Giurisprudenza e controllo

 

 

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  •   SEZIONI GIURISDIZIONALI REGIONALI

 

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MAPPA SENSIBILE

 

 

 

      

 

  • CORTE COSTITUZIONALE

- ordinanza del 5 aprile 2001 n. 102/2001 di rigetto dell'istanza di sospensione della delibera del Consiglio regionale della Lombardia n. VII/25 del 15 settembre 2000, recante “Proposta di indizione di referendum consultivo per il trasferimento delle funzioni statali in materia di sanità, istruzione, anche professionale, nonché di polizia locale, alla Regione" (link al sito www.giurcost.org )

- Dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 33 del d. l.vo 80/1998: la sentenza della Corte costituzionale del 17 luglio 2000 n. 292

- n. 52 del 15 febbraio 2000: Pensioni civili e militari – Riscatto dei servizi – Corso di studi svolto presso l’Accademia di belle arti ovvero presso istituti o scuole riconosciuti di livello superiore (post-secondario) – Omessa previsione del riscatto ai fini pensionistici – illegittimità costituzionale. (DPR 29 dicembre 1973, n. 109 articolo 13, primo comma - decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 articolo 2)

- N. 457 DEL 14-23 DICEMBRE 1999: Giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato - Corte dei conti - Controllo sugli enti di ricerca (CNR, ASI ed ENEA) - Riduzione dei poteri di controllo in esito a decreti legislativi del Governo - Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Governo, presentato dalla Corte dei conti - Funzione di controllo sugli enti ai quali lo Stato contribuisce in via ordinaria(Consiglio nazionale delle ricerche, Agenzia spaziale italiana, Ente per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente) - controllo successivo sui conti consuntivi, con esclusione del controllo sulla gestione degli enti

- N. 392 DEL 22 OTTOBRE 1999 (LINK): Che accoglie il ricorso della Regione Lombardia, con cui veniva sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato a seguito del giudizio instaurato dal procuratore regionale della  Corte dei conti, tramite il quale la magistratura contabile si proponeva di provare la eccessività degli esborsi, approvati dal presidente della Regione e dai componenti dell'ufficio di presidenza, ma soprattutto il mancato ritorno (progetti, opere, atti,  programmi) dei benefici culturali goduti dai partecipanti, durante i viaggi finanziati con denaro pubblico

- N. 371 DEL 20 NOVEMBRE 1998:  Responsabilità amministrativa e contabile - Limitazione ai casi di dolo e colpa grave - Decreto-legge n. 543 del 23 ottebre 1996 - Contrasto con gli artt. 3, 81, 97 e 103 della Costituzione - Non sussiste

 

 

ALTRI ORGANI GIURISIDIZIONALI (MISCELLANEA)

  •  TAR Puglia-Lecce, sez. III, sentenza 23.03.2009 n° 493: le aziende di Trasporto pubblico devono adeguare il servizio agli standard di qualità e di efficienza di cui all’art. 2, let. g), del D.Lgs. n. 206/2005.
  • TAR Toscana-Firenze, sez. I, sentenza 13.03.2009 n° 417: Sul divieto di operare extra moenia delle società pubbliche regionali e locali  (art. 13 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni) (lin a www.altalex.com )
  • Tribunale di Monza, sez. IV civile, sentenza n. 113 del 23 dicembre 2006: il legislatore, nel concedere agli enti locali, con l’art. 82 del D.Lgs 18.08.2000 n° 267, facoltà di sostituire la corresponsione dei gettoni di presenza dei consiglieri con la erogazione di una “indennità di funzione”, ha inteso introdurre metodi di computo suscettibili di razionalizzare l’intera materia e di volgerla nella direzione di un contenimento della correlativa spesa; le detrazioni dalle indennità in caso di non giustificata assenza dalle sedute degli organi collegiali sono espressione dell’intento del legislatore di evitare che l’indennità di funzione corrisponda ad una sorta di appannaggio, sempre e comunque goduto dal consigliere comunale, anche indipendentemente dalla sua effettiva partecipazione alla attività consiliare.

 

  TAR Puglia-Bari, sentenza 23.11.2005 n° 5011: Esulano dall’ambito della giurisdizione amministrativa, per rientrare in quello della giurisdizione ordinaria, le controversie relative all’impugnazione di un’iscrizione ipotecaria compiuta da un concessionario per la riscossione di tributi pubblici, atteso che tali controversie hanno ad oggetto un istituto di carattere civilistico (iscrizione ipotecaria) che trae fondamento in un rapporto privatistico di credito-debito, ancorché avente scaturigine da un’obbligazione tributaria; con la conseguenza che la posizione giuridica sostanziale in tali casi azionata deve qualificarsi di diritto soggettivo e non già di interesse legittimo.

 T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI - SEZIONE I - Sentenza 18 ottobre 2005 n. 16661: alla Corte dei conti è devoluta una giurisdizione tendenzialmente generale per tutta la materia relativa alla contabilità pubblica. La giurisdizione della Corte dei conti deve ritenersi estesa anche alla pretesa risarcitoria dell’amministrazione concedente il servizio di riscossione dei tributi per la mancata riscossione o per l’appropriazione di entrate tributarie o patrimoniali spettanti all’ente locale in quanto l’inadempimento da cui sarebbe derivato il danno è pur sempre ascrivibile alla società concessionaria nella sua qualità di agente contabile

TAR LAZIO - ROMA, SEZ. II TER - sentenza 1 settembre 2005 n. 6497: il provvedimento con il quale la P.A.decide di recuperare emolumenti non dovuti a pubblici dipendenti costituisce per la P.A. l'esercizio di un vero e proprio diritto soggettivo a contenuto patrimoniale, ex art. 2033 cod. civ. ed è privo di valenza provvedimentale, avendo natura di atto paritetico. Con la conseguenza che il recupero di emolumenti indebitamente corrisposti a pubblici dipendenti non richiede l’assolvimento dell'onere di comunicazione di avvio del relativo procedimento all’interessato ex artt. 7 e segg. L. n. 241 del 1990; mentre la buona fede dell'accipiens non è di ostacolo all'esercizio, da parte dell'Amministrazione, del diritto di ripetere le somme indebitamente erogate ai sensi dell'art. 2033 cod. civ.

Tribunale Forlì - sez. Cesenza, sentenza 30.08.2005 n° 304: in ipotesi di sinistro stradale cagionato da un grosso pneumatico abbandonato sulla carreggiata di una strada statale, essendo avvenuto il fatto su un bene demaniale che per la sua notevole estensione e l’uso generale e diretto da parte degli utenti, non è oggettivamente suscettibile di un controllo in tempo reale da parte dell’Ente proprietario, (nella fattispecie l’Anas S.p.a.), il danneggiato può invocare, a sostegno delle sue pretese risarcitorie, unicamente la responsabilità ex art. 2043 c.c.. della P.A. e non la disciplina di cui all’at. 2051 c.c.; con la conseguenza che qualora detto danneggiato si limiti a provare che il pneumatico non era né visibile né prevedibile, ma non fornisca la prova che esso si trovava sulla carreggiata da tempo sufficiente a rendere esigibile un intervento da parte dell’Anas, la domanda deve essere rigettata. (link a www.altalex.com )

giudice di Pace di Fabriano, sentenza del 17.11.2004: è l'ente gestore del parco l'unico soggetto obbligato nei confronti di chi abbia subito un danno all'interno del parco stesso (investimento di cinghiale)
 Corte di giustizia delle comunità europee, conclusioni dell'Avvocato generale Jacobs presentate il 17 marzo 2005, sulla compatibilità dell'IRAP con il diritto comunitario (conclusioni sfavorevoli all'Italia): un'imposta nazionale come l'imposta regionale sulle attività produttive, che  è riscossa su tutte le persone fisiche e giuridiche che esercitano abitualmente un’attività diretta alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi, che colpisce la differenza tra i ricavi e i costi dell’attività tassabile,  che è applicata in ordine a ciascuna fase del processo di produzione e di distribuzione corrispondente ad una cessione o ad una serie di cessioni di beni o servizi effettuate da un soggetto passivo, e che impone, in ciascuna di tali fasi, un onere che è globalmente proporzionale al prezzo al quale i beni o servizi sono ceduti dev’essere qualificata come un’imposta sulla cifra d’affari vietata dall’art. 33, n. 1, della sesta direttiva. Tuttavia, per coloro che cercano di far valere la pronuncia che la Corte emanerà, gli effetti di essa dovrebbero essere soggetti ad una limitazione nel tempo, con riferimento ad una data che dovrà essere fissata dalla Corte (tratto dalla banca dati istituzionale della Corte di giustizia www.curia.eu.int)
 Tribunale di Milano, sezione lavoro, 29 giugno 2004: sussiste la responsabilità civile di un ente pubblico per il danno biologico ed il danno esistenziale subito da una dipendente (fattispecie di mobbing)
Corte di giustizia europea, sentenza 11 gennaio 2005: nell’ipotesi in cui un’amministrazione aggiudicatrice intenda concludere un contratto a titolo oneroso relativo a servizi rientranti nell’ambito di applicazione ratione materiae della direttiva 92/50, come modificata dalla direttiva 97/52, con una società da essa giuridicamente distinta, nella quale la detta amministrazione detiene una partecipazione insieme con una o più imprese private, le procedure di affidamento degli appalti pubblici previste dalla citata direttiva debbono sempre essere applicate (link a www.altalex.it )
Giudice di Pace , Castellammare di Stabbia (NA), sentenza 18.02.2005: la responsabilità dell'Ente per la cattiva manutenzione stradale non viene meno con l'affidamento della manutenzione a soggetti terzi
 Tribunale penale di Terni, ord. del 30 marzo 2004: All’azienda ospedaliera non spetta un ruolo rappresentativo degli interessi della collettività e, pertanto, va dichiarata inammissibile per difetto di legittimazione passiva la relativa costituzione di parte civile finalizzata al risarcimento del danno derivante dal "grave turbamento" subito dalla collettività (utenti ed operatori sanitari) in conseguenza della loro esposizione al pericolo di grave danno alla salute, turbamento peraltro già considerato dalla Corte dei conti quale parametro di valutazione del danno all’immagine subito dalla medesima Azienda ospedaliera La Corte dei Conti ha giurisdizione sul solo danno "patrimoniale" connesso alla lesione del diritto all'immagine, cioè sugli effetti patrimoniali ed economici che tale lesione ha prodotto sulla sfera giuridica del soggetto leso, mentre la giurisdizione sul danno all’immagine in sé, quale danno non patrimoniale, spetta al giudice ordinario, non essendo, per loro natura, i danni non patrimoniali riconducibili al concetto di "danno erariale".
 Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione Staccata di Latina – sentenza n. 210 del 15 aprile 2004: In presenza di una procedura per il dissesto di un ente locale, i debiti fuori bilancio sono posti a carico dell'ente medesimo, e quindi della comunità locale di cui l'ente è esponenziale, solo quando questi siano riconosciuti, necessari per l'esercizio delle funzioni e dei servizi pubblici di competenza dell’ente per legge; invece, nel caso del mancato riconoscimento di tale qualità, i debiti fuori bilancio sono individuati in allegato al provvedimento di approvazione del piano di risanamento e sono posti a carico dei soggetti che ne hanno disposto l’esecuzione, senza oneri per l'ente. Successivamente all’approvazione del piano di risanamento il consiglio comunale dell’ente locale, già sottoposto alla procedura di dissesto, è tenuto ad individuare i responsabili e ad esperire le procedure per la copertura da parte degli stessi di ogni onere addebitato all’Ente, con la conseguenza che la legittimazione a ricorrere contro la determinazione Ministeriale di approvazione del piano di risanamento compete non già al Comune, bensì ai soggetti a carico dei quali sono poste le spese in parola.

- CORTE D’APPELLO DI TORINO, SEZ. II CIVILE - Decreto 5 settembre 2001 n. 1157 : e’ inammissibile la domanda di risarcimento danni proposta per violazione da parte dello Stato italiano dell’articolo 6 par. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (mancato rispetto del principio del termine ragionevole di durata dei processi), ove non sia stato individuato quale comportamento del giudice, del cancelliere, etc., in concreto, doloso o colposo abbia leso il diritto dell’interessato ad ottenere giustizia in un «termine ragionevole», non sia stato descritto «l’evento ingiusto», legato da nesso di causalità con quelle azioni o omissioni dolose o colpose. (link a www.giust.it