Sezioni riunite

 

 sentenza 27 dicembre 2007 n. 12 QM, in tema di applicazione della sanzione prevista dall'art. 30, comma 15, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003): a) il tipo di procedimento giurisdizionale da seguire per applicare la sanzione prevista dall'art. 30, comma 15, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) deve essere quello previsto per l'ordinario giudizio di responsabilità dinanzi alla Corte dei conti di cui agli artt. 43 e seguenti del R.D. n. 1038/1933 e all'art. 5 della legge n. 19/1994, non potendo trovare applicazione, in tali ipotesi, la modalità procedurale prevista dall'art. 58 del R.D. 13 agosto 1933, n. 1038 relative ai giudizi ad istanza di parte; b) ai fini della configurazione della fattispecie sanzionatoria prevista dall'art. 30, comma 15, della legge n. 289/2002, il titolo soggettivo di imputazione della sanzione deve essere determinato e valutato ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge n. 20/1994, come modificato dall'art. 3, comma 1, del d.l. n. 543/1996, convertito, con modificazioni, nella legge n. 639/1996, e pertanto, ai fini della applicazione della sanzione in parola nei confronti degli amministratori che abbiano deliberato il ricorso all'indebitamento per spese diverse da quelle di investimento, è necessario che ricorra, nella fattispecie concreta, l'elemento soggettivo della colpa grave, o, ovviamente, del dolo; c) ai fini della integrazione della fattispecie sanzionatoria in parola è necessario che la delibera di contrarre il mutuo venga portata ad esecuzione mediante la stipula del relativo contratto, non essendo sufficiente, al fine suddetto, la sola adozione della delibera di contrarre il mutuo stesso; d) nel caso di una delibera di indebitamento per far fronte ad una sentenza esecutiva di condanna emessa successivamente al 7 novembre 2001, ma relativa a fatti accaduti precedentemente alla predetta data, il debito deve ritenersi “maturato” al momento del deposito della sentenza stessa e non già al momento - antecedente - in cui l'ente, soggetto passivo dell'obbligazione pecuniaria, avrebbe dovuto eseguire la controprestazione da cui è scaturita, in seguito, la sentenza esecutiva; e) l'ente destinatario della sanzione va individuato nell'ente di appartenenza degli amministratori condannati          con nota di Agostino Chiappiniello, magistrato della Corte dei conti smallnew.gif (153 byte)

bullet   sentenza n. 7/QM/2007 del 7 agosto 2007: in assenza di dolo dell'interessato, il disposto contenuto nell'art. 162 del d.P.R. n° 1092 del 1973, concernente il recupero dell'indebito formatosi sul trattamento pensionistico provvisorio, deve interpretarsi nell'ambito della disciplina sopravvenuta contenuta nella legge n° 241 del 1990, per cui, a decorrere dall'entrata in vigore di detta legge n° 241 del 1990, decorso il termine posto per l'emanazione del provvedimento definitivo sul trattamento di quiescenza, non può più effettuarsi il recupero dell'indebito, per il consolidarsi della situazione esistente, fondato sull'affidamento riposto nell'Amministrazione (link ad www.altalex.it)
bullet Sentenza n. 5/QM/2007 del 19 luglio 2007: quando il danno è la sommatoria di pagamenti frazionati nel tempo tutti risalenti ad un unico atto deliberativo o, comunque, ad un'unica manifestazione di volontà, la decorrenza della prescrizione va individuata nella data di ciascun pagamento
bullet sentenza n. 1/QM/2007 del 15 febbraio 2007: I) La sospensione feriale prevista dall'art. 1 della legge n. 742 del 1969 si applica anche al termine, non inferiore a 30 giorni, assegnato dal Procuratore Regionale al presunto responsabile, in applicazione dell'art. 5 comma 1 del d.l. n. 453 del 1993 convertito nella legge n. 19 del 1994 e modificato dall'art. 1 del d.l. n. 543 del 1996 convertito nella legge n. 639 del 1996, per depositare deduzioni, documenti e richiesta di audizione. II) La violazione del termine di 120 giorni, prorogabili, previsto per l'emissione dell'atto di citazione dall'art. 5 comma 1 del d.l. n. 453 del 1993 convertito nella legge n. 19 del 1994 e modificato dall'art. 1 del d.l. n. 543 del 1996 convertito nella legge n. 639 del 1996, va eccepita dal convenuto interessato e non è rilevabile d'ufficio dal giudice.
bullet  sentenza n. 3/QM/2007 del 25 giugno 2007: l'esame della definizione agevolata del giudizio d'appello richiesta ex 'art. 1 commi 231 232 e 233 della legge n.266 del 2005 dalla parte privata appellante in presenza di un contrapposto appello della parte pubblica non può essere precluso dalla proposizione dell'appello della parte pubblica ma tale esame non possa a sua volta precludere quello di detto appello. Nel procedimento della camera di consiglio funzionale all'adozione del decreto di cui all'art. 1 commi 231 232 e 233 della legge n.266 del 2005, il contraddittorio tra le parti deve svolgersi in modo paritario, pieno e costante

sentenza n. 7/QM/2006 del 14 luglio 2006: sussiste il diritto al riconoscimento, ai fini pensionistici, dei periodi corrispondenti all’estensione obbligatoria dal lavoro per maternità, verificatasi al di fuori del rapporto di lavoro, ai sensi dell’art. 25, co. 2, del D. Lgs. 26.3.2001, n. 151, in relazione a quanto disposto dagli artt. 16 e 17 dello stesso testo normativo i quali disciplinano diritti e doveri in occasione della maternità in ambito lavorativo, a domanda e con effetti a decorrere dalla stessa, ancorché la stessa sia avanzata non in costanza di attività lavorativa

sent. n. 2/QM/2006 del 22 febbraio 2006: afferma che, per il titolare di due pensioni, resta fermo il divieto di cumulo delle indennità integrative speciali di cui dall’art. 99, comma secondo, del D.P.R. 1092/1973, con l’integrazione operata con la sentenza manipolativa della Corte Costituzionale n. 494/1993 e cioè con salvezza comunque dell’importo corrispondente al trattamento minimo di pensione previsto per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (link a www.altalex.it )

sentenza n. 4/QM/2005 del 3 ottobre 2005: dichiara ammissibile il deferimento di questione di massima alle Sezioni Riunite quando la difformità di indirizzo giurisprudenziale sia solo di tipo orizzontale in primo grado. Nel merito afferma che la riduzione percentuale (o penalizzazione) di cui all'art.11, comma 16, della legge 537/93, prevista in caso di cessazione dal servizio con anzianità contributiva inferiore a trentacinque anni, è applicabile al personale militare

 sentenza n. 3/qm/2005 del 3 ottobre 2005: la difformità tra pronunce rileva ai fini dell'ammissibilità della questione di massima solo se di tipo orizzontale e, se tra giudici di primo grado, ove non vi siano pronunce o pronunce uniformi d'appello

 sentenza n. 2/QM/2005 del 17 luglio 2005: il militare in servizio permanente o continuativo che cessi dal servizio senza aver conseguito il diritto alla pensione ordinaria, ma con diritto alla pensione privilegiata prevista dall'art. 67 del D.P.R. n. 1092 del 1973, non ha diritto alla costituzione della posizione assicurativa prevista dall'art. 124 dello stesso D.P.R.

- sentenza n. 1/2005/QM del 25 marzo 2005: nell’ipotesi in cui una pluralità di soggetti siano i presunti responsabili del danno erariale e nei loro confronti venga emesso un contestuale invito a dedurre, il termine di centoventi giorni di cui all’art. 5, primo comma, del D.L. n. 453/1993 convertito nella legge n. 19/1994 e successive modificazioni decorre dalla data dell’ultima notifica dell’invito a dedurre. In tutte le altre ipotesi, detto termine decorre autonomamente per ciascun indagato dalla data di notifica dell’invito nei suoi confronti

- sent. n. 8/2004/QM del 25 novembre 2004: dichiara inammissibile la questione di massima così come prospettata e relativa all'efficacia interruttiva della costituzione di parte civile nel processo penale conclusosi con la sentenza di patteggiamento della pena ex art. 444 cpp

- sentenza n. 7/2004/QM del 27 maggio 2004: nel processo pensionistico innanzi alla Corte dei conti trova applicazione l’istituto della prescrizione così come regolato dal codice civile e di conseguenza anche l’art. 2938 c.c. Pertanto la prescrizione non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, ma va opposta dall’Amministrazione convenuta in giudizio

 sentenza n. 5/2004/QM del 31 marzo 2004: Corte dei conti - questione di massima – rimessione alle Sezioni riunite – limitatamente alla soluzione di contrasti di giurisprudenza e dei conflitti di competenza.  Determinazione dei criteri e delle condizioni di ammissibilità del deferimento – limitatamente ai contrasti orizzontali di giurisprudenza

-  sentenza 31 ottobre 2003 n. 18/QM/03: in materia di litisconsorzio necessario nel caso di più soggetti corresponsabili e di appello incidentale (link al sito www.corteconti.it)

- n. 15/2003/QM del 17 luglio 2003: a) l’art. 76 del R.D. 1038/1933, come tutte le altre norme del regolamento di procedura che regolavano poteri ed attribuzioni del pubblico ministero nel processo pensionistico, è stato abrogato dall’art. 6 della L. n. 19/1994; b) nel processo pensionistico conseguente alla riforma recata dalla legge n. 19/1994 e dalle successive modificazioni il potere di ricorrere nell’interesse della legge è attribuito al pubblico ministero al fine di tutelare l’interesse oggettivo alla realizzazione dell’ordinamento giuridico (interesse diverso ed eccedente quello delle parti sostanziali del processo pensionistico) e così ottenere la interpretazione uniforme della legge e impedire la violazione della legge nell’applicazione di principi di diritto c) il potere di ricorrere nell’interesse della legge è intestato al Procuratore Regionale incardinato presso la sezione territoriale competente a giudicare e, nei gradi successivi al Procuratore Generale

- sentenza 11 luglio 2003 n. 14/QM/03: 1) in ipotesi di fruizione di doppio trattamento di pensione non è consentito il cumulo della indennità integrativa speciale; 2) il titolare di due pensioni ha diritto a percepire la indennità integrativa speciale sulla seconda pensione soltanto nei limiti necessari per ottenere l’integrazione della pensione sino all’importo corrispondente al trattamento minimo previsto per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (c.d. minimo I.N.P.S.) (FILE .PDF)

- n. 13/2003/QM del 18 giugno 2003: Nel caso di pluralità di inviti a dedurre, il termine di cui all’art.5 co.1° del D.L.15 novembre 1993 n.453 convertito nella legge 14 gennaio 1994 n.19, nel testo modificato dal D.L. 23 ottobre n.543 convertito nella legge 20 dicembre 1996 n.639, di centoventi giorni per l’emissione dell’atto di citazione decorre autonomamente per ciascun indagato dalla data in cui l’invito è stato notificato allo stesso, senza alcun collegamento temporale con la notifica di analogo atto ad altri soggetti presuntivamente coinvolti nella stessa vicenda dannosa 

- n. 10/2003/QM del 23 aprile 2003: 1) Il danno all’immagine di una pubblica amministrazione non rientra nell’ambito di applicabilità dell’art. 2059 del codice civile ma è una delle fattispecie del danno esistenziale. 2) Il danno all’immagine deve essere individuato nell’ambito dei danni non patrimoniali come danno-evento e non come danno–conseguenza. 3) Ai fini della quantificazione del danno all’immagine si può fare riferimento, oltre che alle spese di ripristino già sostenute (da provare a carico dell’attore), a quelle ancora da sostenere. In quest’ultimo caso, la valutazione equitativa, ex art. 1226 c.c., potrà fondarsi su prove anche presuntive od indiziarie (a carico dell’attore), tra cui le conseguenze negative che, per dato di comune esperienza e conoscenza, siano riferibili al comportamento lesivo dell’immagine 4) Sussiste la possibilità di ricorrere, per la quantificazione del danno, a parametri diversi da quelli desumibili dalle spese (sostenute o da sostenere) per il ripristino dell’immagine; tra di essi non rientrano né la minore acquisizione di entrate collegabile con i comportamenti censurati né il disservizio, che è una delle possibili componenti della lesione, mentre rientrano le “spese promozionali inserite in bilancio”, con valore di prova presuntiva od indiziaria. 5) L’importo della tangente non può fondare una valida automatica parametrazione per la quantificazione del danno all’immagine, ma può concorrervi, unitamente ad altri elementi propri della fattispecie, quali ad esempio il ruolo del percettore all’interno dell’apparato pubblico. 6) In via generale, i parametri (individuati dall’attore) da utilizzare in concreto per la quantificazione del danno all’immagine, inteso come danno esistenziale, vanno rimessi alla valutazione che, nella propria discrezionalità, ciascun giudice saprà trarre dalle singole fattispecie

 - sentenza 9 aprile 2003:  Giudizio di responsabilità amministrativa – competenza per territorio - conflitto di competenza – fatti illeciti realizzati nelle sedi ministeriali da soggetti incardinati presso di esse – criterio dell’ubicazione dell’ufficio d’incardinazione del presunto responsabile - competenza della sezione Lazio.

- sentenza  n. 9/SR/QM del 4 aprile 2003:  Giudizio di responsabilità amministrativa – appellabilità delle sentenze di condanna per un importo non superiore a lire 5.000.000 – sussiste - abrogazione dell’art. 67 del R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 – sussiste – sentenze di condanna della Corte dei Conti – natura patrimoniale con effetti afflittivo sanzionatori.

 - sentenza n. 7/QM/2003 del 20 marzo 2003: Al periodo di centoventi giorni per emettere l’atto di citazione in giudizio - previsto dall’art. 5, primo comma, DL n. 453/1993, convertito in legge n. 19/1994, come sostituito dalla legge n. 639/1996 e decorrente dalla scadenza del termine concesso dal Procuratore regionale nell’invito a dedurre, per la presentazione delle deduzioni da parte del presunto responsabile del danno - si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale (1° agosto-15 settembre di ogni anno), di cui all’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742

- sentenza n. 2/QM del 15 gennaio 2003: in ipotesi di appalto di opere pubbliche, la prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui sia conoscibile o effettivamente conosciuto da parte dell'amministrazione appaltante il comportamento illecito del soggetto legato da rapporto di servizio e il danno abbia assunto il carattere della certezza ed attualità. In ogni caso siffatte condizioni esistono al momento della conclusione del procedimento di collaudo e salvo che non si siano verificate anteriormente con conseguenti effetti in ordine all'esordio della prescrizione

 - sentenza n. 3/QM del 15 gennaio 2003: a) in ipotesi di inquadramenti illegittimi del personale il termine iniziale della prescrizione decorre dalla data del primo pagamento conseguente al provvedimento illegittimo; b) in ipotesi di danno c.d. indiretto il termine iniziale della prescrizione va fissato alla data in cui il debito della P.A. nei confronti del terzo danneggiato è diventato certo, liquido ed esigibile in conseguenza del passaggio in giudicato della sentenza di condanna della P.A. e della esecutività della transazione tra terzo e P.A.

- sentenza 18 ottobre 2002, n. 10/QM/2002: in particolare...: a) il principio del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria stabilito dall’art. 429, co. 3, cod. proc. civ., non va inteso in senso “integrale”, quale matematica sommatoria dell’una e dell’altra componente accessoria del credito pensionistico liquidato con ritardo, bensì “parziale”, quale possibile integrazione degli interessi legali, ove l’indice di svalutazione dovesse eccedere la misura dei primi; b) il maggior danno da svalutazione nell’eventuale importo differenziale nonché gli interessi legali, costituiscono componenti essenziali legate da automatismo giuridico al credito pensionistico soddisfatto con ritardo, per cui gli indicati accessori, anche nel caso di pensioni di guerra e di pensioni militari c. d. tabellari, debbono essere attribuiti d’ufficio dal Giudice, anche in sede d’appello senz’uopo di costituzione in mora o di richiesta di parte, nè di prova del danno, con decorrenza degli interessi medesimi e dell’eventuale credito differenziale da svalutazione, determinato alla stregua degli indici fissati ex art. 150 disp. att. cod. proc. civ., dal giorno della maturazione del diritto; c) il calcolo del c. d. “maggior importo” tra interessi e rivalutazione va operato ex art. 429, co.3, cod. proc. civ., tenuto conto delle percentuali di interessi legali e dell’indice ISTAT ex art. 150 disp. att. cod. proc. civ. rilevati anno per anno, da applicare agli importi pensionistici spettanti alle singole scadenze a far data dal momento di maturazione del diritto pensionistico, fino al soddisfo, salvi i limiti indotti dall’eventuale prescrizione del credito o di suoi ratei.  (v. anche La rivalutazione monetaria e gli interessi nella materia pensionistica, di Fulvio Longavita, magistrato della Corte dei conti)

 - n. 6/2002/QM del 5 marzo 2002: l’art. 10 della legge 21 luglio 2000, n. 205 non ha modificato il regime di esecutività delle sentenze della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, per le quali è tuttora vigente la norma contenuta nel comma 5-ter aggiunto all’art. 1 del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, in legge 14 gennaio 1994, n. 19, dall’art. 1 del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 543 convertito, con modificazioni, in legge 20 dicembre 1996, n. 639, nella parte in cui dispone che "il ricorso alle sezioni giurisdizionali centrali sospende l’esecuzione della sentenza impugnata".

- Sentenza 7 marzo 2002 n. 05/QM/02:  La competenza territoriale delle sezioni giurisdizionali regionali in materia pensionistica è collegata alla residenza anagrafica del ricorrente all’atto della presentazione del ricorso ed in applicazione dell’articolo 5 cod. proc. Civ. sono irrilevanti i successivi mutamenti. Tale competenza è derogabile atteso che l’inderogabilità non può essere desunta da alcuna specifica disposizione di legge ed essendo irrilevante la circostanza che il Procuratore Generale è eccezionalmente abilitato a ricorrere in via principale nell’interesse della legge (link a www.giust.it

 

- n. 4/2002/QM del 13 febbraio 2002: a) criterio principale per la attribuzione di competenza alle Sezioni regionali della Corte dei conti è costituito dall’incardinazione del pubblico amministratore o dipendente supposto autore del comportamento illecito nella sede o ufficio ubicati nella Regione; b) qualora nella produzione dell’evento dannoso concorrano o confluiscano più comportamenti illeciti di soggetti incardinati presso uffici o sedi di diverse Regioni criterio ulteriore per determinare il giudice competente è la individuazione del fatto giuridico (o dell’attività gestoria) necessariamente causativo del danno e la sua ascrizione al soggetto che lo ha posto in essere, in forza della incardinazione presso una sede, un ufficio, un organo dello Stato o di un Ente pubblico, con conseguenti effetti sulla competenza; c) in ipotesi di concentrazione di più fattispecie di danno in un unico atto di citazione, ove vengano individuati più giudici competenti, va disposta la separazione delle cause, stante la inderogabilità della competenza funzionale attribuita alle Sezioni regionali della Corte.  Con nota di Paolo Rebecchi, magistrato della Corte dei conti

 

ARCHIVIO

 

- N. 1/QM DEL 14 GENNAIO 1999: L’amministrazione ha l’obbligo di recuperare le somme erroneamente corrisposte in eccedenza sul trattamento pensionistico provvisorio, anche se l'erogazione non dovuta si è protratta per un notevole lasso di tempo, essendo esclusa qualsiasi discrezionalità al riguardo

- N. 3/QM DEL 19 GENNAIO 1999: Nel nostro ordinamento non è previsto un contrasto giurisprudenziale fra diverse giurisdizioni, essendo possibile che i rispettivi ordinamenti si differenzino in base ad una scelta razionale del legislatore. Il dies a quo per l'eventuale proposizione dell'appello incidentale decorre, sia per la parte privata che per il Procuratore Generale e Regionale, dalla data di notifica dell'appello principale, e va proposto nel termine di trenta giorni da quest'ultimo. La parte privata, ai fini della decorrenza del termine per proporre impugnazione è tenuta a notificare la sentenza al Procuratore Generale, ovvero al Procuratore Regionale, nel suo ufficio, giacchè il deposito in segreteria della sentenza, che ai sensi dell'articolo 5 del RD n. 1038 del 1933 equivaleva a notifica al Pubblico Ministero, non è ora più idoneo a far decorrere il termine d’impugnazione. Non essendo prevista nel giudizio contabile la distinzione, esistente nel codice di rito, fra appello incidentale (art.333 cpc) ed appello incidentale tardivo (art.334 cpc), non vi sono limiti oggettivi all'appello incidentale, che può investire tutti i capi della decisione che l'appellato ritiene pregiudizievoli.

- N. 4/QM DEL 19 GENNAIO 1999: Nell’ipotesi di concorso colposo con atti di dolosa appropriazione è giuridicamente impossibile l’applicazione di un qualsiasi criterio di ripartizione, in quanto determinerebbe o una stridente violazione di elementari esigenze di giustizia, addossando una parte del danno, prodotto da chi si è appropriato di denaro pubblico, ai corresponsabili a titolo colposo, ovvero un ingiustificato arricchimento dell’erario. L’obbligazione di chi si è appropriato di denaro o valori pubblici, è principale, ed ha carattere restitutorio, in conseguenza dell’indebito arricchimento. Ha carattere sussidiario e risarcitorio l’obbligazione del corresponsabile che ha agito con colpa grave.

- N. 6/QM DEL 9 MARZO 1999 (con note di Mario Pischedda e Paolo Luigi Rebecchi): In pendenza di un procedimento per la declaratoria d’inefficacia di un provvedimento cautelare, non può essere disposto, sui medesimi beni e per uno stesso titolo, un nuovo sequestro conservativo i cui effetti si sovrappongono al primo. Il decreto presidenziale che autorizza il sequestro è, per sua natura, provvisorio, mentre momento decisorio è rimesso al giudice designato, al quale compete di verificare l’eventuale sopravvenienza delle condizioni dell’azione cautelare inizialmente carenti, che possono intervenire utilmente fino all’adozione dei provvedimenti del giudice designato, alla stregua della regola di carattere generale secondo cui esse debbono sussistere al momento della decisione.

- N. 9/99/QM DEL 13 APRILE 1999: Giudizio Pensionistico - appello - onere di comparizione dell’appellante -insussistenza - Giudizio Pensionistico - appello - patrocinio di avvocato cassazionista - assistenza necessaria e rappresentanza facoltativa

- N. 11/QM DEL 10 MAGGIO 1999: Questione di massima – intervento del Procuratore Generale anche in materia pensionistica - Necessità - precedente decisione in rito - non costituisce giudicato Non esiste nell’ordinamento un principio generale di adeguamento automatico delle pensioni dei pubblici dipendenti alle retribuzioni dei colleghi in servizio.

- N. 15/99/QM DEL 27 MAGGIO 1999 (con commento di M. Pischedda): Giudizio di responsabilità - termine per il deposito di memorie e documenti - natura ordinatoria - inosservanza del termine - conseguenze.    Questione di massima - esame del merito - preclusione. Responsabilità per atti di organi collegiali - solidarietà - esclusione Responsabilità amministrativa - natura giuridica - natura risarcitoria sui generis

- N. 16/99/QM DEL 28 MAGGIO 1999: Giudizio di responsabilità - giurisdizione - lesione di bene immateriale - autonoma azionabilità    Giudizio di responsabilità – danno da lesione di bene immateriale – prova dell’esistenza a carico del PM - quantificazione e liquidazione - compito del giudice

- N. 23/99/QM DEL 21 SETTEMBRE 1999: Questione di massima – deferimento di questioni già decise - condizioni di ammissibilità - prospettazione di nuovi elementi

- N. 25/99/QM DEL 17 NOVEMBRE 1999: Questione di massima – determinazione dei criteri competenza tra sezioni regionali - condizioni di ammissibilità – inammissibilità in presenza di decisione sulla competenza da parte del giudice di merito

- N. 27/QM DEL 7 DICEMBRE 1999:  (1) Corte dei conti – giudizio di responsabilità – invito a dedurre – funzione – collaborazione tra PM ed presunto responsabile – contraddittorio – esclusione - (2) Corte dei conti – giudizio di responsabilità – istanza di proroga del termine per emettere l’atto di citazione – notifica della richiesta al presunto responsabile – esclusione – partecipazione dell’invitato alla camera di consiglio – necessità – esclusione per mancanza d’interesse - valutazione del giudice – esistenza dei motivi che giustificano la richiesta– impugnazione – reclamo al giudice d’appello ex art 739 c.p.c. – decorrenza del termine – intangibilità del provvedimento.

- N. 1/2000/QM DEL 3 GENNAIO 2000: Materia Pensionistica - Indennità integrativa speciale - Sussistenza del divieto del cumulo della indennità integrativa speciale nel trattamento pensionistico coesistente con trattamento economico erogato da amministrazioni pubbliche o da terzi privati a soggetti pensionati reimpiegatisi - sussistenza del cumulo nel limite corrispondente all'importo reddituale massimo annualmente stabilito per la sussistenza della condizione economica di nullatenenza dei congiunti ai fini della reversibilità delle pensioni ordinarie

- N. 2/2000/QM DEL 15 FEBBRAIO 2000: Giudizio di responsabilità e di conto - responsabilità contabile e amministrativa – provvedimenti cautelari – competenza a pronunciarsi in materia di revoca di provvedimento cautelare concesso in corso di causa – competenza del giudice designato

- N. 6/QM DEL 17 MAGGIO 2000: Materia pensionistica –ammissibilità questioni di massima – questione di giurisdizione – giurisdizione della Corte dei Conti e giurisdizione amministrativa – differenze – disapplicazione di atti amministrativi nel giudizio pensionistico – irrealizzabilità della disapplicazione degli atti amministrativi nel giudizio pensionistico innanzi la Corte dei Conti.

- N. 7/QM DEL 24 MAGGIO 2000: Questione di massima – determinazione del dies a quo per la prescrizione – azione del P.M. con funzione risarcitoria di un danno economicamente valutabile – pagamento di somme di denaro in materia di inquadramenti illegittimi - perfezionamento del danno nel momento dell’effettivo depauperamento dell’ente – decorrenza della prescrizione dal tempo del pagamento.

- n. 8/2000/QM del 12 Settembre 2000: Questione di massima – giudizio pensionistico – pensioni di guerra – lesioni personali da fatto di guerra – sentenze della Corte Costituzionale.

- n. 10/QM/00 del 24 ottobre 2000. L'appello in materia pensionistica è limitato ai motivi di diritto e deve, perciò, investire la portata dispositiva di una norma giuridica o/e il suo ambito applicativo a fattispecie astratte, dalle quali consegue in via immediata la regola di diritto applicabile alla fattispecie concreta. Rientrano nei motivi di diritto i vizi che comportino la nullità della sentenza o del processo, trattandosi di violazione di regole giuridiche. Il vizio di difetto di motivazione su questioni di fatto è deducibile in appello soltanto ove la sentenza impugnata manchi in modo assoluto di motivazione o abbia motivazione apparente. Le questioni medico-legali relative a dipendenza, classifica e aggravamenti di infermità, indipendentemente dalla loro natura, sono state espressamente parificate dal legislatore a questioni di fatto.

- n. 12/2000/QM del 23.11.2000: Questione di massima - responsabilità contabile e amministrativa - giudizio di appello - applicazione di misure cautelari - sequestro - competenza del giudice che ha ordinato la misura cautelare.

- n. 2/QM/2001 del 26 febbraio 2001: l’espressione , di cui all’art. 1. comma 4, della legge n. 20/1994, come sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. c) bis, della legge n. 639/1996, deve essere intesa come riferita al «fatto comportamento> cioè alla condotta omissiva o commissiva da cui sia derivato il danno, e non già al «fatto dannoso>, comprensivo anche dell’evento antigiuridico.