Le banche dati informatiche con particolare riferimento alle riviste on line

1. Premessa

La rivoluzione virtuale, determinata da internet, porta alla considerazione che il mondo telematico sia un vero e proprio mondo parallelo (il c.d. simulmondo) al vecchio mondo geografico e culturale. Oggi si può dire che , attraverso l’interconnessione telematica di reti (World wide web o Cyberspazio), è possibile sfruttare molte possibilità per migliorare e velocizzare il proprio lavoro.

Infatti, ogni giorno, si presenta innanzi agli occhi di tutti un mondo in continua evoluzione, dove si assiste a una vera e propria evaporazione delle distanze. Con internet si sta realizzando un nuovo modo di comunicazione (pensiamo alla velocità della posta elettronica dove le e – mail si scambiano in pochissimi secondi) e si può veramente operare in un contesto assai più grande di quello cui si era abituati in precedenza, perché il dialogo con persone, anche distanti, diventa sicuramente più immediato.

Internet si pone, dunque, come uno strumento di grande utilità per l’operatore del diritto, il quale ha l’esigenza di acquisire sempre di più nuovo materiale per confrontarsi sui problemi che giornalmente deve affrontare. A questo proposito occorre ricordare che internet nasce come strumento in ambito scientifico, mosso dall’esigenza di alcuni ricercatori di scambiarsi i risultati dei propri studi, al fine di integrare le proprie conoscenze sviluppandole, poi, a vantaggio di tutti.

Lo sviluppo che si è avuto in questo mondo parallelo è sotto gli occhi di tutti, una volta avviato il proprio modo di lavorare con l’ausilio delle nuove tecnologie, non si può più tornare indietro, perché vorrebbe dire non solo rallentare il ritmo del proprio lavoro, ma anche limitarlo di molto.

Infatti, internet porta via tempo alla noia e alla burocrazia, ad esempio è molto meglio acquisire un documento (come una circolare) sul proprio computer, anziché andare in archivio per cercarlo se non addirittura andare presso l’amministrazione fare la fila, cercare il responsabile del procedimento (che non si trova…), in sostanza perdere tempo della propria vita.

Internet garantisce l’ubiquità, infatti posso trasmettere una relazione al mio ufficio senza spostarmi da casa, garantisce la flessibilità del lavoro e, tutto sommato, utilizza strumenti a basso costo.

2. Lavorare con banche dati in Internet.

Il lavoro che interessa il giurista, indipendentemente dal settore in cui opera (civile, penale, amministrativo, tributario etc…), è condizionato da una ricerca d’informazioni che, in una società come quella attuale, dove interagiscono molte realtà, diviene sempre più pressante e intensa.

I computer interconnessi in rete compongono una memoria enorme nella quale è possibile, in ogni istante, reperire qualsiasi informazione con l’uso di tecniche di ricerca il cui riferimento è dato dai c.d. motori di ricerca (ad es. www.google.com, www.virgilio.it ) [1] . Con l’uso dei motori di ricerca è possibile richiamare alla velocità della luce qualsiasi dato notizia o commento [2] . Senza i motori di ricerca non sarebbe possibile sfogliare le pagine del WEB, dal momento che il numero di esse è, giorno per giorno, in continuo aumento e si tratta, veramente, di centinaia di milioni di pagine [3] .

Le pagine poi non sono certamente tutte uguali, visto che le diversità sono date dal carattere dei vari siti, si avranno, dunque, risorse a carattere accademico, scientifico, di informazione, ma anche di tipo commerciale e pubblicitario e così via. Conseguentemente, come sostenuto da Brugaletta [4] , «se non si imparano a usare bene i motori di ricerca, se non si acquista una certa padronanza del mezzo, si rischia di fermarsi in superficie».

I motori di ricerca dispongono di due funzioni distinte. La prima gira su internet e visita, in modo automatico i vari siti, li legge e realizza un catalogo di tutte le parole contenute nel testo, prendendo nota se queste sono parte del titolo, del testo normale, di un link del nome di una figura [5] . La seconda funzione opera come una grossa guida che a ogni parola indicizzata fa corrispondere indirizzi di pagine che contengono la specifica parola inserita per la ricerca; un apposito programma esegue l’interrogazione (query) in questo database e mostra i risultati (titolo pagina, indirizzo internet, breve sommario e punteggio di pertinenza) [6] .

Le interrogazioni possono essere semplici o complesse e nella seconda ipotesi le parole chiave sono integrate attraverso gli operatori logici booleani [7] . Con queste tecniche i motori di ricerca sono in grado di organizzare milioni di pagine WEB e consentire all’operatore di navigare in rete con profitto.

Con la ricerca AND detta anche «E» vengono cercati tutti i termini e trovati i documenti che li contengono anche se collocati in parti diverse del documento; la ricerca «OR» consente, invece, di trovare i documenti che contengono almeno uno dei termini cercati [8] .

Orbene, per cercare informazioni è necessario partire, quindi, con la connessione a un motore di ricerca, il quale fornisce un database di consultazione, senza il quale sarebbe pressoché impossibile trovare quello che si desidera. Ogni motore di ricerca dispone delle istruzioni per eseguire l’interrogazione e di regola il ricorso alla modalità semplificata (quella per default) consente di digitare una frase e chiedere al motore quali sono le pagine che contengono i termini richiesti [9] .

La ricerca parte, appunto, da un form, cioè un apposito modulo dove vanno inserite le parole che interessano la ricerca (c.d. stringa di ricerca), una volta lanciata, essa si conclude in breve tempo e spetterà all’interrogante se raffinarla o meno, a seconda delle proprie esigenze, tenendo conto del fatto che gli stessi motori di ricerca indicano anche le modalità per raffinare ulteriormente la stessa [10] .

Quando il motore di ricerca avrà terminato di elaborare la stringa di testo verrà visualizzato un elenco dei primi dieci ipercollegamenti, cliccando con il mouse su ciascuno di essi verranno visualizzate le pagine Web corrispondenti. Se quanto visualizzato non corrisponde alle proprie aspettative si può tornare indietro all’elenco e selezionare un collegamento diverso. Una volta visitati i vari siti oggetto della ricerca l’operatore potrà salvare la pagina aperta per una successiva consultazione oppure stamparla etc

Esistono poi i motori locali di ricerca perché indicizzano le sole pagine web del sito che si sta navigando e questo agevola, di molto, la ricerca quando già si conosce il luogo dove trovare il materiale che a noi interessa [11] .

3. Metodo di ricerca giuridica con l’ informatica.

La ricerca giuridica tradizionale su materiale cartaceo si muove attraverso le seguenti fasi [12] . Prima si cerca il testo normativo, dopo si individuano articoli e monografie sull’argomento e qualora il materiale a nostra disposizione sia insufficiente ci si rivolge a una biblioteca giuridica, dove la presenza di un bibliotecario potrà essere di grande utilità, in ragione della sua esperienza. Una volta terminate queste fasi l’operatore potrà procedere alla consultazione del materiale ottenuto eliminando quello che non interessa la ricerca [13] .

Internet ha modificato questa tipologia di reperimento delle informazioni, poiché si parte dal nocciolo della questione (ad esempio “responsabilità amministrativa”) e, attraverso il lancio della ricerca con l’apposito motore, saranno acquisiti sulla rete i dati che poi, man mano, si consulteranno e/o saranno affinati. Come si vede, in questo momento della ricerca quel che conta è l’individuazione della parola chiave e questo dipende, molte volte, anche dalla fantasia e dall’attenzione dell’operatore. Per ritornare all’esempio accennato se si vuole cercare materiale in ordine alla responsabilità degli amministratori pubblici è bene aggiungere il termine “pubblico” o escludere quello “privato”, al fine di escludere il materiale sulla responsabilità degli amministratori di organismi privati (società, condomini etc…).

A volte poi l’errore di ricerca può anche tornare utile, perché partendo da un ricerca generica può venir fuori materiale o norme di cui non si aveva nemmeno conoscenza [14] .

Comunque, è bene ribadire che la ricerca su internet non esclude definitivamente quella tradizionale, poiché andrà a integrarsi con essa a seconda degli obiettivi dell’operatore.

Infatti, essa può essere il punto di partenza per individuare il materiale rinvenibile nelle biblioteche tradizionali (si pensi alla biblioteca centrale giuridica consultabile via internet all’indirizzo www.giustizia.it/documentazione/webnew.htm) per cui l’operatore si muoverà da casa o dall’ufficio avendo già un primo elenco di pubblicazioni da consultare.

A questo si può aggiungere che esistono siti come http://www.dottrina.it/dottrina.asp che funge da motore di ricerca della dottrina pubblicata nel campo del diritto e della pratica tradizionale. Ciò dimostra che la ricerca giuridica attraverso la rete è un qualcosa in più rispetto a quello che si aveva prima e il ricorso alla nuova tecnologia rende, sicuramente più facile, ma anche divertente, il proprio lavoro.

Si deve poi aggiungere che la rete consente di avere materiale in primissima battuta (si pensi a una legge appena pubblicata) e questo agevola, di molto, il lavoro di coloro che si devono confrontare ogni giorno con problemi di grande attualità [15] , perché permette un aggiornamento in tempo reale o perlomeno quasi reale delle novità giuridiche evitando, di attendere mesi se non addirittura anni, per la consultazione di importanti sentenze che saranno poi pubblicate sulle riviste tradizionali.

4. Reperimento del materiale presso risorse pubbliche.

Si evidenzia che oggi quasi tutte le istituzioni pubbliche hanno messo in rete una grandissima quantità di documenti e i relativi siti sono anche dotati di motori di ricerca interni per la consultazione del materiale presente.

L’occasione è utile per segnalare anche i recentissimi sforzi della Corte dei Conti per realizzare il proprio sito e arricchirlo con materiale proveniente dall’area giurisdizione e dall’area del controllo.

Per quanto riguarda le risorse pubbliche la ricerca poi non deve essere limitata all’uso dei soli motori di ricerca, perché molto spesso i siti dispongono anche di cataloghi ragionati delle fonti normative ovvero di modalità di presentazione dei testi più recenti [16] .

A tal proposito è utile visitare i siti istituzionali della Camera dei Deputati (www.camera.it) o quello del Governo (www.governo.it) dove è possibile reperire non solo materiale d’interesse giuridico, ma anche comunicati stampa e dichiarazioni ufficiali dei vari responsabili.

Sicuramente utile è il sito del Ministero della Giustizia www.giustizia.it dove si possono reperire le ultimissime pronunce della Cassazione, ma anche altro materiale come circolari ministeriali etc…. Altri siti istituzionale dove reperire materiale di interesse sono www.consigliodistato.it per la giurisprudenza amministrativa di secondo grado, il sito della Corte Costituzionale all’indirizzo http://www.cortecostituzionale.it/ dove è presente la giurisprudenza della Consulta, ma anche un servizio novità, testi normativi etc

Di grande interesse sono anche i siti dei vari Ministeri dove si trova molto materiale, con particolare riferimento a testi normativi e circolari (ad esempio www.finanze.it), ma anche indirizzi dei vari servizi nonché i nominativi dei vari responsabili (sottosegretari, direttori generali).

Di grande rilievo sono anche i siti istituzionali di autorità sovranazionali con particolare riferimento all’Unione Europea, ad esempio http://www.europarl.eu.int, dove è possibile reperire materiale di grande interesse [17] .

Quel che occorre segnalare, poi, è che la ricerca giuridica che muove i siti stranieri è sulla forte centralizzazione intorno alle fonti ufficiali presenti sui siti istituzionali, con poca accettazione dei siti privati che operano per la raccolta di leggi e sentenze [18] .

Questo orientamento muove dal fatto che il materiale presente sui siti istituzionali è sicuramente più controllato e affidabile (indubbiamente meno manipolato), ma ciò non esclude, però, l’autorevolezza di fonti private, specialmente quando queste, in base ai contatti dei visitatori, al prestigio dei commentatori e alla rapidità di inserimento di materiale di interesse per gli operatori del diritto hanno un successo nel campo della ricerca giuridica [19] .

5. Reperimento del materiale presso risorse private.

Come appena accennato sul web sono presenti innumerevoli risorse private, le quali nascono, in gran parte dalla passione di giuristi telematici e dalla sensibilizzazione alle nuove tecnologie e alle potenzialità di queste per agevolare il lavoro nel mondo del diritto.

Il rischio a cui possono andare incontro queste riviste on line è quello di cedere un po’ al sensazionalismo giornalistico, con titoli che possono poi tradire il rigore scientifico [20] . Occorre fra presente che, utilizzando sempre di più, la rete, anche l’operatore affina la sua attenzione, escludendo dalla propria ricerca quei siti di poca affidabilità, i quali prima o poi, per assenza di visitatori, finiranno per spegnersi.

Comunque, queste riviste hanno il pregio di allegare, molto spesso in prima battuta, commenti alle sentenze o alle leggi appena uscite [21] e consentire, di conseguenza, all’operatore di avere, quanto prima, una serie di commenti che riescono, sicuramente, non solo ad agevolare la lettura, ma anche fornire spunti per successive riflessioni.

Si segnala anche, che le riviste on line riportano anche commenti già pubblicati sulle riviste tradizionali, i quali, proprio per la diffusione via web hanno una nuova e maggiore visibilità potendo raggiungere utenti che non avevamo avuto modo di consultarli [22] .

Alcuni di questi siti sono integralmente gratuiti (ad esempio www.diritto.it), altri sono aperti, in parte con un abbonamento e in parte in libera consultazione (ad esempio www.giust.it [24] ). Altri ancora possono aprirsi solo con la sottoscrizione di un abbonamento (ad esempio www.dirittoitalia.it o i siti che fanno capo all’editore IPSOA sul sito www.ipsoa.it), infine, altri siti richiedono solo la registrazione dell’utente, al quale viene poi inviata una password per la migliore utilizzazione del sito stesso (ad esempio www.dottrina.it).

Moltissimi siti hanno poi un servizio di newsletter settimanale il cui abbonamento è sempre gratuito e che consente di essere aggiornati sulle novità in corso di pubblicazione sulla rivista [25] stessa.

All’interno delle riviste sono quasi sempre presenti motori locali per la ricerca sulle pagine web della medesima rivista, nonché i c.d. forum on line, dove i visitatori si scambiano opinioni, ma anche richieste di notizie per il reperimento di materiale giuridico [26] .

In genere queste riviste seguono il carattere della specializzazione e quindi vi saranno riviste orientate sul diritto civile [27] (www.civile.it), altre sul diritto penale (www.penale.it) e altre ancora sul diritto amministrativo (www.amministrativo.it) .

Queste riviste possono avere un carattere tra lo spontaneo e l’organizzato [28] , con il limite dell’assenza di una visione globale e organizzata del sapere, però, come prima accennato, l’autorevolezza della rivista viene costruita, giorno per giorno, dal livello dei commenti e dalla presenza di materiale sempre aggiornato.

Queste riviste dispongono poi di una serie di link per aprire le pagine di altre riviste (anche straniere) con la possibilità di girare più facilmente per la rete in cerca di materiale interessante.

6. Considerazioni finali.

Da questo breve excursus emerge un nuovo quadro di prospettive per la ricerca giuridica, oggi ci si può avvalere delle nuove tecnologie per poter lavorare meglio e con la possibilità di reperire, direttamente da casa o dal p.c. del proprio ufficio, una mole di informazioni che, prima, avrebbe richiesto un impegno di diversi giorni presso biblioteche etc

Quel che è importante è che una volta che si è invogliati all’uso dell’internet e acquisita una certa confidenza con i motori di ricerca, ognuno può procedere con i criteri che preferisce. Non utilizzare internet vuol dire perdere l’aggiornamento costante e non fare tesoro delle esperienze altrui presenti sul web, con la conseguenza di sapere molte meno cose del collega che, invece, fa tesoro delle risorse telematiche.


[1] Per coloro che, ad esempio, utilizzano come browser (programma che consente la navigazione sul web) Internet Explorer, è presente sulla barra degli strumenti il pulsante «cerca» che consente di accedere ai più comuni motori di ricerca.

[2] Così D. Van De Kerckhove, intervista di P. Zullino su Telema, notizia riportata da F. Brugaletta in Internet per giuristi, III ed. pag. 20, nota 23.

[3] F. Brugaletta, per chi vuole seguire questi dati, consiglia di dare un’occhiata al sito www.motoridiricerca.it, op. ult. cit. .

[4] Internet per giuristi, cit. pag. 21.

[5] F. Brugaletta, Internet per giuristi, cit.

[6] F. Brugaletta, Internet per giuristi, cit.

[7] termine questo che deriva dagli operatori di algebra AND e OR di Boole, cfr. Easy Find 5.0, Manuale Utente, pag. 23.

[8] AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, pag. 686, Milano, 2001.

[9] G. Cassano, Meta – Tag: il primo caso italiano, commento a Tribunale di Roma, 18 gennaio 2001, in Corriere Giuridico, vol. 8 del 2001, pag. 1088.

[10] In genere per non cadere in un’estrazione di migliaia di riferimenti, molti dei quali saranno inutili, si può racchiudere la stringa di ricerca desiderata fra i doppi apici (“ ”) e, in questo caso, verranno estratti solo i collegamenti alla pagine web la cui descrizione contiene esattamente la stringa, cfr. Internet Explorer 4 di G. Harvey, ed. Apogeo, 1998; nel manuale Easyfind si parla, invece, di ricerca EXACT o frase esatta ovvero sintagma, sempre secondo il predetto manuale.

[11] A questo proposito è utile segnalare che anche le pubblicazioni on line degli organi di stampa dispongono di un motore interno di ricerca (ad esempio cfr. http://www.lastampa.it/redazione/default.asp) che consente di consultare articoli di stampa d’interesse per il proprio lavoro.

[12] Generalmente la ricerca tradizionale muove da queste posizioni, non escludendosi che ogni operatore possa avere una propria personalizzazione del sistema di ricerca (n.d.r.).

[13] cfr. AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, cit. pag. 686.

[14] Così V. Spataro in AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, pag. 689.

[15] Si pensi alla recente sentenza della Corte di Cassazione - sezioni unite civili del 9 ottobre 2001, n 12367/2001 sulla sottoposizione alla giustizia contabile delle Società che gestiscono i parcheggi pubblici a pagamento, inserita in internet (www.amcorteconti.it e www.giust.it) immediatamente dopo la pubblicazione.

[16] Così V. Spataro in AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, pag. 692.

[17] Alla pagine web http://www.europarl.eu.int/ombudsman/code/it/default.htm si rinviene materiale sul Mediatore europeo dove è riportato il «Codice di Buona Condotta Amministrativa».

[18] Così V. Spataro in AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, pag. 695.

[19] Si pensi, ad esempio, al sito del Sole 24 Ore all’indirizzo www.sole24ore.com .

[20] Così V. Spataro in AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, pag. 694.

[21] Ad esempio sulla rivista www.giust.it è aperto un dibattito sulle novità provenienti dalla legge n. 89 del 2001 e tra i vari commenti si segnala quello dell'Avvocato dello Stato Giuseppe Dell'Aira sul «Diritto al termine ragionevole del processo con le procedure interne previste dalla legge 89/01»; ma anche quello relativo ai primi commenti sulla recentissima riforma costituzionale con un articolo di Tommaso Miele dal titolo «La riforma costituzionale del titolo V della seconda parte della Costituzione: gli effetti sull’ordinamento».

[22] A questo proposito si rinvia al sito www.giurisprudenza.it dell’ITALEDI s.r.l. dove nella sezione della dottrina sono riportati anche articoli già pubblicati sulla rassegna del Consiglio di Stato.

[23] Su questa rivista la dottrina è quasi sempre aperta alla lettura di tutti.

[24] Su questa rivista la dottrina è quasi sempre aperta alla lettura di tutti.

[25] In genere sulla stessa rivista è presente il form dove indicare il proprio indirizzo di posta elettronica dove si vuole ricevere la newsletter.

[26] Cfr. il forum on line della rivista dell’associazione magistrati della Corte dei Conti  www.amcorteconti.it .

[27] cfr.il sito http://www.studiocelentano.it/lenuovevocideldiritto.com dove è presente la dottrina più autorevole del diritto civile, con articoli di autori come Cendon, Gazzoni, Rodotà, Spada, Alpa, Maddalena etc…; per il diritto pubblico oltre le riviste già indicate si segnala anche http://www.cahiers.org/ rivista specializzata in materia di diritto pubblico dove sono pubblicati anche articoli di autori stranieri.

[28] Così V. Spataro in AA.VV. Internet, nuovi problemi e questioni controverse, a cura di G. Cassano, pag. 694.