ROMA, 7 maggio 2002 (Reuters) - Campanello di allarme della Corte dei Conti sul
decreto legge salva-deficit recentemente varato dal governo.
La magistratura contabile, ascoltata oggi alla Camera, pur riconoscendo l'importanza
del provvedimento, sostiene la necessita' che Patrimonio spa rimanga nel bilancio
consolidato dello Stato ed esprime "un giudizio negativo" per l'intreccio
azionario che si verrebbe a creare tra Patrimonio spa e Infrastrutture spa e per il
conferimento di beni da parte di Patrimonio spa ad altre societa' in mano pubblica.
"Si tratta di un provvedimento estremamente importante che aderisce all'esigenza,
gia' segnalata dalla Corte dei Conti, di valorizzare il patrimonio pubblico ma ci sono
delle parti del provvedimento che ci preoccupano come l'intreccio tra la Patrimonio spa
(che e' una societa' pubblica e dovrebbe restare in ambito del consolidato della Pubblica
ammministrazione) e Infrastrutture spa (che potrebbe aprirsi ai privati). Cio' rischia di
annebbiare e diluire la trasparenza in un settore cosi' delicato come quello del
patrimonio dello Stato", ha spiegato il presidente della Corte, Francesco Staderini,
a margine dell'audizione informale di oggi. A chi gli chiedeva cosa fare per evitare
l'intreccio, il magistrato ha risposto che "e' necessario che non ci sia il
trasferimento di azioni tra le due societa'". Soddisfazione dell'opposizione per
l'intervento della Corte. L'ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco (Ds), ha detto
"che le nostre preoccupazioni erano motivate. La Corte dei conti chiede trasparenza e
separazione contabile delle due societa'". Sulla stessa linea, Roberto Pinza
(Margherita), secondo il quale la Corte ha espresso critiche su tre fronti:
"L'incrocio azionario, il consolidamento a bilancio dello Stato ed il potere assoluto
che il ministro dell'Economia si e' attribuito su materie di solito riservate al
legislatore".
PATRIMONIO SPA RESTI A BILANCIO DELLO STATO "Per la Patrimonio spa resta da
definire, in base ai criteri Sec 95, se la nuova societa' sia da includere all'interno del
conto delle pubbliche amministrazioni ovvero in altra collocazione all'interno della
contabilita' economica nazionale. Sembra auspicabile la collocazione della societa'
all'interno del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni", si legge nella
relazione consegnata dalla corte dei Conti alle commissioni Finanze e Bilancio riunite
della Camera. La separazione di Patrimonio spa dal conto dello Stato metterebbe anche a
rischio la riduzione del deficit che attualmente il governo opera attraverso le operazioni
di cartolarizzazione. "Nell'ipotesi che la nuova societa' non fosse ricompresa fra le
amministrazioni pubbliche, le stesse operazioni di cartolarizzazione - a differenza di
quanto avviene quando la Stato e' il diretto venditore di immobili - non darebbero luogo
ad alcun miglioramento dell'indebitamento netto dei conti pubblici (conto consolidato
delle PA), neppure in modo indiretto attraverso il trasferimento allo Stato dei proventi
delle cartolarizzazioni (operazione che, secondo le regole Sec 95, sarebbe trattata come
un prelevamento di capitale)", spiega il documento. "Maggiori incertezze"
presenta Infrastrutture spa riguardo la collocazione nel sistema della contabilita'
nazionale. Secondo la Corte dei Conti infatti, "la straordinaria dimensione
quantitativa dei flussi che, in questa configurazione, verrebbe sottratta al bilancio
dello Stato, al conto delle amministrazioni pubbliche e, di conseguenza, anche al
controllo parlamentare, giustifica in ogni caso l'introduzione nella legge di conversione
dell'obbligo di una rendicontazione specifica annessa al rendiconto generale dello
Stato".
NO A INCROCI AZIONARI PATRIMONIO/INFRASTRUTTURE Netto poi il dissenso sugli incroci
azionari. "Sembrano non coerenti con una ordinata costruzione del nuovo assetto gli
incroci consentiti dal provvedimento tra Patrimonio spa e Infrastrutture spa, ma anche tra
Patrimonio, Cassa Depositi e Prestiti e sue societa' collegate ed altre societa' in mano
al Tesoro [...]. La trasferibilita' di azioni, che puo' a sua volta costituire societa'
figlie anche con privati, fa si' che il patrimonio immobiliare e mobiliare dello Stato
possa essere influenzato dall'andamento di societa' nelle quali non c'e' partecipazione
pubblica totalitaria e che, pur collegate alla Infrastrutture, operano esposte ai rischi
del mercato [...]. Le considerazioni sopra esposte inducono la Corte ad esprimere un
giudizio negativo sia sui legami azionari, sia sui conferimenti di beni che collegano le
societa'"
COPERTURA GARANZIE STATALI SU INFRASTRUTTURE SPA Su Infrastrutture "la principale
questione da approfondire riguarda copertura finanziaria della garanzia statale sui titoli
emessi dalla societa' [...]. Essa si configura come un onere che, ancorche' eventuale,
dovrebbe essere commisurato alle notevoli dimensioni dell'esposizione debitoria e, quindi,
del rischio connesso alla natura dell'attivita' della costituenda societa'". E'
necessario pertanto, "una previsione dell'entita' delle operazioni programmate nel
bilancio pluriennale e del Dpef, sia la rimodulazione annuale della programmazione
finanziaria". La nascita delle due societa', Patrimonio dello Stato spa e
Infrastrutture spa, e' stata prevista dal decreto legge del governo cosiddetto
salva-deficit. La prima societa' dovrebbe vedersi attribuire progressivamente tutto il
patrimonio immobiliare iscritto nel bilancio patrimoniale dello Stato; la seconda avra' la
funzione di project financing per le opere pubbliche.
ROMA - Via libera dalle Commissioni Finanze e Bilancio della
Camera al decreto cosidetto taglia-deficit. Oggi le commissioni hanno terminato l'esame
del provvedimento che sara' in Aula da venerdi'. 'Il decreto va comunque avanti', aveva
affermato il ministro dell' Economia Tremonti a proposito del provvedimento, rispetto al
quale ieri la Corte dei Conti aveva espresso alcune valutazioni critiche. (ANSA, 8.5.2002).