A Staderini la guida della Corte dei conti
ROMA È Francesco Staderini il nuovo presidente della Corte dei conti, designato ieri con
"decisione unanime" dal Consiglio dei ministri. Sulla nomina è atteso, lunedì
prossimo il parere del consiglio di presidenza della Corte. Se il suo nome passerà, sarà
lui a fare da "revisore" dei conti pubblici per quattro anni, fino a metà della
prossima legislatura. La scelta era stata preannunziata già due giorni fa dallo stesso
Amato al presidente facente funzione dellorgano di autogoverno della magistratura
contabile, Perse Ulissi, nel corso di un incontro avvenuto presso la sede centrale di
Viale Mazzini.
Staderini succederà a Francesco Sernia, il cui incarico era scaduto il 31 luglio scorso,
bruciando sul filo di lana i "concorrenti" più accreditati. Primo tra tutti il
consigliere Manin Carabba. Il presidente designato presiede dal 1996 la sezione
giurisdizionale della magistratura contabile della Toscana, che sotto la sua guida è
giunta ai primi posti su scala nazionale per il rendimento dei magistrati, eliminando
anche larretrato relativo alle pensioni di guerra.
Nato in provincia di Firenze, a Figline Valdarno nel 1932, Staderini è stato nominato
referendario della Corte dei conti nel 1963. Nominato consigliere nel 1976, è stato
chiamato a far parte della commissione di controllo dellEmilia Romagna ed è stato
preposto successivamente alla delegazione regionale per la Toscana, funzione che ha svolto
per circa 12 anni.
La designazione di Staderini da parte del Governo ha creato però qualche scontro sia
politico sia con i magistrati sul problema del metodo. Anche il ministro Ortensio Zecchino
si era dichiarato contrario alla scelta di Giuliano Amato per "ragioni di modalità
procedurali". E sulle modalità si sono scatenate anche le ire di Antonio Di Pietro,
secondo il quale "il Governo ha fatto carta straccia di una prassi
costituzionale" e "nelle vesti di controllato ha nominato il suo
controllore".
Alle critiche dellex pm ha replicato il ministro della Funzione pubblica, Franco
Bassanini, precisando che il presidente della Corte, "fino a ora e per tutta la
storia costituzionale repubblicana", è sempre stato nominato dal presidente della
Repubblica, in base a una deliberazione del Consiglio dei ministri adottata su proposta
del Presidente del Consiglio". Una recentissima legge, ha spiegato Bassanini, ha
aggiunto lobbligo di acquisire il parere della Corte dei conti", alla quale
quindi non spetta alcuna designazione.