Al Sig. Presidente dell’Amministrazione Provinciale

di PERUGIA e TERNI

Ai Sig.ri Sindaci di tutti i Comuni Province di PERUGIA e TERNI

Al Sig. Presidente della Comunità Montana di PERUGIA e TERNI

 

 

OGGETTO: Agenti contabili interni ed esterni operanti nell’ente locale – Resa del conto giudiziale e trasmissione dello stesso alla Sezione giurisdizionale regionale – Anagrafe dei contabili.

 

 

 

1. Con l’entrata in vigore della disciplina normativa contenuta nell’art. 58 della legge 8.6.1990, n. 142 - ora trasfusa nell’art. 93 del decreto legislativo 18.8.2000, n. 267, (T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali) - "il tesoriere ed ogni altro agente contabile che abbia maneggio di pubblico denaro o sia incaricato della gestione dei beni degli enti locali, nonchè coloro che si ingeriscano negli incarichi attribuiti a detti agenti, devono rendere il conto della loro gestione e sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti secondo le norme e le procedure previste dalle leggi vigenti".

L’art. 10 della legge 15.5.1997, n. 127, ora terzo comma del citato art. 93 T.U., ha ulteriormente ribadito l’obbligo della trasmissione alla Corte del solo conto dell’agente contabile, e non anche dei relativi documenti giustificativi delle entrate e spese, al fine dello svolgimento del "giudizio di conto di cui all’art. 74 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 ed agli articoli 44 e seguenti del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214".

Siffatta disciplina generale era stata ulteriormente specificata dalle norme contenute nel decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, contenente l’ordinamento finanziario e contabile degli enti locali.

Infatti:

a) l’art. 67, ora art. 226 del T.U., disciplina la materia della resa del conto annuale del tesoriere e l’obbligo, a cura dell’ente locale, di trasmettere il conto stesso "alla competente Sezione giurisdizionale della Corte dei conti entro 60 giorni dall’approvazione del rendiconto", di cui all’art. 69 del predetto decreto legislativo n. 77 del 1995, ora art. 227 del T.U.;

b) l’art. 75, ora art. 233 del T.U., disciplina la materia della resa e del deposito del conto annuale da parte dei singoli "agenti contabili interni", secondo la stessa disciplina stabilita per il tesoriere.

Il d.P.R. 31.1.1996, n. 194 ha approvato i modelli ufficiali da utilizzare per la resa del conto da parte del tesoriere e degli altri agenti contabili interni e l’art. 8, lettera f), del d.l. 27.10.1995, n. 444, convertito nella legge 20.12.1995, n. 539, ha stabilito che "la disciplina dei conti degli agenti contabili interni prevista dall’art. 75 del decreto legislativo n. 77 del 1995 ha applicazione a decorrere dal 1996".

Perciò, secondo questa richiamata nuova disciplina, accanto al tradizionale documento di rendicontazione generale della gestione dell’ente (chiamato "rendiconto della gestione" dall’art. 69 del d. l.vo n. 77 del 1995, ora art. 227 T.U.), sussistono anche i separati rendiconti dei singoli agenti contabili operanti nell’ente: ossia conti del tesoriere (art. 67 del d. l.vo n. 77/95, ora 226 del T.U., da rendere con il modello n. 11); dell’economo (art. 75 del d. l.vo n. 77/95, ora 233 del T.U., da rendere con il modello n.23); del consegnatario dei beni mobili (norme citate per l’economo e modelli n. 24 e 22) e degli agenti contabili che curano la riscossione delle entrate dell’ente secondo la relativa disciplina di settore (modello n. 21).

Consegue da ciò che siffatto sistema di rendicontazione determina riflessi anche nei rapporti con la Corte dei conti, nel senso che mentre i conti degli agenti contabili sono assoggettati al giudizio del conto da parte di questa Sezione, secondo le norme prima richiamate, sul rendiconto della gestione dell’ente è chiamata a svolgere le funzioni indicate nell’art. 69 del d. l.vo n. 77/95, ora art. 227 del T.U., altra Sezione del controllo di questa Corte per le finalità ivi previste e secondo le specifiche norme emanate per lo svolgimento di questa funzione di controllo.

 

2. Chiarito quanto sopra, occorre, ora, individuare quali sono, all’interno dei singoli enti locali, le funzioni ed i servizi operativi che conferiscono ai rispettivi titolari la natura di "agente contabile" (interno ed esterno, a denaro ed a materia).

Tale concreta individuazione è necessaria per stabilire, per ognuno di essi, non solo l’obbligo di "rendere il conto della (propria) gestione" al rispettivo ente locale, ma anche quello di essere "soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti secondo le norme e le procedure previste dalle leggi vigenti"; ossia quelle sul contenzioso contabile e quelle sulla contabilità generale dello Stato. (R.D. 12.7.1934, n. 1214 e R.D. 13.8.193, n. 1038; R.D. 18.11.1923, n. 2440 e R.D. 23.5.1924, n. 827).

Per provvedere a ciò, questa Sezione intende avviare, presso la sua segreteria, una anagrafe degli agenti contabili iniziando con quelli operanti in ogni ente locale di questa regione, con la indicazione:

a) del nome e cognome (o ragione sociale e sede) delle persone fisiche (e giuridiche) preposte alla carica;

b) della natura delle funzioni contabili svolte da ognuno (riscossione di entrate, custodia e pagamento di denari; custodia di beni mobili, titoli e valori);

c) del periodo di tempo in cui le funzioni contabili sono state svolte; ossia anno per anno a partire dal 1996;

d) della avvenuta resa del conto annuale all’ente da parte di ogni contabile e della avvenuta approvazione dello stesso dal Consiglio (art. 69 del d.P.R. n. 77/95 ed ora 227 del T.U. n. 267/2000), a partire dal 1996;

e) dell’avvenuto deposito o meno del separato conto annuale di ogni contabile presso la segreteria di questa Sezione, dopo gli adempimenti di cui ora si è detto, a cura dell’ente locale e secondo le competenze a provvedere stabilite dalle rispettive fonti interne di autonomia.

Le notizie, esposte in apposite separate schede, devono perciò riguardare:

a) il tesoriere dell’ente (art. 226 T.U.);

b) l’economo cui sono state concesse anticipazioni di fondi per le spese di economato (artt. 233 e 153, settimo comma, T.U.); (vedi ordinanza n. 066/G.C./99 del 5.6.1999 di questa Sezione ed altre);

c) il consegnatario dei beni mobili preposto alla compilazione dell’inventario (art. 233 e 230 T.U. e disciplina contenuta nelle sopra richiamate leggi vigenti per la materia); nonchè la persona designata dal sindaco a svolgere le funzioni di cui al modello n. 22 approvato con d.P.R. 31.1.1996, n. 194; (per entrambi vedi ordinanza n. 85/G.C./99 del 15.7.1999 e decreto n. 2/G.C./2000 del 17.2.2000 di questa Sezione).

 

3. Un discorso a parte, e specifici approfondimenti, vanno invece fatti nei confronti di coloro che curano la riscossione delle entrate dell’ente, siano essi soggetti esterni, operanti in regime di concessione o convenzione (art. 181 T.U. e decreto legislativo n. 112/99 ivi richiamato e artt. 52 e 53 del d.lvo 15.12.1997, n. 446) o dipendenti in servizio presso l’ente, designati con provvedimento formale.

Infatti, ai fini dell’obbligo della resa del conto giudiziale, secondo la normativa tradizionale della materia assume la natura di agente contabile per la riscossione di entrate, chi è preposto a funzioni di riscossione di entrate effettuata sulla base di ruoli o elenchi di carico predisposti ed approvati dagli organi e uffici dell’ente locale e dati in carico per la riscossione al predetto agente contabile, interno od esterno, o ad appositi uffici interni di cassa per tipologia di entrate (vedi i principi affermati da questa Sezione con i decreti n. 0139/G.C.E.L./99 e n. 0140/G.C.E.L./99 entrambi del 30.12.1999, riguardanti la posizione del del "direttore della farmacia comunale" e del "vigile urbano incaricato della riscossione").

La materia della riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali degli enti locali, già regolata dal d.P.R. 28.1.1988, n. 43 (articoli 39, 68 e 69), come è noto, è ora interessata da riassetto normativo sia a seguito dei decreti legislativi emanati dal Governo in base alla delega contenuta nella legge 28.9.1998, n. 337, che in base alla disciplina contenuta negli articoli 52 e 53 del decreto legislativo 15.12.1997, n. 446, prima richiamati, in cui si fa rinvio al potere regolamentare e organizzativo dei singoli enti.

Perciò, stante la peculiarietà della materia, ogni ente locale per ora, è invitato a far conoscere il sistema ed il modo in cui avviene nell’ente stesso la riscossione, volontaria e coattiva, delle proprie entrate, tributarie e non, indicando tali notizie, anno per anno, distintamente per ogni tipo di entrata, a partire dal 1996.

Queste notizie, unitamente alle altre riguardanti gli agenti contabili sopra indicati ai punti a), b) e c), dovranno essere trasmesse nel termine di mesi due.

 

4. Chiarito perciò che coloro che svolgono nell’ente locale funzioni di: tesoriere, economo e consegnatario di beni mobili e di titoli azionari, sono tenuti a rendere al proprio ente il conto annuale della loro gestione, da trasmettere poi a questa Sezione a decorrere da quello relativo all’anno 1996, questa stessa Sezione, in sede di pronuncia su giudizio per resa di conto, riguardanti economi e consegnatari, proposto dal Procuratore regionale nei confronti di agenti contabili interni di alcuni comuni, ha avuto modo di affermare i seguenti principi operativi in ordine agli atti da allegare al conto in sede di deposito, pur nel rispetto della norma ora contenuta nel terzo comma dell’art. 93 del T.U.:

a) per quanto riguarda l’economo, con ordinanze varie (n. 066, 067 e 068 tutte in data 5.6.1999) è stato affermato che "presso la segreteria della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti dovrà essere depositato - ai sensi del combinato disposto dell’art. 3 della legge 8.10.1984, n. 658, richiamata dal comma 3 dell’art. 1 del d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14.1.1994, n. 19 (come modificato dal d.l. 23.10.1966, n. 543 convertito nella legge 20.12.1996, n. 639) - il conto, reso con l’uso del predetto modello ufficiale, (modello 23) e gli altri atti integrativi, necessari per dimostrare: a) che, durante la gestione sono state svolte le verifiche previste dall’art. 64, primo comma, del d. l.vo n. 77/95 (ora art. 223 T.U.); b) che, a seguito dell’avvenuta presentazione del conto, il responsabile del servizio finanziario dell’ente ha svolto le verifiche (la c.d. parifica del conto) cui fa riferimento il citato art. 3 della legge n. 658 dell’84; c) che il conto stesso é stato, con atto divenuto esecutivo, approvato dal consiglio dell’ente, cui compete, a norma dell’art. 32, primo comma della l. n. 142 del 1990 (ora art. 42 T.U.), svolgere la funzione di controllo, funzione questa ugualmente richiamata del predetto art. 3 della legge n. 658 del 1984."

"Si aggiunge poi che al conto dell’economo, cui si riferisce il presente giudizio, dovranno essere allegate e depositate presso la segreteria della Sezione giurisdizionale regionale anche le singole deliberazioni o determinazioni con le quali durante l’esercizio rendicontato sono state autorizzate le anticipazioni ordinarie per finanziare spese cui si riferisce il conto."

"Altri documenti potranno essere successivamente richiesti dalla Corte dei conti in sede di esame del conto, a norma del richiamato art. 10 della legge n. 127/1997", (ora art. 93, terzo comma, T.U.);

b) per quanto riguarda il consegnatario dei beni mobili e quello dei titoli azionari è stato affermato che "il contabile definito consegnatario è tenuto a rendere alla sua Amministrazione non solo il conto, redatto con l’uso del modello ufficiale previsto per la sua categoria di appartenenza, ma anche tutta la documentazione giustificativa della propria gestione, consistente nell’inventario generale di tutti i beni mobili, dai quali è dato desumere il servizio a cui i beni sono stati assegnati per l’uso e, per differenza, quelli ancora in magazzino e quindi ancora facenti parte del suo carico contabile (art. 75, secondo comma ora art. 233 T.U.). Invece presso la segreteria della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti, tenendosi conto delle innovazioni introdotte, dovrà essere depositato il conto, reso con l’uso del previsto modello ufficiale, ed i seguenti altri atti necessari per dimostrare: a) che, durante l’anno sono state svolte sulla gestione del consegnatario le verifiche previste dall’art. 64, primo comma, del d.l.vo n. 77/95 (ora art. 223 T.U.); b) che, a seguito dell’avvenuta presentazione del conto, l’Ufficio finanziario ha svolto le verifiche (la c.d. parifica del conto) dell’Ente, cui fa riferimento l’art. 3 della legge 8.10.1984, n. 658 (richiamata dal comma 3 dell’art. 1 del d.l. 15.11.1993, n. 453 convertito nell’ex legge 14.1.1994, n. 19, come modificato dal d.l. 23.10.1996, n. 543 convertito nella legge 20.12.1996, n. 639) e che c) il conto stesso è stato, con atto divenuto esecutivo, approvato dal Consiglio dell’Ente, cui compete, a norma dell’art. 32, primo comma della legge n. 142 del 1990 (ora art. 42 T.U.), svolgere la funzione di controllo; funzione questa ugualmente richiamata dal predetto art. 3 della legge n. 658 del 1984."

"Inoltre, come per ogni contabile, deve essere depositato anche l’atto di nomina del consegnatario."

"Altri documenti potranno essere richiesti poi dalla Corte dei conti in sede di esame del conto, a norma del richiamato art. 10 della legge n. 127/1997" (ora art. 93, terzo comma, T.U.) (vedi, anche per altri aspetti ivi trattati l’ord. n. 85 del 15.7.1999 e decreto n. 2G.C./2000 del 17.2.2000 di questa Sezione)";

c) la Sezione non ha avuto invece finora occasione di dare pronunce in ordine agli atti da allegare al conto del tesoriere; per il quale appare estensibile ciò che si è detto per l’economo, escluso il riferimento agli atti di anticipazione;

d) mancano, sul punto, pronunce anche per i contabili della riscossione che per la resa del loro conto utilizzano il modello n. 21. La materia, come si è già detto, per ora è in corso di accertamenti.

Si è ritenuto utile aggiungere le predette indicazioni operative per facilitare, da subito, il deposito dei conti già resi ai rispettivi enti da tesorieri, economi e consegnatari, qualora l’adempimento non sia stato già curato.

Resta, comunque, fermo il dovere di fornire, nel termine assegnato (mesi due), tutte le notizie richieste, necessarie per la formazione dell’anagrafe dei contabili locali.

Così come vanno tempestivamente segnalati i casi in cui i contabili non abbiano, finora, reso il conto al proprio ente.

 

Perugia, li 24 agosto 2001

 

Il Presidente della Sezione

(Lucio Todaro Marescotti)

 

  

Le pronunce di questa Sezione, richiamate sopra, sono consultabili sul sito

www.amcorteconti.it - Controllo e giurisdizione Giurisprudenza Sezioni Giurisdizionali Regionali Sezione Umbria