe chiaramente usufruibile con l’utilizzo dei c.d. “permessi brevi” da recuperare successivamente, con la conseguenza che il dipendente risponde del relativo danno patrimoniale e, qualora provato, anche dell’eventuale danno da disservizio.

sentenza n. 212 del 4 maggio 2005: nel riconoscere la ascrivibilità della pratica dei "massaggi shiatsu" al novero delle "pratiche terapeutiche non convenzionali", a rilevanza essenzialmente sanitaria, con conseguente inammissibilità del finanziamento pubblico dei corsi di formazione per operatore shiatsu, assolve i convenuti per la mancanza di colpa grave (scusabilità dell'errore)

sentenza n. 150 del 6 aprile 2005: è inammissibile la citazione allorquando la Procura neghi la visione degli atti richiamati nell'invito a fornire deduzioni e l'invito stesso non sia  di per sé idoneo a dare adeguatamente conto dei fatti materiali dell'illecito contestato

Giudice unico delle pensioni, sent. n. 167/M/05 del 12 aprile 2005: pur dopo l’ordinanza n. 89/2005 della Corte costituzionale, persiste il divieto di cumulo totale di più indennità integrative speciali su più pensioni, non potendosi applicare al rapporto pensioni-pensioni principi e valori normativi, costituzionali e giurisprudenziali elaborati ed affermati con riferimento al diverso rapporto pensioni-retribuzioni. Stante l’intrinseca differenziazione che connota i due rapporti, va anche esclusa ogni ipotesi di sperequazione per la permanenza del divieto stesso per il solo rapporto pensione-pensione, salvo ovviamente il limite del minimo INPS

sentenza n. 49/2005 del 16 febbraio 2005: il primario ospedaliero risponde del danno derivante dalla inosservanza e dalla violazione della normativa in materia di esclusività del rapporto di lavoro, danno che consiste nella differenza tra la retribuzione “piena” e quella da corrispondere correttamente, qualora il dipendente avesse optato per il regime del tempo definito e fosse stato regolarmente autorizzato sia a praticare quest'ultimo regime di orario di lavoro, sia ad espletare l'attività lavorativa professionale privata al di fuori di quella già autorizzata in base alla Convenzione all’uopo stipulata con l'Azienda Ospedaliera.

Sentenza n. 275 del 28 giugno 2004: 1) Costituisce fonte di "danno da iperprescrittività farmaceutica in senso ampio", il comportamento dei medici di medicina generale che prescrivano farmaci al di sopra della media (maggiorata di due deviazioni standard) degli stessi farmaci prescritti da tutti gli altri medici di medicina generale di base convenzionati con il S.S.N. e facenti capo alla medesima A.S.L. Costituisce danno per il sistema sanitario nazionale (regionale) anche l’"iperprescrittività in senso stretto", intesa come superamento del quantitativo di farmaco assumibile dall’assistito in un determinato periodo di tempo, come risultante dalle indicazioni fornire dalla casa farmaceutica ed approvate dal Ministero della Salute, nonchè l' "iperprescrittività da fatti illeciti",  cioè la prescrizione di farmaci a pazienti che hanno dichiarato di non averli mai richiesti né assunti      2) I titolari delle farmacie (private) nell'attività di dispensazione dei farmaci a carico del S.S.N. - così come i medici convenzionati - partecipano alla erogazione di un pubblico servizio e sono tenuti all’osservanza di procedure amministrative di carattere pubblicistico finalizzate all’espletamento del predetto servizio pubblico, disponendo ed impegnando risorse pubbliche del S.S.N., inserendosi, così, in modo continuativo nell’organizzazione strutturale, operativa e procedimentale delle A.S.L. e pertanto, sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti

Sent. n. 178/E.L./04 del 19 aprile 2004: nei casi di assoluzione del convenuto in giudizi di responsabilità amministrativa/contabile non è luogo a pronuncia, ex artt. 90 e segg. c.p.c., sulla richiesta formulata dal P.M. nella udienza dibattimentale riguardante le spese legali da rimborsare da parte dell’Amministrazione pubblica, in relazione al rapporto processuale sulle stesse spese; mentre per il rapporto sostanziale sul diritto al rimborso delle spese legali da parte dell’Amministrazione di appartenenza del convenuto - “in caso di definitivo proscioglimento” dello stesso - va declinata la giurisdizione

 Sent. n. 2/EL/2004 del 9 gennaio 2004: la violazione del principio di esclusività del rapporto di lavoro del pubblico dipendente con l’ente di appartenenza - pur mitigato dalle recenti disposizioni che hanno previsto e disciplinato la possibilità di espletare attività lavorative ulteriori rispetto a quella propria di pubblico dipendente (v., in particolare, art. 1, comma 56/65 della l. n°62/1996 e relative circolari) - è fonte di danno, quante volte il dipendente continua a percepire -per effetto di detta violazione- la retribuzione del rapporto di lavoro a "tempo pieno", in luogo della retribuzione del rapporto di lavoro "a tempo parziale", effettivamente spettategli

 sentsent. n. 390/EL/03 del 4 dicembre 2003: del 4 dicembre 2003: nel giudizio di responsabilità amministrativa contabile (il quale si caratterizza, in particolare, per l’inadempimento di preesistenti doveri di comportamento nascenti dal rapporto di servizio) viene in rilievo il “dolo c.d. contrattuale, il che comporta, tra gli altri effetti, quello di abbracciare, oltre al danno prevedibile, anche quello non prevedibile (cfr. artt. 1218 e 1225 c.c.)

- sent.n. 553/EL/2002 del 10 dicembre 2002: Un comune non può assicurare a carico del proprio bilancio il rischio costituito dalla eventuale condanna di amministratori o dipendenti da parte della Corte dei conti per i danni che abbiano causato all'ente di appartenenza (o ad altro ente) con il proprio comportamento gravemente colposo. Occorre fare riferimento al "mandato", nella sua accezione gius-privatistica (ex artt. 1703 e ss. cc), per distinguere e separare i rischi connessi all’attività dei dipendenti ed amministratori pubblici meritevoli di copertura assicurativa con onere a carico dell’Ente, da quelli assicurabili solo con oneri a carico dei dipendenti ed amministratori medesimi, agevolmente individuandoli nei rischi che riflettono gli interessi propri dell’Ente stesso con  nota di Massimiliano Minerva, magistrato della Corte dei conti

- Sent. n. 498/EL/2002 dep. il 19.10.2002 : che afferma la responsabilità (per danno all’immagine) di un’associazione di professionisti che abbia rivestito la qualità di progettista-direttore lavori, precisando che le ipotesi di chiamata congiunta in giudizio della persona giuridica (o, come nel caso di specie, dell’associazione di fatto) e della persona fisica che per essa ha agito, con chiara e specifica indicazione della rispettiva misura di responsabilità, vanno riguardate come tentativi di contemperare e bilanciare al meglio le esigenze risarcitorie con quelle di realizzazione del principio di personalità della responsabilità

- Sent. n. 523/EL/2001 del 5.12.2001: l’art. 3 della l. n. 639/1996 prevede il “definitivo proscioglimento” per il rimborso delle spese legali sostenute dal dipendente nel giudizio di responsabilità amministrativo-contabile, che, a sua volta, presuppone una sentenza del giudice, ossia della Sezione territorialmente competente, non essendo sufficiente il decreto di archiviazione della Procura ( con nota di Massimiliano Minerva) 

- Sentenza n. 333/EL/2002 del 30 luglio 2002: rispondono del danno all'immagine causato all'amministrazione di appartenenza il vicesindaco e il funzionario comunale per aver falsamente attestato che le firme degli elenchi dei sottoscrittori delle liste elettorali per le elezioni  regionali  e provinciali del 1995 erano state apposte in loro presenza dagli elettori

 

ARCHIVIO

- N. 501 DEL 28 MAGGIO 1998: In materia di patrimonialità del danno all'immagine

- N. 1086/EL DEL 18 DICEMBRE 1998: In materia di eccezioni proponibili dal convenuto

- N. 147 DEL 26 GENNAIO 1999: In materia di giurisdizione sul curatore fallimentare

- N. 43/R/99/ORD DEL 11 MARZO 1999: Che rimette alle sezioni riunite questioni di massima sulla competenza per territorio

- N. 379 DEL 18 MAGGIO 1999: In materia di permessi spettanti agli amministratori locali (ex art.27 della legge 816/85)

- ord. n. 85/GC/99 del 15 luglio 1999 che contiene un'aggiornata ricostruzione dell'intera materia del giudizio di conto e decreto n. 2/GC/2000 del 17 febbraio 2000 che fissa: a) al segretario comunale il termine di mesi uno per il deposito presso la segreteria della Sezione dei conti annuali del consegnatario, secondo il modello usato per la rendicontazione dei beni mobili; b) ed al sindaco, il termine di mesi tre per la resa del conto della gestione delle azioni societarie, e per la sua approvazione e deposito presso la segreteria della Sezione.

- ord. n. 066/G.C./99 del 5 giugno 1999: economo comunale – obbligo di rendere il conto giudiziale – sussistenza – motivazione –   documenti da depositare insieme al conto – altri documenti che la Corte può chiedere nel corso del giudizio di conto

- decreto n. 0139/GCEL/99 del 30 dicembre 1999: agente contabile interno preposto alla riscossione di entrate – direttore di farmacia comunale – obbligo di rendere il conto giudiziale - insussistenza

- decreto n. 0140/G.C.E.L./99 del 30 dicembre 1999: vigile urbano incaricato della riscossione – obbligo di rendere il conto giudiziale – insussistenza

- N. 554/R/99 DEL 22 SETTEMBRE 1999: Che, in materia di danno all'immagine, ha affermato che l’indagine sulla giurisdizione va ancorata, nel caso di trasformazione di una struttura statale in un ente pubblico economico, al momento della condotta e non a quello in cui si è verificato il danno

- N. 581/EL/99 DEL 23 NOVEMBRE 1999: La Sezione ha ribadito che, in caso di procedura espropriativa condotta da ente locale, nell'ipotesi di mancato compimento della stessa entro il quinquennio della occupazione d’urgenza, sussiste danno erariale pari alla differenza tra quanto effettivamente pagato dal Comune a tacitazione delle pretese dell’ex proprietario del bene espropriato, ed il valore venale del bene al momento della acquisizione da parte dell’amministrazione (nel caso specifico, al momento della irreversibile trasformazione del bene conseguente alla realizzazione di un’opera pubblica). Nella fattispecie è stata riconosciuta sussistente la responsabilità del Sindaco, a titolo di colpa grave, che non ha completato in tempo utile la procedura espropriativa.

- n. 600/EL/99 del 10.12.1999 : che dopo aver dichiarato non fondata l'eccezione di nullità dell'atto di citazione per mancanza "dell'avvertimento" previsto dal n. 7 dell'art. 163 del c.p.c., inquadra l'Istituto zooprofilattico sperimentale per l'Umbria e le Marche nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in base alle disposizioni della legge 7.3.1985, n. 97 e del dPR   8.7.1986, n. 662, con conseguente applicabilità, ai fini del computo del termine prescrizionale, del termine quinquennale con le precisazioni di cui all'art. 1, co. 2 bis della legge n. 20/1994.

- n. 582/EL/99 del 6.12.1999 : che inquadra una fattispecie di false fatturazioni nell’ambito dell’interposizione fittizia di persona nella riscossione dei pagamenti dovuti e non già in quello, considerato da parte attrice e seguito dalle difese dei convenuti, della "compensatio lucri cum danno".

- N. 43/G/00 del 12.1.2000: che in materia di pensioni di guerra ha affermato il diritto agli interessi sugli interessi, nei limiti in cui l'anatocismo è ammesso dall'articolo 1283 c.c., ossia dalla data della domanda giudiziale, dal momento che il ricorso, dopo la l. n. 19/1994, va notificato all'amministrazione.

- n. 72/EL/00 del 9 febbraio 2000: se, in via generale, nulla osta alla configurabilità di un danno da "disservizio", connesso all’ "inutile dispendio di attività amministrative", in concreto è oltremodo difficile individuare una qualche attività amministrativa che sia realmente "inutile", data l’ intima funzionalizzazione di ogni attività amministrativa ad uno specifico interesse pubblico da realizzare, fermo restando che per il configurarsi di simili danni bisognerebbe dimostrare un effettivo incremento della normale spesa sostenuta per i servizi stessi, specificamente rapportabile al comportamento dedotto in giudizio. In tema di danno all'immagine la gravità della lesione dipende dalla particolare rilevanza del bene-valore intaccato e dall'intrinseca portata offensiva dell'illecito posto in essere, quali percepiti, interpretati e valutati nell'ambiente sociale nel quale il fatto dannoso si è realizzato, e non dalla mera "notizia di stampa". CON NOTA DI STEFANIA GAMBARDELLA

- n. 256/c/00 del 11 maggio 2000: Il nuovo sistema di computo della rivalutazione monetaria e degli interessi legali, calcolati entrambi sulla sorte capitale e in maniera separata, di cui all'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 3/1998, si applica a decorrere dal 31.12.1991.   Il divieto di cumulo degli interessi legali con la rivalutazione monetaria di cui all'art. 22, co. 36, della l. n. 274/1994, si applica solo ai ratei pensionistici maturati dall'1.1.1995 in poi e l'art. 45, co. 6, della l. n. 448/1998, nella sua valenza interpretativa, non ha inteso retrodatare tale divieto al 31.12.1991, ma solo equiparare le pubbliche amministrazioni agli enti gestori di forme di previdenza ai fini della corresponsione degli interessi legali a decorrere dalla data di scadenza del termine previsto per la adozione del provvedimento.  Va disapplicato il decreto ministeriale n. 352/1998 laddove, prevedendo la sola corresponsione degli interessi legali dal 17.12.1990, di fatto anticipa il divieto di cumulo di cui all'art. 22, co. 36, della l. n. 274/94 nei giudizi pensionistici attinenti al divieto in discorso. 

- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000: Costituiscono danno erariale le spese deliberate dall’amministrazione per effettuare un dono (borsa in pelle) ai Consiglieri Provinciali, agli Assessori esterni, ai membri del Comitato del Circondario di Orvieto, ai Revisori dei Conti, al Difensore Civico, quale attestazione del positivo rapporto con l’amministrazione, in ragione della imminente scadenza del mandato. Ciò in quanto sono spese di rappresentanza e possono essere poste a carico del bilancio pubblico solo quelle riconducibili all’esigenza dell’ente di manifestarsi all’esterno, in relazione ai propri fini istituzionali.

- Giudice unico delle pensioni, sentenza n. 536/2000 dell'11 ottobre 2000: pensioni - ricorso nell'interesse della legge ex art. 6, co. 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 19 - legittimazione attiva - Procuratore regionale - esclusione - inammissibilità del ricorso

- sent. n. 557  del 18 ottobre 2000: Responsabilità - danno all'immagine - sussunzione nella categoria del cd "danno evento" - conseguenze - necessità della prova delle spese necessarie al ripristino dell'immagine lesa - esclusione     Responsabilità - prescrizione - danno all'immagine - danno istantaneo ad effetti permanenti - conseguenze sulla decorrenza

Il danno all'immagine subito da una pubblica amministrazione, in quanto "danno esistenziale", appartiene - al pari del danno biologico subito dalle persone fisiche - alla categoria del cd "danno evento", con la conseguenza che, sul piano processuale, trattandosi di una lesione ad un valore - il prestigio e l'immagine delle istituzioni pubbliche - rilevante giuridicamente in sé e per sé, non è necessario fornire alcuna prova delle spese necessarie al suo ripristino.      Il diritto al risarcimento del danno all'immagine subito dalla pubblica amministrazione - in quanto "danno istantaneo ad effetti permanenti" - resta soggetto a successivi e continui nuovi termini di decorrenza della prescrizione, in rapporto al perdurare degli effetti lesivi della condotta.

- n. 98/EL/2001 del 6 marzo 2001: Il primario ospedaliero che consente, nell'ambito del proprio reparto, la presenza e, soprattutto, l'esercizio di atti tipici della professione sanitaria, a medici volontari non strutturati, nelle more del rilascio delle prescritte autorizzazioni, nonché, fatto ancor più grave, ad un soggetto addirittura privo del requisito della laurea in medicina, commette un fatto illecito connotato da colpa grave. Qualora da detto comportamento sia derivato all'Azienda Sanitaria un gravissimo danno all'immagine e al prestigio, in termini di compromissione della credibilità e dell'affidamento dei cittadini nella struttura sanitaria direttamente interessata e nella sanità pubblica in generale, con notevoli ripercussioni anche in termini di minor fatturato del reparto presso cui ha operato il "falso medico", spetta alla Procura della Corte dei conti, in via del tutto autonoma rispetto all'eventuale azione penale, perseguire i pubblici dipendenti ritenuti responsabili. Di tale illecito risponde, oltre al "falso medico" (a titolo di dolo) ed al primario ospedaliero (a titolo di colpa grave), anche il Direttore sanitario (sempre a titolo di colpa grave), per non aver provveduto ad attivare, tempestivamente - nell'ambito dei propri specifici compiti di vigilanza e di coordinamento generale e di soprintendenza - i necessari interventi di vigilanza, controllo e repressione del fenomeno della presenza abusiva e della concreta operatività sia di "medici volontari non strutturati" non autorizzati, sia del "falso medico

 - sentenza n. 260/EL/2001 del 31/05/2001: La notifica diretta dell'invito integrativo e della citazione in giudizio ai presunti responsabili, in luogo di quella presso il "domicilio eletto" nelle deduzioni, non determina alcuna nullità, in quanto la notifica al domiciliatario, per pacifica giurisprudenza è alternativa a quella di cui agli artt. 138 e 139 cpc, a differenza di quella fatta al procuratore costitutito ex art. 170 cpc, che ha valore assoluto e che, come tale, non ammette altra forma concorrente di notifica.

- sentenza n. 423/C/01 del 2 ottobre 2001: L'art.10 della l. n°205/2000, nell'attribuire alla Corte dei conti i poteri dell'ottemperanza relativamente alle proprie sentenze, non ne indica i modi processuali di esercizio, che vanno perciò desunti dalle regole generali del processo, temperate da quelle proprie  del giudizio innanzi alla Corte medesima, che inducono a ritenere che il giudizio di ottemperanza innanzi alla Corte dei conti vada definito con sentenza, e non con ordinanza, adottata in camera di consiglio, e non in pubblica udienza, in composizione collegiale, e non monocratica.

- Ord. n. 14/C/01 del 25 ottobre 2001, Sezione Giurisdizionale Regionale dell’Umbria-Giudice Unico delle Pensioni: E' rilevante e non manifestanmente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 1, comma 41, della l. n°335/1995, in riferimento agli artt. 2, 3, 36 e 38 Cost., per la parte in cui prevede l'applicazione delle relative disposizioni anche al trattamento di reversibilità spettante al coniuge superstite di lavoratore collocato in pensione prima della data di entrata in vigore della legge stessa ed in particolare per quello deceduto dopo. E' del pari rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità del medesimo art. 1, comma 41, in riferimento all'art. 3 Cost.,per la parte in cui limita al solo reddito IRPEF il reddito rilevante ai fini della disciplina del cumulo dei trattamenti pensionistici ai superstiti con i redditio del beneficiario, nell'interpretazione data dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con la nota n°7/61633/L.335-95 dell'8/9/1995 .

- Sent. n.511/R/2001 del 29 novembre 2001: Il “danno patrimoniale da disservizio” consiste nel mancato conseguimento della legalità, della efficienza, della efficacia, della economicità e della produttività dell’azione e della attività di una Pubblica Amministrazione, causato dall’amministratore o dal dipendente pubblico con una condotta commissiva o omissiva connotata da dolo o da colpa grave. Il “colpevole disservizio”, comportando il mancato raggiungimento delle utilità previste nella misura e qualità ordinariamente erogabili in base alla quantità delle risorse umane ed economiche investite, consiste in maggiori costi dovuti allo spreco di risorse economiche non utilizzate in base ai canoni della legalità, della efficienza, della efficacia, della economicità e della produttività.