Sezioni centrali giurisdizionali di appello

(Archivio)

 

 

 

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bullet  sentenza n. 475 del novembre 2009: La devoluzione dei mutui degli enti locali, radicata nella prassi bancaria, non ha nulla a che vedere con la novazione oggettiva, ex art. 1230 cc, così che, il mutuo devoluto non soggiace alle regole che l’art. 204 del d.l.gs. n°267/2000204 stabilisce per i nuovi mutui, contratti dopo l’entrata in vigore del testo normativo appena citato. La liceità della devoluzione dei mutui, va valutata alla stregua della convenienza dell’Ente a conservare il vecchio rapporto obbligatorio, con il relativo assetto negoziale originario, in luogo della novazione (espressa o tacita) del rapporto stesso, alle condizioni fissate dall’art. 204 del d.l.gs. n°267/200020.
bullet Sentenza n. 488/09 del 20 luglio 2009:  In tema di responsabilità di un dirigente superiore per danno erariale conseguente all'accettazione di polizze fideiussorie rilasciate da società non autorizzata
bulletSezione III d'appello, sentenza 9 aprile 2009, n. 143/2009: a seguito dell’intervento della sentenza della Corte di Cassazione, SS.UU. n. 26972/2008 – le cui rilevanti affermazioni in tema di ricostruzione unitaria del danno non patrimoniale, negazione di carattere autonomo al danno c.d. esistenziale e di ridimensionamento della categoria del danno evento non possono trovare, in ogni caso, immediata ed autonoma applicazione al danno all’immagine della p.a. – va precisata la nozione di danno all’immagine subito da un soggetto pubblico come danno patrimoniale da “perdita di immagine”, di tipo contrattuale, avente natura di danno conseguenza (tale comunque da superare una “soglia minima di pregiudizio” e la cui prova potrà  essere fornita anche per presunzioni e mediante il ricorso a nozioni di comune esperienza).
bullet Sentenza n. 145/2009 del 10 marzo 2009 - Prima Sezione Centrale d'Appello
In tema di responsabilità per illegittimo conferimento di incarichi di consulenza (incarico quinquennale di responsabile dell'ufficio di ragioneria)
bullet sez. I, sentenza 24 febbraio 2009, n. 97: in tema di prescrizione del danno all'immagine e da disservizio
bullet Sentenza n. 28/2009 del 23 gennaio 2009 - Sezione Seconda Centrale d'Appello: In tema di sussistenza della giurisdizione contabile nei confronti di concessionaria del servizio di riscossione dei tributi (GE.RI:CO. s.p.a. ora Equitalia s.p.a.) responsabile per danno erariale cagionato dai propri dipendenti (irregolarità compiute nell'esercizio dell'attività di riscossione)
bullet Sentenza n. 14/2009 del 14 gennaio 2009 - Sezione Prima Centrale di Appello : In tema di sussistenza della giurisdizione contabile nei confronti di ente riconosciuto ex art. 12 c.c. percettore di fondi pubblici per la formazione professionale per mancata rendicontazione (Nella specie si afferma la sussistenza di un litisconsorzio necessario nei confronti degli amministratori degli enti e dei dirigenti provinciali responsabili della vigilanza e della erogazione dei fondi)
 
bullet Sentenza n. 434 del 20 ottobre 2008: in tema di obbligo del concessionario della riscossione delle entrate degli enti locali di rendere il conto giudiziale della gestione
bullet Sentenza n. 435 del 20 ottobre 2008: in tema di ripianamento del danno diretto ante litem - effetti sulla condanna e revoca pignoramento in materia di giudizio di responsabilità amministrativa
bullet Sentenza n. 429/2008 del 15 ottobre 2008: percezione di tangenti in relazione ad un contratto di appalto per lo smaltimento dei rifiuti Danno all'immagine: prescrizione: Dies a quo. Presupposto: la definizione del giudizio penale. - Accoglimento dell'appello del Procuratore Generale avverso la sentenza che dichiara l'intervenuta prescrizione. Rinvio al Primo Giudice per la trattazione del merito. Non sussiste obbligo del rinvio perché la pronuncia sulla prescrizione definisce una questione preliminare di merito e non una questione pregiudiziale
bullet Sentenza n. 425/2008 del 13 ottobre 2008 In tema di sanatoria esattoriale
bullet Sentenza n. 394/2008/A del 2 settembre 2008: I.p.a.b. - Stipula polizze assicurative in favore di propri dipendenti e amministratori per illeciti derivanti da responsabilita’ amministrativa: costituisce danno erariale
bulletSentenza n. 358/2008 del 4 agosto 2008 :  In tema di intrasmissibilità agli eredi della responsabilità per danno all'immagine
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bullet Sentenza n. 344/2008 del 25 luglio 2008: In tema di responsabilità di funzionario del servizio legale per omessa denuncia di danno erariale alla Procura contabile
bullet sentenza n. 324 del 15 luglio 2008: Appropriazione di somme di competenza del PRA - Assoluzione in primo grado per difetto di legittimazione passiva dell'amministratore unico di una Società - Appello del Procuratore Regionale - Accoglimento per sussistenza della qualificazione di Agente contabile
bullet  Sez. I Sez. n. 284 del 3 luglio 2008: ASL. - illecito rimborso prestazioni indirette. Responsabilita' dell'impiegato infedele, dei direttori amministrativi e dei dirigenti per omesso controllo; obbligo di vigilanza per conseguire l'efficienza operativa e l'efficacia dei servizi. Prescrizione anche per questi funzionari: la prescrizione decorre dalla scoperta del fatto doloso, a nulla rilevando che gli stessi rispondono per colpa grave.
bullet Sezione prima Sentenza n.199/2008 del 7 maggio 2008: Responsabilità - Amministratore e dipendente di ente - Azienda ASL - Illegittimo conferimento di indennità di coordinamento a non aventi diritto - Colpa grave - Sussistenza - Esimenti - Pressione sindacale - Non rileva
bullet- Nullità per mancata osservanza del contraddittorio - Sussiste (link a www.corteconti.it)
bullet Sentenza n. 344/2008 del 25 luglio 2008: In tema di responsabilità di funzionario del servizio legale per omessa denuncia di danno erariale alla Procura contabile
bullet sentenza n. 324 del 15 luglio 2008: Appropriazione di somme di competenza del PRA - Assoluzione in primo grado per difetto di legittimazione passiva dell'amministratore unico di una Società - Appello del Procuratore Regionale - Accoglimento per sussistenza della qualificazione di Agente contabile
bullet  Sez. I Sez. n. 284 del 3 luglio 2008: ASL. - illecito rimborso prestazioni indirette. Responsabilita' dell'impiegato infedele, dei direttori amministrativi e dei dirigenti per omesso controllo; obbligo di vigilanza per conseguire l'efficienza operativa e l'efficacia dei servizi. Prescrizione anche per questi funzionari: la prescrizione decorre dalla scoperta del fatto doloso, a nulla rilevando che gli stessi rispondono per colpa grave.
bullet Sezione prima Sentenza n.199/2008 del 7 maggio 2008: Responsabilità - Amministratore e dipendente di ente - Azienda ASL - Illegittimo conferimento di indennità di coordinamento a non aventi diritto - Colpa grave - Sussistenza - Esimenti - Pressione sindacale - Non rileva
bullet- Nullità per mancata osservanza del contraddittorio - Sussiste (link a www.corteconti.it)
bulletSezione prima - sentenza n. 208 del 7 maggio 2008 :  1. Responsabilità contabile e amministrativa – termine di prescrizione – decorrenza – effettiva realizzazione del danno – necessità 2. Responsabilità contabile e amministrativa - termine di prescrizione – decorrenza dal momento della condotta illecita – esclusione per insussistenza del momento oggettivo del danno. 3. Responsabilità contabile e amministrativa – affidamento di incarichi in Comitati scientifici da parte della Giunta comunale – liquidazione compensi in misura superiore a quanto deliberato dall’Organo politico – danno erariale – sussiste. 4. Responsabilità contabile e amministrativa – Dirigenti enti locali – liquidazione di compensi in misura superiore a quanto deliberato dall’Organo politico – negligenza grave – sussiste - responsabilità – sussiste.
bullet Sezione prima, sentenza n. 122 del 7.3.2008: nel giudizio pensionistico riguardante le pensioni di guerra la mancata valutazione di un documento essenziale, in quanto attestante in maniera inoppugnabile il fatto storico della emigrazione forzata in Svizzera della ricorrente, comporta la revocazione della precedente sentenza che aveva supposto l’inesistenza di atti persecutori che potessero essere considerati atti di violenza diretti subiti dalla medesima ricorrente.
bullet  Sentenza n. 103/2008 del 25/02/2008 - I° Sezione giurisdizionale centrale d'Appello : Comune - Amministratori - Attività delittuosa connessa a procedimenti urbanistici ed edilizi - Intervento in giudizio ad adiuvandum del Comune danneggiato - ammissibilità - Danno all'immagine - Sussiste (link a www.corteconti.it)
bullet smallnew.gif (153 byte) Sentenza n. 94/2008 del 20/02/2008 - I° Sezione giurisdizionale centrale d'Appello : Ricorsi ad istanza di parte (rifiutato rimborso quote inesigibili) - Mancata notifica del ricorso all'amministrazione

 sezione I, Sentenza n. 14/2008 del 9 gennaio 2008 : amministratori pubblici- realizzazione programma di bonifica- Scelta del concessionario mediante trattativa privata-Legittimità-Congruità del canone-Rilevanza dello scopo sociale perseguito dall’associazione concessionaria- responsabilità - Non sussiste

  Sezione I n. 310 del 5 ottobre 2007: Costituisce causa di pregiudizio all’immagine della P.A. lo svolgimento dietro compenso in denaro, da parte di funzionari dell’amministrazione finanziaria, di attività estranea alle funzioni istituzionali (visure catastali) a beneficio di un gruppo di privati; ciò in quanto tale condotta, per il clamore suscitato, ha inculcato nella collettività la convinzione che la pubblica amministrazione è strumentalizzabile, se adeguatamente retribuita,alle esigenze di parte (massima a cura di www.rivistacorteconti.it ) link a www.corteconti.it 

sez. I, sentenza n. 235 del 12 settembre 2007: 1. Responsabilità contabile e amministrativa – termine di prescrizione – falsità di atto pubblico – decorrenza – dalla data della sentenza di accertamento della falsità del documento passata in giudicato – accertamento autonomo della falsità di documenti aventi fede pubblica da parte del giudice contabile - esclusione. 2. Responsabilità contabile e amministrativa – illecite assenza per malattia di una dipendente pubblica – verifica da parte del giudice ordinario della falsità delle certificazioni mediche – necessità per la sussistenza del danno – assenze per malattia – falsa certificazione sanitaria – retribuzione indebita – pregiudizio erariale – sussiste. 3. Responsabilità contabile e amministrativa – giudizio di appello - questioni pregiudiziali - questioni relative alla prescrizione – attengono al merito essendo la prescrizione istituto di diritto sostanziale.

sez. I, sentenza n. 201 del 12 luglio 2007: la Corte dei conti può conoscere dell'istanza proposta, ai sensi dell'art. 58 del R.D. 13 agosto 1933, n. 1038, da un comune e volta ad ottenere l'accertamento del diritto alla restituzione di una somma da parte dell'ex concessionario del Servizio di Esattoria a titolo di canoni relativi ad utenze acquedotto non riscossi, dato che in materia esiste una concorrenza di soggetti legittimati a proporre l'azione risarcitoria derivante da  inadempimento del contratto di esattoria,  esercitabile anche dall'Ente nel caso in cui nessuna iniziativa sia stata assunta da altri soggetti, né in sede di giudizio di conto né in sede di giudizio di responsabilità

 Sez. I, n. 203 del 17 luglio 2007: qualora la condotta dell'appellato sia al limite della colpa grave (la cui soglia non è stata superata), è possibile compensare fra le parti le spese di giudizio, anche con riferimento alle spese legali che restano a carico dell'appellato e che, pertanto, non saranno rimborsate dall'Amministrazione di appartenenza

Sez. I, sentenza n. 45/2007 del 8 marzo 2007: C.O.N.I. – Presidente Centro Nazionale Sportivo, Vertici e dirigenti del Coni –Responsabilità per danno patrimoniale conseguente l’indebita appropriazione ed erogazione di contributi concessi dal coni– Fattispecie – Sussiste (link a www.corteconti.it )

Sez. I, sentenza n. 8/2007/A del 22 gennaio 2007: 1) avverso i decreti di definizione del giudizio di appello ai sensi dell’art. 1 commi 230 – 233 della legge n. 266/2005 non è ammesso il reclamo da parte del P. M., non risultando applicabile, per effetto del richiamo di cui all’art. 26 del regolamento di procedura approvato con R.D. 13 agosto 1933 n. 1038, l’art. 740 c.p.c., stante la particolare normativa che ha previsto l’istituto in esame e la “ratio” che ne ha giustificato l’introduzione nell’ordinamento contabile, la quale persegue, in particolare, l’intento di pervenire alla estinzione in tempi anticipati del giudizio, dietro pagamento di una determinata somma di denaro, quantificabile dal giudice entro i parametri stabiliti dalla legge. 2) Poiché presupposto immediato, ai fini di ammissibilità dell’istanza di definizione del giudizio di appello, è la pendenza del giudizio di appello, l’istanza è inammissibile se il giudizio di appello si è concluso con il deposito della sentenza, se è stata presentata in sede di revocazione oppure in sede di correzione o di interpretazione della sentenza di appello; sono inammissibili le istanze subordinate allo svolgimento dell’appello stesso. Non costituisce, al contrario, motivo di inammissibilità dell’istanza il fatto che vi sia stata impugnazione principale o incidentale da parte della Procura sul quantum risarcibile ed in generale su un capo della sentenza di primo grado

 

decreto del 10 marzo 2006: l’art. 1 comma 232 della Legge 266/2005 sottende una delibazione della richiesta di parte tendente all'applicazione del c.d. condono contabile - da svolgersi nelle forme del rito camerale (art. 737 c.p.c.) - dal momento che, in ipotesi di accoglimento, non resta esclusa una determinazione del quantum debeatur difforme dalla proposta dell’interessato. In ipotesi di danni arrecati all’erario in conseguenza della percezione di tangenti, trattandosi di fatto doloso in cui i soggetti condannati in primo grado hanno conseguito un arricchimento dal loro comportamento, non è possibile definire il giudizio con la procedura accelerata.

 

decreto del 10 marzo 2006: la natura contabile della responsabilità accertata in primo grado non costituisce circostanza preclusiva all’eventuale accoglimento dell’istanza di c.d. condono contabile ex art. 1, commi 231, 232 e 233, della legge n. 266 del 2005

 

Sezione I centrale, n. 68/A del 6 marzo 2006: nei giudizi diversi da quello penale, pur non essendo precluso al giudice l'accertamento e la valutazione dei fatti difforme da quello contenuto nella sentenza pronunciata ai sensi dell'art. 444 c.p.p., questa assume particolare valore probatorio vincibile solo attraverso specifiche prove contrarie

 Sentenza n. 266 del 31.8.2005 (conferma la sentenza n. 595 emessa dalla Sezione Puglia in data 8 luglio 2003): 1. Giudizio di responsabilità amministrativa - azione di responsabilità amministrativo-contabile – rapporto di servizio – personale dell’INPS – sussiste. 2. Dipendente di ente pubblico – obbligo di denuncia di fatti reato e di fatti costituenti pregiudizio erariale – sussiste. 3. Attività dolosa nella produzione del pregiudizio erariale – uso del potere riduttivo – non consentito 4. Procedimento penale conclusosi con la sentenza di patteggiamento ai sensi dell’art. 444 c.p.p. - valutabilità in sede di giurisdizione amministrativo contabile – autonomia di apprezzamento del giudice contabile - sussiste.

- SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D’APPELLO - sentenza n. 281 del 14 luglio 2004: 1. Responsabilità amministrativa e contabile – giurisdizione – personale appartenente alla Cassa di conguaglio per il settore elettrico – responsabilità amministrativa – giurisdizione della Corte dei conti – sussiste.        2. Riassunzione della causa ex art. 50 c.p.c. - richiamo dell'atto introduttivo del precedente giudizio e l'indicazione del provvedimento del giudice in base al quale è fatta la riassunzione - necessità.

- Sezione prima giurisdizionale centrale d'appello - sentenza n. 30 del 29 gennaio 2004: 1. Giudizio di responsabilità - responsabilità contabile e amministrativa – attività pre-processuale – invito a dedurre – rapporto con l’atto di citazione di assoluta identità – non richiesto – riferimento ai paralleli procedimenti penali – sufficienza.   2. Giudizio di responsabilità - responsabilità contabile e amministrativa – norme sul giusto processo – mancata notifica al responsabile del danno dell’istanza di proroga per il deposito dell’atto di citazione – violazione dell’art. 111 Cost. – non sussiste.    3. Illecita appropriazione di somme dell’amministrazione – decorrenza del termine di prescrizione dalla scoperta del fatto pregiudizievole per il pubblico erario – reati di peculato – violazione dei doveri di servizio di coloro che hanno la disponibilità di somme dell’amministrazione – sussiste – ricorso all’uso del potere riduttivo – non consentito – condotte dolose – responsabilità solidale - sussiste.

 

- sezione prima centrale, sentenza n. 19/A del 21 gennaio 2004: Non sussiste la giurisdizione della Corte dei conti in merito ai ricorsi presentati contro i provvedimenti di fermo amministrativo adottati dall’amministrazione finanziaria, nei confronti di propri dipendenti, ai sensi dell’art. 69, comma sesto – R.D. 18 novembre 1923, n. 2440 – riguardando l’adozione di misure cautelari collocate al di fuori del giudizio di responsabilità amministrativa

- Sezione I centrale, n. 340/A del 3 ottobre 2003: ai fini dell’an e del quantum della responsabilità per il cd. “danno all’immagine” assumono rilevanza essenziale le caratteristiche fondamentali del fatto dedotto in giudizio, quali, in particolare, l’entità delle spese astrattamente occorrenti al ristoro dei beni lesi, il livello delle funzioni svolte dal responsabile nell’ente e la loro potenziale incidenza nell’orientarne l’azione, il potenziale verificarsi di diminuzione della domanda dei cittadini per i servizi dell’ente ovvero del loro senso di legalità e di lealtà verso la P.A.

 - sezione I centrale, n. 324/A del 30 settembre 2003: i collaudatori che certifichino, senza nessun accertamento, lavori inesistenti o comunque diversi per qualità e quantità da quelli aggiudicati e pattuiti, sono responsabili, a titolo di colpa grave, dei danni corrispondenti ai conseguenti pagamenti di somme non dovute alla ditta appaltante.

 Sezione I, sent. n. 78/2003/A del 19.2.2003, che dopo aver qualificato il danno all’immagine come danno evento, afferma che: 1)      La gravità della lesione del diritto della personalità deve superare una “soglia minima” per tradursi in danno risarcibile, soglia da individuarsi con una indagine di fatto sul comportamento tenuto (con riferimento particolare all’elemento soggettivo) e sulla potenzialità lesiva di detto comportamento; 2)      La gravità della lesione prescinde dall’esistenza di un reato o dalla coesistenza con un danno ad un bene materiale 3)      I diversi aspetti che compongono il danno all’immagine sono: a)      la spesa necessaria (sostenuta, da sostenersi, soltanto eventuale) per il ripristino dell’immagine; b)      la minore richiesta del servizio da parte degli utenti, la loro minore soddisfazione se reso in condizioni di monopolio c)      la minore possibilità di acquisizioni di entrate, minori prestazioni di servizio ai cittadini, deterioramento della qualità della vita dei cittadini; 4)      Il danno all’immagine può essere quantificato equitativamente ex art. 1226 c.c., in base alla valorizzazione dei seguenti elementi e parametri: a)      attività funzionale dell’ente, organo o ufficio; b)      posizione funzionale dell’autore dell’illecito (grado di apicalità); c)      reiterazione dei comportamenti e necessità di interventi modificativi dell’organizzazione o sostitutivi-riparatori dell’attività illecita; d)      in ipotesi di tangenti, l’entità della stessa; e)      conseguenze economico-sociali dei comportamenti, ad es. sul piano degli appalti pubblici e delle entrate fiscali; f)        conseguenze sociali fondate sulla negativa impressione suscitata nell’opinione pubblica (favorita dal clamor fori e dalle organi di stampa). 5)      Sul piano probatorio l’attore deve indicare e dimostrare a fini di esistenza del danno il comportamento illecito lesivo ed a fini di quantificazione i predetti elementi determinativi della dimensione ed entità della lesione

- Sezione I, sent. n. 15/2003 del 14 gennaio 2003: 1. Giudizio di responsabilità amministrativa – condanna alle spese delle parti private – potere discrezionale del giudice. 2. Azione di responsabilità amministrativa – natura risarcitoria con carattere sanzionatorio – condanna alle spese – riconoscimento della condotta produttiva di danno – sufficienza . 3. danno all’immagine del Corpo della Guardia di Finanza – gravissimi illeciti commessi dal proprio personale – sussiste

 - SEZIONE I- Sentenza n. 2/2003 dell’8 gennaio 2003:  Quando nei confronti della medesima persona pendano, contemporaneamente, un procedimento penale ed un procedimento contabile, quest'ultimo non deve essere necessariamente sospeso, sia perché la sospensione non risulta essere imposta da una specifica disposizione di legge, sia perché la definizione del procedimento penale non costituisce l'indispensabile antecedente logico giuridico del giudizio contabile, il quale si fonda sul diverso presupposto della violazione di obblighi di servizio e non di norme penali.  Una volta avvenuta la costituzione di parte civile nel giudizio penale da parte dell’amministrazione danneggiata, questa è del tutto ininfluente ai fini della prosecuzione del giudizio contabile, dal momento che costituisce principio ormai consolidato che la costituzione dell'amministrazione danneggiata, come parte civile nel processo penale, non ha efficacia preclusiva dell'azione di responsabilità amministrativo - contabile, anche se concernente gli stessi fatti materiali, giacché tale azione, dovendo essere proposta dal Procuratore regionale, non può essere esercitata nel giudizio penale nel quale egli non ha legittimazione alcuna.

 - SEZIONE I - Sentenza n. 11/2003 del 14 gennaio 2003: ai fini della valutazione della volontà colpevole, nella intensità richiesta dalla legge, quale presupposto della responsabilità amministrativa, occorre procedere all’analisi, sulla base degli atti di causa, della condotta del soggetto nel contesto in cui è stata posta in essere, individuando i fatti e le circostanze influenti sul processo formativo e determinativo della volontà, interni ed esterni al soggetto stesso, rilevanti ai fini della valutazione della violazione posta in essere, come gravemente colposa, o meno. L’avere effettuato, da parte del tesoriere di un comune, il pagamento a chi appariva, proprio dal mandato, il destinatario e che, esibendo l'avviso di pagamento emesso dal Comune, appariva come il soggetto legittimato alla riscossione, non riflette elementi di negligenza, imprudenza e ignoranza delle norme relative all'assolvimento del servizio di tesoreria, tali da riflettere un'ipotesi di colpa grave.

  - I Sezione  n. 282/2000 del 10 luglio 2000: La controversia derivante dall’inottemperanza da parte di un funzionario di un’Azienda Servizi Municipalizzati alle prescrizioni inderogabili, assistite da sanzioni penali poste in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro ricade nell’ambito della giurisdizione della Corte dei conti e comporta responsabilità amministrativa per il funzionario trasgressore, istituzionalmente investito di pubbliche funzioni decisionali. Ciò in quanto nella specie sussiste non già svolgimento da parte dell’Azienda-ente pubblico economico di attività d’impresa (disciplinata da norme di natura prettamente civilistica), bensì soggezione della stessa a prescrizioni ricomprese in una disciplina giuridica di natura pubblicistica, in quanto attinenti alla partecipazione dell’Azienda stessa all’espletamento di funzioni pubbliche.

-I SEZIONE, SENTENZA N. 209/99/A DEL 28 GIUGNO 1999: In materia di danno non patrimoniale a seguito di attività concussoria di militari della G.d.F. (con nota di Massimo PERIN)

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 Sez. II, sent. n. 401 del 30 novembre 2007: il c.d. sistema del doppio binario (vale a dire la possibilità che per la medesima fattispecie di responsabilità possono essere attivati due distinti giudizi: quello di responsabilità amministrativa, avviato dal pubblico ministero contabile innanzi a questa corte, e quello civile attivato dall’amministrazione danneggiata innanzi all’autorità giudiziaria ordinaria) è incompatibile con il carattere esclusivo della giurisdizione contabile.  La pronunzia resa dal giudice ordinario non è idonea a precludere l’esercizio dell’azione di responsabilità amministrativa, perché emessa da un soggetto che, in questa materia, è privo della necessaria potestas iudicandi

 

Sez. II, Decreto n. 58 del 29.11.2007: che, in caso di contemporaneo appello del pubblico ministero, ritiene inammissibile l’istanza di definizione abbreviata del processo, perché altrimenti si precluderebbe il diritto del pubblico ministero ad avere decisa la sua impugnazione, con conseguente violazione degli articoli 24 e 111 della costituzione

 Sez. II, sentenza n. 238 del 13 luglio2007: Giudizio di responsabilità amministrativa - azione di responsabilità amministrativo-contabile – enti locali – occupazione appropriativa - danno finanziario per il mancato completamento di procedura espropriativa – individuazione – maggiore esborso per il prezzo del terreno per la indennità di esproprio e per interessi rivalutazione spese di giudizio e legali – occupazione appropriativa – sindaco – mancata definizione della procedura di esproprio – responsabilità – sussiste – colpa grave per il decorso del termine utile per la conclusione regolare del procedimento – sussiste - sindaco - dovere di iniziativa e di vigilanza delle procedure di esproprio – sussiste - segretario comunale – responsabilità - sussiste.

sez. II app.,  Sentenza n. 128 del 14.4.2005: sussiste la responsabilità amministrativa del Presidente di una Provincia per la scelta di proporre opposizione al decreto ingiuntivo, nonostante una situazione debitoria prolungatasi nel tempo e per l'infondatezza dei motivi addotti per l'opposizione, colorando così d'irrazionalità la relativa scelta amministrativa e procurando un ulteriore pregiudizio finanziario per la soccombenza della stessa Amministrazione Provinciale, nonché una maggiorazione dell'importo debitorio anche a seguito degli interessi, degli onorari e delle spese di giudizio.

Sezione Seconda giurisdizionale centrale d'appello: sentenza n 1/2005/A del 10 gennaio 2005: 1. Giudizio di responsabilità amministrativa – Presidente giunta provinciale – sospensione procedure di pagamento parcelle professionali - responsabilità – sussiste - Presidente giunta provinciale – organo competente a sovraintendere il regolare l'andamento della gestione -. 2. Responsabilità amministrativa - elemento psicologico – Presidente giunta provinciale – inesistenza di dubbi sulla regolarità delle parcelle professionali presentate all’amministrazione – colpa grave - sussiste.

Sezione Seconda Giurisdizionale centrale d'appello: sentenza n. 51 del 17 gennaio 2005:   Non sussiste la giurisdizione della Corte dei conti nei confronti di un dipendente dell'Ente Ospedaliero Israelitico che abbia sottratto allo stesso somme di denaro, dal momento che, con la legge n. 101 del 1989, gli enti e le istituzioni ebraiche sono stati riconosciuti come enti ebraici di natura squisitamente privatistica con la conseguenza che tale legge ha comportato un mutamento radicale nell'ordinamento di tale tipo di enti escludendo, così, la natura pubblica.

- sezione seconda centrale, sentenza n. 3 del 9 gennaio 2004: Una volta prodotta dalla parte appellante la documentazione attestante il ripiano del credito erariale sorto a seguito della condanna pronunciata in primo grado e non essendo stata questa contestata dalla controparte pubblica né sotto l'aspetto dell'autenticità né sotto quello della veridicità, si deve prendere atto della conseguente cessazione della materia del contendere.

- seconda sezione giurisdizionale centrale – sentenza n. 298/2003 del 3 novembre 2003: il comportamento di un direttore dei lavori, consistito nell'aver avallato le richieste della ditta appaltatrice e proposto il pagamento dei lavori come aggiuntivi degli obblighi precedentemente assunti nel contratto, ma, in realtà, già compresi nell’originario contratto di appalto, va qualificato come gravemente colposo, in quanto costituisce grave violazione dei suoi doveri d'ufficio.

- SEZ. II GIURISDIZIONALE CENTRALE: Sentenza 22 aprile 2002 n. 137: Comune e Provincia – Organizzazione degli uffici – Costituzione di uffici di supporto alla funzione d'indirizzo degli organi politici – Ammissibilità – Provvista del personale per detti uffici – Va effettuata di regola con personale in servizio. – Costituzione di uffici di supporto alla funzione d'indirizzo degli organi politici – E’ stata prevista solo con l’art. 6, comma 8, della legge n. 127/97 – Adozione di apposito regolamento – Necessità. – Conferimenti di incarichi a personale esterno – Criteri da seguire – Individuazione. (link a www.giust.it)

- Sezione Seconda giurisdizionale centrale: sentenza n. 130/2002/A del 17 aprile 2002: al termine di 120 giorni, stabilito a pena di decadenza per il promuovimento dell’azione dei responsabilità amministrativo-contabile, si applica l’istituto della sospensione dei termini processuali in periodo feriale. - Le figure soggettive alle quali rapportare causalmente il danno all'immagine subito da un ente pubblico non sono soltanto quelle corrispondenti agli organi di vertice (ad es. il sindaco), ma tutti i pubblici amministratori e i pubblici dipendenti, senza distinzione di livello di apicalità. - Ai fini della quantificazione del danno all'immagine, non è necessaria un’analitica dimostrazione dei costi sopportati o sopportabili per la reintegrazione del bene leso o comunque del criterio della suscettibilità del danno ad essere oggetto di valutazione economica.

- Sentenza n. 96 – 2002/A del 26 marzo 2002 (conferma sezione Lazio n. 1015/99-R del 6.5./10.9.1999) : giudizio di responsabilità amministrativa – giurisdizione contabile – pregiudizio diretto sul bilancio dell’ente pubblico - sindaco - responsabilità in ordine al mancato esercizio dell’azione sociale ex art. 2393 c.c. nelle società in cui l’ente pubblico è socio unico – sussiste – prescrizione – dal momento in cui è impossibile perseguire sul piano risarcitorio gli amministratori della società – sindaco – responsabilità per la mancata tutela degli interessi finanziari della comunità amministrata – sussiste.

II Sezione giurisdizionale Centrale – 2 maggio 2001 n. 157/2001/A : Giudizio di responsabilità - responsabilità contabile e amministrativa - decorrenza della prescrizione dalla data di effettiva erogazione di somme di denaro da parte dell'Ente pubblico - colpa grave del sindaco per omessa vigilanza e comportamento noncurante dell'interesse pubblico.

- II Sezione Giurisdizionale Centrale - n. 375/2000 del 13 dicembre 2000: Giudizio Pensionistico - Ricorso principale nell’interesse della legge - Difetto di legittimazione del Procuratore Regionale – non sussiste – natura dell’ufficio del p.m. – tutore dell’ordinamento e del diritto obiettivo

- II Sezione giurisdizionale centrale d’appello - 13.4.2000 - n. 134/2000: responsabilità contabile e amministrativa – sentenza penale di patteggiamento - personale dipendente del Comune - reati in danno della p.a. – prescrizione – sentenza di patteggiamento - danno patrimoniale derivato e danno non patrimoniale – lesione dell’immagine - patologia corruttiva - Profili di responsabilità amministrativa.

- II SEZIONE, SENT. 15 MARZO 2000, n. 78/2000/A:- II SEZIONE, SENT. 15 MARZO 2000, n. 78/2000/A:- II SEZIONE, SENT. 15 MARZO 2000, n. 78/2000/A:- II SEZIONE, SENT. 15 MARZO 2000, n. 78/2000/A: Materia Pensionistica - Indennità integrativa speciale - Insussistenza del divieto del cumulo della indennità integrativa speciale nel trattamento pensionistico coesistente con trattamento economico erogato da terzi a soggetti pensionati reimpiegatisi - indennità integrativa speciale come vero e proprio elemento della retribuzione - non esiste nell'ordinamento a seguito di pronunce di illegittimità costituzionale un principio che vieta il cumulo di più i.i.s.. (che smentisce SS.RR. 1/2000/QM)

- II Sezione giurisdizionale Centrale – 2 maggio 2001 n. 157/2001/A : Giudizio di responsabilità - responsabilità contabile e amministrativa - decorrenza della prescrizione dalla data di effettiva erogazione di somme di denaro da parte dell'Ente pubblico - colpa grave del sindaco per omessa vigilanza e comportamento noncurante dell'interesse pubblico.

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terza sezione giurisdizionale centrale - sentenza n. 523 del 18 novembre 2003: una volta restituite le somme indebitamente sottratte da un dipendente pubblico alla propria amministrazione viene meno l'interesse della parte pubblica a coltivare ulteriormente la domanda risarcitoria.

- III Sezione  6 novembre 2000, n. 306/2000: Responsabilità contabile e amministrativa – personale medico – responsabilità di reparto – primario ospedaliero - danno indiretto a seguito della stipula dell’atto transattivo con il terzo danneggiato - azione di rivalsa a seguito di risarcimento danni disposto con atto di transazione – assenza di colpa grave professionale a seguito di assistenza al parto conclusosi con danni irreversibili per il nascituro per asfissia neonatale – assenza di tracciato cardiotocografico nella cartella clinica non costituisce prova dell’omissione del tracciato.

- III Sezione  - 30 MARZO 2000 - n. 124/2000: Giudizio di responsabilità - responsabilità contabile e amministrativa – differenze dal giudizio civile innanzi all’a.g.o. - danno indiretto - responsabilità patrimoniale del personale medico appartenente alla struttura pubblica - responsabilità per danno conseguente all'erogazione da parte dell'amministrazione sanitaria di una somma di denaro a favore di terzi disposta a seguito di sentenza del giudice civile – intervento adesivo dipendente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della Provincia di Torino – esclusione per chi non sia stato parte del giudizio di primo grado salva l’ipotesi in cui sia titolare di un diritto autonomo - omissione dell'esame cardiotocografico in una partoriente a rischio di sofferenza fetale e mancata rilevazione di macrosomia fetale – assenza di incidenza causale e di colpa grave per il personale medico intervenuto nella fase conclusiva del parto - condotta del personale medico immune da imperizia, imprudenza e negligenza.

- TERZA SEZIONE, ORDINANZA N. 74 DEL 22 LUGLIO 1999: Giudizio di responsabilità - proroga del termine per il deposito dell’atto di citazione - ordinanza di rigetto - non appellabilità