|
Corte dei conti, Internet e ricerca delle risorse informative
Premessa Prima di affrontare qualunque discorso relativo alla ricerca delle risorse informative su internet, occorre chiarire a grandi linee il funzionamento della rete. Benché sia un fenomeno che sta caratterizzando l’inizio di questo nuovo millennio, Internet nasce alla fine degli anni sessanta negli Stati Uniti, in piena guerra fredda. A finanziare il progetto, allora denominato ARPANET, è l’Agenzia americana per la ricerca avanzata (Advanced Research Projects Agency), legata al Ministero della Difesa. Obiettivo del Pentagono è la creazione di un sistema intelligente di comunicazione per lo scambio di dati in grado di trovare da solo la via più rapida ed efficace per contattare il destinatario, e di funzionare anche in caso di distruzione parziale della rete di comunicazione, come in seguito ad un attacco nucleare nemico. Semplificando al massimo, l'idea era quella di creare una serie di supercalcolatori sparsi sul territorio anche a grande distanza uno dall'altro, tutti collegati tra loro, in modo che, quand'anche fossero state interrotte le comunicazioni tra alcuno di essi, ne sarebbe rimasto sempre un numero sufficiente a consentire l'invio alle basi missilistiche delle coordinate per il lancio dei missili. Nel 1970 veniva stabilita la prima rete, che collegava quattro università statunitensi (Stanford, Los Angeles, Santa Barbara e Salt Lake City): nasce così ARPANET, che nel 1972 contava già una quarantina di connessioni per trasmettere posta elettronica e consentire collegamenti a distanza. Le reti cominciano a proliferare un po' ovunque (specialmente negli USA in Inghilterra ed in Francia) e si ravvisa il problema degli standards di comunicazione. Nel 1972, quindi, in occasione di una conferenza internazionale organizzata a Washington veniva deciso di formare un gruppo di lavoro avente, quale obiettivo, la creazione di un protocollo in grado di consentire la comunicazione tra tutti i computer e tra tutte le reti già esistenti. Nel 1974 veniva, pertanto, realizzato un protocollo di comunicazione universale TCP (Trasmission Control Protocol), che includeva quello che diverrà il Protocollo IP (Internet Protocol): nasce Internet. Nel 1980 la DARPA decideva di non sottoporre a segreto militare i protocolli TCP/IP trasferendoli al demanio e consentendo, così, a chiunque di disporne gratuitamente e facendogli percorrere la strada che li avrebbe imposti, de facto, a standard internazionale. Fino al 1989/1990 le tre funzioni fondamentali di Internet (posta elettronica, trasferimento di file e collegamento a distanza) erano regolati da tre procedure distinte: SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), FTP (File Transfer Protocol) e TELNET. Nel 1989, viene realizzato l'HTML (Hypertext Markup Languace, il linguaggio di marcatura degli ipertesti), che consentiva la nascita del World Wide Web (ovvero Web o WWW o W 3 o tripla W). Da questa breve storia risulta chiaro che Internet, come dice il suo stesso nome (interconnected networks = reti interconnesse), non è altro che una rete in grado di collegare milioni di elaboratori e terminali per lo scambio di informazioni in tempo reale. Essa è stata definita: "Una rete federatrice di reti, che permette di collegare tra loro reti informatiche di tipo differente ". Le diverse forme di comunicazione in rete. La comunicazione su internet avviene in diversi modi. Avendo riguardo alla volontà del soggetto comunicante, le comunicazioni si possono distinguere in: private, se sono indirizzate a soggetti o ad un gruppo di soggetti determinati preventivamente; pubbliche o diffuse, se interessano una pluralità di interlocutori non definiti. a) Comunicazioni destinate a soggetti determinati: Il modo più semplice per comunicare via Internet è quello offerto dalla posta elettronica (e-mail). Con l'e-mail (appartenente, secondo una certa classificazione, alla tipologia di comunicazione denominata one-to-one ovvero messaggio singolo) un soggetto comunica ad uno o più destinatari specifici il proprio pensiero ovvero, nel caso sia soggetto passivo della posta elettronica, conosce il pensiero altrui. Per spedire messaggi ad un altro utente, occorre conoscerne l'indirizzo di posta elettronica. Un indirizzo e-mail è composto da due parti separate del segno grafico @ che si legge at (=presso), detto in italiano "chiocciola". La parte di sinistra indica il nome dell'utente (user name), quella di destra il dominio del server che ospita questo servizio, vale a dire il posto fisico (un file) dove i messaggi vengono conservati fino a quando l'interessato non li legge, li trasferisce sul proprio computer ovvero li cancella. Il server (fornitore di servizio on-line) che contiene i messaggi e' una sorta di ufficio postale virtuale. Il servizio di mailing list (classificato come messaggio one-to-many ovvero da uno a molti) é un indirizzario automatico al quale un soggetto può abbonarsi, scegliendolo tra quelli contenenti un argomento di suo interesse, per ricevere informazioni su tale argomento da parte di altri abbonati ovvero comunicando con essi, semplicemente scrivendo un messaggio che, poi, verrà inoltrato automaticamente a tutti gli iscritti alla "lista". Le mailing list possono essere di sola ricezione, come quelle con le quali si sottoscrive un servizio di aggiornamento di un sito web, semplicemente fornendo il proprio indirizzo e-mail oppure di invio e ricezione con le quali si scambiano opinioni contemporaneamente con tutti gli iscritti. Tra le mailing list di sola ricezione trovo personalmente particolarmente interessanti quelle delle riviste Giurisprudenza amministrativa (www.giust.it) Diritto e diritti (www.diritto.it) Consulta on line (www.giurcost.org) e quella del sito istituzionale del Governo (www.governo.it). Fornendo notizie sull’aggiornamento delle pagine web l’abbonamento alla mailing list, che è quasi sempre gratuito, evita di dover continuamente visitare un sito per cercare gli aggiornamenti. Il meccanismo delle mailing list con le quali si scambiano messaggi e' semplice: si manda una e-mail ad un indirizzo, che si occupa da solo di inviarne una copia a tutti coloro che sono interessati alla discussione. Aderendo ad una mailing list si ricevono le e-mail degli altri iscritti, con l'utilità di parlare prima degli altri delle nuove problematiche quotidiane. Inoltre si possono trovare colleghi esperti in particolari settori. Il tutto e' spesso gratuito e spontaneo. Tra le mailing list trovo particolarmente interessanti quelle di diritto civile (www.civile,it) ottimamente moderata, nel senso che prima di essere distribuito il messaggio è verificato dal moderatore, dott. Valentino Spataro, per controllare la rispondenza alla netiquette (= regole di comportamento) ed all’oggetto della lista, e quella di diritto penale (www.penale.it), anch’essa ottimamente moderata dall’avv. Daniele Minotti, mentre quella di diritto amministrativo, pure esistente, stenta a decollare perché vi sono pochi cultori della materia iscritti. b) Comunicazioni diffuse: Simili alle mailing list nella sostanza, ma non nella forma, sono i newsgroup, o forum o gruppi di discussione. La differenza consiste nel fatto che mentre con la posta elettronica si conosce il (o i) destinatario del messaggio, nel newsgroup il messaggio non arriva a nessun destinatario, ma rimane per un certo periodo di tempo sui computer che gestiscono il servizio. Il funzionamento é il seguente: i gruppi di discussione comunicano tramite svariate decine di migliaia di calcolatori (server) distribuiti in tutto il mondo. Quando un soggetto invia un messaggio ad un gruppo questo è automaticamente duplicato a tutti i server adiacenti al gruppo i quali, a loro volta, operano analogamente con gli altri a loro vicini e così via. I messaggi vengono momentaneamente conservati nei singoli server ove altri utenti possono accedere, leggerli e rispondere, dando vita alla procedura sopra evidenziata. Dopo un certo periodo di tempo i messaggi più vecchi vengono cancellati per lasciare spazio a quelli nuovi. I newsgroup possono essere filtrati da un moderatore che ne verifica l'attinenza al tema di discussione ma i più sono liberi, vale a dire non moderati o filtrati. In sostanza i newsgroup sono bacheche virtuali ove chiunque può affiggere un proprio messaggio che può perciò essere letto da tutti. Nel campo giuridico particolare interesse rivestono il gruppo it.diritto. Il World Wide Web é la massima espressione della comunicazione telematica realizzabile in Internet, essendo costituita da una serie di pagine Web con contenuti multimediali (vale a dire composte da media differenti) per cui, oltre al testo ed all'immagine statica (fotografia) o dinamica (filmato), troviamo anche il suono. Occorre precisare che sebbene Internet e il World Wide Web sono spesso considerati come sinonimi, in realtà i due termini hanno un significato diverso: Internet indica la rete di computer; il World Wide Web è l´insieme delle pagine Web (composte principalmente di testo e immagini) visibili dagli utenti tramite la rete Internet. Il concetto più vicino all'idea delle pagine web e' quello di riviste telematiche che si possono sfogliare grazie al browser installato su un computer. Si tratta di documenti realizzati con il formato HTML che consente agganci (link) ad altri siti o risorse disponibili sulla rete, di modo che é sufficiente puntare e cliccare il mouse su un determinato link per trovarsi in un'altra pagina (o parte di pagina) Web e così di seguito, senza limiti. Le pagine Web costituiscono una modalità di comunicazione che non ha un destinatario predeterminato ma e' indirizzata ad un pubblico generico. Molto simile alle trasmissioni radiofoniche e televisive, ma, come vedremo, profondamente diversa. Un documento immesso nella rete é subito disponibile a chiunque, ovunque ed in ogni tempo: l'informazione è "messa a disposizione" di uno o più soggetti che la prenderanno, se ed in quanto la vorranno, vale a dire in assoluta libertà. Si parla, in questo caso, di tecnica pull (tira) - intesa nel senso che il navigatore della rete va a cercarsi l'informazione che desidera - per distinguerla da quella denominata push (spingi), tipica dello strumento televisivo - quantomeno quello tradizionale - nel quale la notizia é "inviata" ad una serie indistinta di destinatari, che la ricevono per il sol fatto di sintonizzarsi su un determinato canale ed indipendentemente dal fatto che vogliano riceverla. Alcuni siti per essere accessibili in tutto od in alcune parti richiedono una registrazione che può essere a pagamento o gratuita. Si cita ad esempio la rivista Giustizia amministrativa (www.giust.it) che contiene alcune pagine in chiaro accessibili a tutti, (tra cui quelle relative alla giurisprudenza della Corte dei conti) ed altre accessibili sono con password rilasciata dietro sottoscrizione di un abbonamento. Come esempio di registrazione gratuita si cita il sito www.dottrina.it che contiene un indice degli articoli pubblicati sulle principali riviste giuridiche ed economiche. Si vanno diffondendo anche abbonamenti a pagamento a riviste giuridiche solo informatiche, è il caso della rivista Diritto e giustizia (www.dirittoegiustizia.it) edita dalla Giuffrè o alla versione informatica di riviste cartacee come Guida al diritto (www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com). La registrazione al sito consente generalmente la definizione di un profilo utente personalizzato, e l’accesso a servizi particolari. Avendo particolare attenzione al …. portafoglio ed all’eventuale (e per fortuna sporadica) installazione di spyware, non vi sono controindicazione alla registrazione presso un sito di particolare interesse Tra le ulteriori possibilità offerte dalla rete per reperire informazioni vi sono poi le chat e l’uso di telnet. Le chat sono, per così dire, conversazioni aperte che si svolgono in rete tra più soggetti contemporaneamente sui più disparati argomenti, nelle quali i messaggi trasmessi compaiono quasi immediatamente sul video di tutti i partecipanti alla chat. Si può chattare sia in privato con alcuni interlocutori dei quali si conosce l’identità (istant messagging) sia in salotti aperti a tutti. Le conversazioni sono generalmente libere ma alcune sono "moderate. Il più popolare programma è ICQ (acronimo che gioca sull’equivoco della pronunzia della frase inglese i seek you = ti sto cercando). ICQ è talmente diffuso che non e raro vederne l’indirizzo in alcuni biglietti da visita. Tuttavia altri istant messagging sono stati elaborati anche da microsoft (MSN messenger) e da diffusi provider (talk talk di Fiscali,, tanto per fare un esempio) Telnet è un programma che consente di connettere interattivamente il proprio computer come terminale remoto di un altro computer collegato a Internet. Esso, ad esempio, consente ad un utente di accedere alla banca dati di una biblioteca e scorrerne il catalogo per vedere se un determinato volume é disponibile. Esempio tipici è il collegamento con il CED della cassazione. Per completezza va anche accennato al sistema delle videoconferenze che, sebbene attualmente poco sviluppato, ha una potenzialità enorme in quanto ci consente di comunicare con i nostri interlocutori in simultanea utilizzando elementi audio e video. L’uso delle video conferenza da un lato consente la partecipazione anche a chi si trova fisicamente distante dall’altro riduce notevolmente gli oneri per le missioni e consente un impiego più proficuo delle risorse e l’abolizione dei tempi morti per lo spostamento dalla propria sede di servizio a quella del posto dove si tiene l’incontro. Si provi solo ad immaginare se questo incontro fosse stato programmato in video conferenza ad esso avrebbero potuto partecipare un maggior numero di utenti con costi per l’istituto notevolmente inferiori Da quanto sin qui esposto possiamo trarre una prima conclusione: su internet l'informazione è messa a disposizione di uno o più soggetti che la prenderanno, se ed in quanto la vorranno, vale a dire in assoluta libertà. La ricerca della documentazione su internet Su Internet possiamo individuare due diverse modalità con le quali le informazioni sono archiviate e quindi possono essere ricercate: 1) dati archiviati e catalogati in un archivio reso accessibile tramite la Rete; 2) singole o più pagine Web pubblicate all’interno di siti giuridici o in singole rubriche giuridiche di siti generici, con collegamenti ipertestuali interni ed esterni. Per quanto attiene la prima tipologia, si è costretti a rimanere vincolati alle limitazioni di accesso e ai linguaggi di interrogazione degli archivi imposti dai gestori dei singoli sistemi. Faccio riferimento alle banche dati tradizionali e più conosciute, quali il CED della Corte Suprema di Cassazione, e la banca dati del Poligrafico. In questi archivi le informazioni sono catalogate ed archiviate in maniera omogenea secondo standard prestabiliti tramite i quali è possibile consultarli. I data base possono essere disponibili anche off line come avviene per i repertori giurisprudenziali delle principali case editrici giuridiche (juris data della Giuffrè o infoutet della Utet). Riferendomi ad infoutet il prodotto contiene in unico dvd, od in diversi cd-rom, il repertorio della giurisprudenza, le leggi (archivio storico e testo vigente) i codici, il testo integrale della sentenze della Cassazione penale e civile (dal 1986 ad oggi). Sempre come banca dati off line vanno ricordati i cd USI della Cassazione in materia costituzionale, penale e civile. Quest’ultimo contiene anche le interessantissimi relazioni del servizio del massimario destinate alla Sezioni Unite della cassazione per la risoluzioni dei contrasti giurisprudenziali. Per le banche date off line si pone il problema della tempestività del loro aggiornamento che di norma è trimestrale ed avviene mediante la sostituzione del supporto. Un aggiornamento più tempestivo avviene on line generalmente con cadenza settimanale. Nella singole pagine web, le informazioni non sono catalogate né ordinate, e di conseguenza si pone la necessità di individuare gli strumenti da utilizzare per la ricerca delle informazioni disponibili. Internet, infatti, è un contenitore nel quale sono presenti un numero sempre più elevato di informazioni collegate fra loro attraverso il sistema dell’ipertesto. Chi effettua una ricerca su Internet non è a conoscenza né se l’informazione da lui desiderata è disponibile sulla Rete, né, se lo è, dove è reperibile. Questo problema non attiene solamente al mondo giuridico, ma caratterizza la ricerca di qualsiasi tipo di informazione. Per tal motivo Internet offre ai suoi utenti una serie di strumenti tra i quali i più diffusi sono i motori di ricerca. I motori di ricerca sono dei siti al cui interno vengono catalogate milioni di pagine web. Il motore è in grado di frugarle tutte alla ricerca di parole chiave unite fra loro dagli operatori booleani, e restituisce una lista di pagine web che soddisfano la richiesta dell’interrogazione effettuata. È appena il caso di ricordare che i principali operatori booleani sono and, or, not e near; quest’ultimo tuttavia non è supportato da tutti i mortori di ricerca And permette di effettuare la ricerca congiunta di due o più termini Or consente di trovare i documenti che contengono almeno uno dei termini ricercati Not consente di escludere un termine dalla ricerca Near consente di trovare i documenti che hanno i termini posti entro una determinata distanza in numero di parole. Va ricordato anche il mascheramento del carattere che si effettua generalmente con l’asterisco. Così scrivendo r*ssa si otterranno i documenti dove sono contenuti i vocaboli russa rossa rissa ressa e rassa (se esistesse). Ogni motore di ricerca ha le sue regole, per cui è sempre opportuno all’inizio visitare la sezione FAQ (frequently asked question) od il servizio assistenza per risolvere eventuali dubbi Tra i principali motori di ricerca sul web vanno ricordati www.yahoo.it, www.altavista.it, www.google.it e per i siti italiani www.virgilio.it e www.arianna.it. Alcuni siti hanno dei motori di ricerca interni, nel senso che limitano la ricerca soltanto all’interno del sito, un esempio si ha sia in www.giust.it sia nel sito dell’associazione magistrati della corte dei conti (www.amcorteconti.it). Per ogni ricerca effettuata solitamente vengono restituiti moltissimi risultati: tuttavia se la risposta non si trova ai primi posti è inutile scorrere tutti i risultati e molto probabile che non si trovi nulla di buono. Occorre ritentare, magari utilizzando altre parole od altri motori di ricerca, e sperare nella fortuna. Alcuni siti internet invece di cercare la chiave nell’intera rete operano cercando di mettere ordine nel caos della rete e creando cataloghi divisi per argomento. Si tratta di un archivio di collegamenti rilevanti scelti non dal software ma da persone in carne ed ossa che fanno una selezione intelligente di quello che c’è di meglio in rete. L’esempio tipico sono i canali di Virgilio. Ogni canale contiene delle sottocategorie per cui ad esempio il canale economia e diritto alla sottovoce diritto contiene 421 link di cui 146 a siti che trattano diritto civile, 64 diritto pubblico, 34 di editoria specializzata ed 84 di risorse giuridiche. I motori di ricerca, pur essendo potenti, soffrono di limiti dovuti principalmente all’enorme quantità di dati da trattare, ma dove essi manifestano maggiormente i propri limiti di efficienza è nella ricerca in ambito giuridico. Il maggiore problema nella ricerca giuridica, infatti è il reperimento di tutte le informazioni rilevanti per una data ricerca, in quanto lo scopo di un sistema informativo giuridico è quello di fornire, in relazione ad una richiesta, tutte le informazioni pertinenti, e solo quelle. Quindi l’esigenza da soddisfare è duplice: reperire tutto ciò che è rilevante ed escludere tutto ciò che non lo è. L’utente giuridico, che utilizza i motori di ricerca presenti su internet, inevitabilmente si deve confrontare con una pluralità di inconvenienti: la perdita di informazioni connessa al non trattamento dei sinonimi o una certa ridondanza dovuta ad un uso estensivo o ambiguo delle parole. In ricerche di tal tipo sono notevoli le informazioni semantiche che vanno perdute e ciò incide negativamente sui risultati del reperimento della documentazione giuridica desiderata. Questo inconveniente è maggiormente accentuato dal fatto che i motori di ricerca contengono anche, ed in prevalenza, informazioni non giuridiche. Quindi non è possibile ottenere risultati accurati nella ricerca a causa dei seguenti fattori: 1) i sinonimi non vengono presi in considerazione; 2) con la ricerca di tipo booleiano vanno perdute ingenti informazioni semantiche sicché i risultati ottenuti sono pressoché casuali; 3) la terminologia giuridica italiana non è univoca e spesso il medesimo concetto viene espresso in un documento con termini diversi oppure tramite forme legate sintagmaticamente. Questi inconvenienti sono stati risolti dalle banche dati tradizionali mediante la realizzazione di sistemi informativi esperti quali Italgiure Find della Corte Suprema di Cassazione. Infatti nell’Italgiure ricerche possono essere compiute attraverso una serie di canali, dei quali i principali sono gli schemi di classificazione, i riferimenti normativi e le parole. E proprio in riferimento alla ricerca per parole questa può essere eseguita: 1) a livello di lemma nel quale viene considerata la parola qualunque sia la variazione morfologica dovuta a un diverso genere o numero, tempo o modo; 2) mediante parole concettuali: questo tipo di ricerca è possibile grazie al thesaurus che stabilisce delle connessioni tra tutti i vocaboli della lingua italiana concettualmente affini, in modo da consentire al ricercatore il loro reperimento automatico; il thesaurus provvede, inoltre, a collegare i termini più generali, le parole composte e tutte le parole derivanti da una stessa radice etimologica; 3) mediante sintagmi: questo strumento permette di interrogare il sistema mediante parole collegate fra loro a livello sintattico. I motori di ricerca attualmente presenti su Internet non permettono assolutamente operazioni di tal tipo. Affinché Internet diventi uno strumento di ricerca giuridica efficiente, nel senso che permetta - come detto prima - all'utente giuridico di ottenere un risultato pertinente alla propria richiesta sarebbe auspicabile la realizzazione di un sistema esperto di ricerca giuridica con interfaccia web. Nell’attesa che questa speranza si trasformi in realtà, per la ricerca giuridica su internet non resta che affidarsi ad indici di link giuridici, più o meno ragionati, al fine di aiutare il giurista che naviga nella rete, con l’avvertenza che, al momento, una ricerca basata solo sul materiale giuridico presente in rete è evidentemente incompleta e rischia di far prendere clamorosi abbagli, potendosi scambiare per un orientamento giurisprudenziale prevalente uno, in realtà, assolutamente minoritario. Si può pertanto affermare che sino a quando non sarà presente sul web una massa giurisprudenziale notevole, qualunque ricerca dovrà sempre essere affiancata da una condotta nelle banche dati del primo tipo. In tal direzione si è mossa la rivista Consulta on line (www.giurcost.org) che ha messo in rete le sentenze della Corte costituzionale dal 1989 ad oggi creando un bacino di ricerca notevole per una ricerca giurisprudenziale completa. Quanto detto per la ricerca della documentazione giuridica vale anche per le ulteriori informazioni che si possono reperire. Poiché la ricerca delle informazioni è soggettiva, nel senso che ognuno cerca ciò che gli interessa in quel particolare momento, mi limiterò a ricordare il sito edicola elettronica (www.edicola.com) che contiene oltre mille link a riviste e giornali reperibili sul web. Sul web ovviamente si possono reperire anche atti e documenti amministrativi che interessano il nostro lavoro di giudici. Non accennerò al valore legale dei documenti trovati trattandosi di un argomento che sarà affrontato in un’altra relazione, mi limiterò pertanto a ricordare che nei siti istituzionali di diverse amministrazioni sono reperibili diverse informazioni utili, quali ad esempio testi di deliberazioni comunali, di circolari, di pareri e via dicendo. Al riguardo è mia opinione che bisognerà trovare il modo per consentire ai magistrati della Corte dei conti, nell’esercizio delle loro funzioni, l’accesso, in sola lettura, alle intranet delle singole amministrazioni, per reperire dati ed informazioni utili. Come esperienza personale posso affermare che spesso sono riuscito a definire istruttorie sulla base di delibere e di circolari trovate su internet che ho stampato, inserito nel fascicolo e richiamato nel provvedimento adottato. La pubblicazione dei documenti sul web Per concludere è opportuno soffermarsi sull’informazione attiva e cioè sulla necessità da parte degli operatori giuridici di pubblicare su internet i risultati della propria attività: ciò in quanto Internet consente di informarsi ma altrettanto contemporaneamente di informare. Abbiamo visto come per l’informazione giuridica sia indispensabile aumentare il bacino di ricerca. Questo risultato si può ottenere soltanto pubblicando il maggior numero di atti giuridici. Mi riferisco in particolare agli atti pubblici per eccellenza le sentenze e le relazioni dell’attività di controllo. Entrando nell’ottica della pubblicazione su internet del nostro lavoro occorre adoperare anche alcuni accorgimenti pratici nella stesura del documento. Con particolare riferimento alle relazioni che definiscono l’attività di controllo va evidenziata la necessità che, data la loro complessità e lunghezza, venga redatto un abstract che può essere pubblicato integralmente, mentre il testo potrebbe essere messo in rete come file da scaricare per coloro che fossero interessati all’argomento trattato. È anche indispensabile un sommario, facilmente introducibile con Word, l’abolizione delle note di rimando, sostituite da link interni od esterni e soprattutto una certa proprietà terminologica, per consentire che il nostro documento possa essere facilmente individuato dai motori di ricerca. Aggiungo per concludere che, a mio parere, la democrazia dell’informazione, sancita dall’articolo 21 della nostra Carta Costituzionale, implica che, soprattutto nei siti istituzionali e di servizio, vengano pubblicati tutti gli atti prodotti, senza alcuna valutazione della loro rilevanza, spetterà poi al singolo giurista navigatore, valutare ed accettare o criticare l’informazione contenuta nel documento pubblicato, ma anche questo è un discorso che coinvolgendo il sito web istituzionale, e l’intranet sarà affrontato da altri relatori. Torino 13 dicembre 2001 Mario Pischedda
|