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Sabato 26 Agosto 2000

A Staderini la guida della Corte dei conti


ROMA È Francesco Staderini il nuovo presidente della Corte dei conti, designato ieri con "decisione unanime" dal Consiglio dei ministri. Sulla nomina è atteso, lunedì prossimo il parere del consiglio di presidenza della Corte. Se il suo nome passerà, sarà lui a fare da "revisore" dei conti pubblici per quattro anni, fino a metà della prossima legislatura. La scelta era stata preannunziata già due giorni fa dallo stesso Amato al presidente facente funzione dell’organo di autogoverno della magistratura contabile, Perse Ulissi, nel corso di un incontro avvenuto presso la sede centrale di Viale Mazzini.
Staderini succederà a Francesco Sernia, il cui incarico era scaduto il 31 luglio scorso, bruciando sul filo di lana i "concorrenti" più accreditati. Primo tra tutti il consigliere Manin Carabba. Il presidente designato presiede dal 1996 la sezione giurisdizionale della magistratura contabile della Toscana, che sotto la sua guida è giunta ai primi posti su scala nazionale per il rendimento dei magistrati, eliminando anche l’arretrato relativo alle pensioni di guerra.

Nato in provincia di Firenze, a Figline Valdarno nel 1932, Staderini è stato nominato referendario della Corte dei conti nel 1963. Nominato consigliere nel 1976, è stato chiamato a far parte della commissione di controllo dell’Emilia Romagna ed è stato preposto successivamente alla delegazione regionale per la Toscana, funzione che ha svolto per circa 12 anni.

La designazione di Staderini da parte del Governo ha creato però qualche scontro sia politico sia con i magistrati sul problema del metodo. Anche il ministro Ortensio Zecchino si era dichiarato contrario alla scelta di Giuliano Amato per "ragioni di modalità procedurali". E sulle modalità si sono scatenate anche le ire di Antonio Di Pietro, secondo il quale "il Governo ha fatto carta straccia di una prassi costituzionale" e "nelle vesti di controllato ha nominato il suo controllore".

Alle critiche dell’ex pm ha replicato il ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, precisando che il presidente della Corte, "fino a ora e per tutta la storia costituzionale repubblicana", è sempre stato nominato dal presidente della Repubblica, in base a una deliberazione del Consiglio dei ministri adottata su proposta del Presidente del Consiglio". Una recentissima legge, ha spiegato Bassanini, ha aggiunto l’obbligo di acquisire il parere della Corte dei conti", alla quale quindi non spetta alcuna designazione.