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IL FORUM DEL DISTRETTO 2080 SULLA "GIUSTIZIA COME SERVIZIO"
Ha avuto luogo, martedì 5 dicembre alle ore 17, nella prestigiosa aula dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, a palazzo Spada, l'atteso Forum sulla "giustizia come servizio", a cura della Commissione distrettuale per l'azione di pubblico interesse, con la collaborazione della Fondazione Omero Ranelletti. Dopo i saluti del presidente di sezione del Consiglio di Stato De Roberto e del governatore del Distretto 2080 De Zuani, e dopo alcune brevi parole di presentazione del PDG Pietro Adragna e del direttore scientifico della Fondazione Ranelletti Emanuele Caruso, il Forum ha preso l'avvio con la relazione introduttiva sul tema "La Costituzione come sistema di valori; difesa e salvaguardia del quadro costituzionale", tenuta dal presidente emerito della Corte costituzionale Vincenzo Caianiello, che ha lumeggiato il posto che la nostra Carta costituzionale - una delle migliori in assoluto, il più possibile da conservare e difendere contro le mode revisioniste - assegna alla magistratura, definendola ordine e non potere. Successivamente la sezione dedicata alla giustizia civile si è articolata nella relazione dell'avvocato dello Stato Ignazio Caramazza sul tema "La giustizia come garanzia di certezza nei rapporti intersoggettivi" e nell'intervento dell'avv. Carto Martuccelli, entrambi centrati sulla tematica degli enormi ritardi con cui vengono definite le liti. La sezione dedicata alla giustizia amministrativa e contabile ( tema: "La giustizia come garanzia di corretto funzionamento della pubblica Amministrazione a tutela del cittadino") ha visto come protagonisti i consiglieri della Corte dei conti Salvatore Sfrecola e Sergio Maria Pisana, il consigliere di Stato Giuseppe Faberi e il consigliere del T.A.R. Adolfo Metro, che hanno illustrato le recenti riforme del processo amministrativo e contabile, da cui è lecito sperare un migliore e più rapido funzionamento del settore. Per la sezione dedicata alla giustizia penale, all'ex Avvocato generale presso la Corte di cassazione Filippo Fiore, che ha svolto la relazione sul tema "La giustizia come strumento repressivo di comportamenti generatori di gravi patologie sociali", ha fatto da contrappunto, non privo di verve polemica, l'avv. Titta Mazzuca: critico, il primo, verso l'eccesso di garantismo che paralizza la giustizia penale; garantismo più formale che sostanziale, ha replicato il secondo, che ha messo in luce il fallimento del rito instaurato dal nuovo codice di procedura penale. Tutti i relatori e gli interventori erano rotariani; non a caso il Forum si è intitolato alla giustizia come servizio, e - al di là delle sempre interessanti analisi e disquisizioni sui motivi oggettivi delle lungaggini giudiziarie - opportunamente Pisana, con una considerazione ripresa da Adragna nelle conclusioni, ha messo l'accento sullo spirito di servizio che deve animare il rotariano operatore del diritto (avvocato o magistrato); spirito di servizio che potrebbe contribuire già di per sé ad attenuare i disservizi della giustizia.
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