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Processo più snello. Con limiti per i ricorsi pensionistici di Salvatore Sfrecola (Presidente dell'Associazione Magistrati Corte dei conti)
All'ordine del giorno della Commissione giustizia di Montecitorio, sembra finalmente in dirittura d'arrivo il d.d.l. n. 5956 (Disposizioni in materia di giustizia amministrativa), al quale annettono particolare importanza i magistrati amministrativi e della Corte dei conti. Destinato in primo luogo a soddisfare improcrastinabili esigenze di snellimento del processo amministrativo, il provvedimento, già in prima lettura al Senato, si è proposto su iniziativa del governo l'obiettivo dell'estensione delle nuove disposizioni concernenti le decisioni in forma semplificata e la perenzione dei ricorsi ultradecennali al processo pensionistico dinanzi alla Corte dei conti, settore nel quale si lamentano storici ritardi che hanno portato l'Italia a subire ripetute condanne in sede comunitaria. Alla Camera, dinanzi alla Commissione giustizia, l'attenzione del relatore, On. Borrometi (Pdu), e l'abile conduzione della Presidente, On. Finocchiaro (Ds), hanno consentito numerose modifiche, funzionali ad un processo amministrativo più snello e, per quel che riguarda la Corte dei conti, l'inserimento nel testo in discussione (proposta del relatore) di alcune richieste dell'Associazione Magistrati della Corte dei conti presentate in occasione dell'audizione del 25 novembre 1999, quali l'estensione al Consiglio di Presidenza della Corte dei conti delle nuove disposizioni sul Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, per rispondere all'esigenza che gli organi di autogoverno delle magistrature amministrative siano disciplinati allo stesso modo, e la nomina interna del Presidente della Corte dei conti, perché il Consiglio dei ministri sia tenuto a scegliere nell'ambito della magistratura della stessa Corte, sentito il Consiglio di Presidenza. L'Associazione Magistrati aveva anche sollecitato disposizioni capaci di assicurare la piena funzionalità delle sezioni regionali, mediante idonea provvista di magistrati, anche a mezzo di trasferimenti d'ufficio, con modalità analoghe a quelle vigenti per la magistratura ordinaria. Se ne è dato carico l'On. Benedetti Valentini, vice presidente della Commissione, con una serie di emendamenti che tra l'altro ripristinano disposizioni transitorie per i magistrati più giovani, necessarie a fini di giustizia interna e funzionali al selettivo reclutamento dei magistrati contabili. Sennonché il Governo ha tenuto in proposito un atteggiamento incoerente. Infatti, ha dato parere favorevole all'emendamento Frattini sulla carriera dei magistrati amministrativi, mentre si è espresso negativamente per analoga disposizione proposta da Benedetti Valentini. Un grave difetto di coordinamento che c'è da augurarsi sia abbandonato nel prosieguo della discussione. |