main Mercoledì 4 Ottobre 2000 IL CASO Rimborsi elettorali, i Ds contro la Corte dei Conti ROMA - I rimborsi elettorali «sono regolari», la legge prevede «che per ogni voto ricevuto ogni partito riceva 4.000 lire» e «così è stato». È quanto sostenuto, in una conferenza stampa, dai capigruppo dei Ds, Angius e Mussi, per rispondere all'articolo pubblicato dal Corriere della Sera nel quale si sostiene che i partiti «con i rimborsi elettorali ci guadagnano». E ancora: la magistratura contabile «si è inventata un parametro di legalità non previsto dalla legge, travalicando così i suoi poteri» e «mettendosi al di sopra del Parlamento». Gli esponenti della Quercia sostengono che «la palla giocata con evidenti scopi strumentali e qualunquisti dal Corriere della Sera è stata lanciata dalla Corte dei Conti che ha travalicato i suoi compiti sostituendosi al Parlamento» e «stravolgendo» così l' articolo 100 della Costituzione che ne regola i poteri. La magistratura contabile, ha aggiunto, «doveva solo accertare se la legge era stata rispettata. Inventandosi invece questo parametro di legalità non richiesto dalla legge» ha permesso «un uso propagandistico e strumentale dell' informazione». Pronta la replica del presidente dell’Anm della Corte dei Conti, Salvatore Sfrecola: «Un attacco strumentale».