91  /SR/QM                                            Sentenza n.           14/99/QM

                                                                                      Pubblicata il:           24/05/99

   Depositata in

   Segreteria  il:             01/02/99

   Rimessa dal:        Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria

   su giudizi:            n. 978/C proposto da BRANDOLINO Pasquale c/ MINISTERO TESORO

                               (INPDAP)

   Udienza:                  12/05/99            Relatore:      Cristina ZUCCHERETTI

   Argomento:          Materia pensionistica civile

   Oggetto:               Se al personale del comparto degli Enti Locali, cessato dal servizio dopo l'entrata

                                in vigore dell'accordo di settore approvato con D.P.R. 25/6/83 n. 347, ma prima

                               dell'erogazione di alcuni dei previsti aumenti, competa la liquidazione del

                               trattamento pensionistico che tenga conto dell'intero importo degli aumenti nella

                               misura prevista dall'art. 26, con applicazione anche delle quote percentuali di

                               scaglionamento, regolate dall'art. 42 del medesimo accordo, che siano maturate

                               successivamente al collocamento a riposo.

   Massima                                           Rivista:          3°/99

E' inammissibile una questione di massima, per altro circoscritta ad un ambito territoriale definito e ristretto

riferita alla interpretazione di una disposizione contrattuale relativa a comparto diverso da quello del ricorrente ed

 in ordine al quale non si ravvisa contrasto giurisprudenziale.


 

92/SR/QM                             Sentenza n. 22/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 19/07/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                03/02/99

 

Rimessa dal:                 Procuratore generale

 

Sui giudizi:  243/IC/PC proposto dal INPDAP c/ BELLOMO Andrea e per lui gli eredi avverso la sent. 106/97 del 9.4.97 – 30.5.97 della Sezione Giur.le per la Regione Puglia.

 

 

Udienza:                      26/05/99                                       Relatore: Giuseppe RANUCCI

 

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Argomento:                  Materia pensionistica civile.

 

Oggetto:                       Efficacia sul trattamento pensionistico dello scaglionamento dei benefici stipendiali previsti dagli accordi contrattuali di comparto, ancorché non goduti anteriormente alla cessazione dal servizio.

 

Massima                       Rivista n. 4/99

 

Le problematiche sottese all’interpretazione degli accordi collettivi di lavoro attengono a profili di generalizzata applicazione ad un comparto assai vasto di lavoratori, esigendo una soluzione uniforme, al fine di evitare inammissibili differenziazioni, che comporterebbero gravi sperequazioni tra personale in identica posizione; ed è pertanto ammissibile, pur in presenza di un limitato contrasto giurisprudenziale in grado di appello, una questione di massima posta in tal senso.

L’accordo approvato con D.P.R. n. 348 del 1983 per il personale delle Unità sanitarie locali, a differenza di altri accordi della stessa tornata contrattuale, regola esclusivamente il trattamento giuridico ed economico del personale in servizio; e, pertanto, per quanto concerne la disciplina del trattamento di quiescenza, occorre ricondursi al regime previdenziale delle relative Casse pensioni, da ciò derivando che la retribuzione pensionabile è solo quella effettivamente goduta dal dipendente al momento della cessazione dal servizio, momento che segna altresì il mutamento dello stato giuridico e la conseguente cessazione e inapplicabilità del contratto collettivo, da cui il pensionato non è più assistito.

 

93/SR/QM                             Sentenza n. 20/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 07/07/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                25/02/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi:  n. 9718/IIIC/A (178/C/A) proposto da PICCIONE Paolo avverso la sent. 82/96 del 27.10.95 – 15.4.96 della Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana

 

 

Udienza:                      09/06/99                                       Relatore: Rocco DI PASSIO

 

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Argomento:                  Istituto dell’abbandono.

 

Oggetto:                       Sopravvivenza o meno, alla luce dell’ordinamento positivo vigente, dell’istituto dell’abbandono previsto dall’art. 75 R.D. 1214/34 con riferimento all’appello nel giudizio contabile; - in caso di conferma della sopravvivenza dell’istituto, quale sia la decorrenza del termine per la pronuncia di abbandono.

 

Massima                       Rivista n. 4/99

 

Anche successivamente all’entrata in vigore della l. n. 639/1996 è da ritenersi vigente in ordine agli appelli l’art. 75 R.D. n. 1214/1934, che prevede l’abbandono nelle ipotesi di inattività delle parti, nel caso in cui non si sia verificato alcun atto di procedura per il decorso di un anno, non essendo rilevabile una disparità processuale delle parti ed essendo compatibile tale norma con altri effetti tipici ricondotti dalla disciplina processuale all’inerzia.

 

94/SR/QM                             Sentenza n. 23/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 24/07/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                02/03/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Emilia Romagna

 

Sui giudizi:  n. 6839/C proposto da NATALE Antonino c/ Prefettura di Bologna

 

Udienza:                      16/06/99                                       Relatore: Angelo DE MARCO

 

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Argomento                  Materia pensionistica civile.

 

Oggetto:                       Ambito di applicazione dell’accordo sindacale collettivo per il personale dei ruoli della Polizia di Stato di cui al D.P.R. 27/3/1984 n. 69, con riferimento alla spettanza o meno al personale, cessato dal servizio di vigenza economica di questo, del trattamento pensionistico dapprima calcolato sugli scaglioni di aumento in relazione alla data della cessazione dal servizio e poi definitivamente quantificato sulla retribuzione finale prevista dall’accordo stesso.

 

Massima                       Rivista n. 5/99

 

Il punto di diritto deciso dalle Sezioni Riunite in sede di soluzione di questione di massima non può considerarsi definito una volta per tutte, rivestendo efficacia vincolante nel solo giudizio nel quale è stata sollevata, mentre per i Collegi giudicanti che valutano fattispecie analoghe costituisce un precedente autorevole dato l’organo da cui promana; e, pertanto, nel rispetto delle altre condizioni di ammissibilità, il deferimento di questione di massima già decisa deve ritenersi in linea di principio ammesso.

   Pur non essendo preclusa in linea di principio una questione di massima già in precedenza decisa dalle Sezioni Riunite, la sua ammissibilità richiede la prospettazione, da parte del remittente, di elementi nuovi non precedentemente considerati o rappresentati, ovvero di sopravvenuti mutamenti legislativi o giurisprudenziali, o di nuove e diverse motivazioni sulle quali in precedenza non ci sia soffermati, venendosi altrimenti a configurare una mera richiesta di riesame (fattispecie relativa agli effetti in materia pensionistica dell’accordo sindacale collettivo per il personale dei ruoli della Polizia di Stato, di cui al D.P.R. n. 69/1984).

 

 

95/SR/QM                             Sentenza n. 1/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 03/01/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                08/03/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi:  n. 8336 (1336/PC/III/C) proposto dal Ministero del Tesoro c/ MORELLO Aldo, avverso la sent. n. 73/98/C del 17.3.98, della Sezione Giur.le per la Regione Siciliana.

 

Udienza:                      27/10//99                                       Relatore: Angelo DE MARCO

 

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Argomento:                  Materia pensionistica.

 

Oggetto:                       Se, ai sensi dell’art. 99, comma 5, del D.P.R. n. 1092/1973, il pensionato che presti opera retribuita presso terzi e che, per tale prestazione, percepisca, in aggiunta alla retribuzione, anche l’indennità integrativa speciale o altra indennità avente analoga funzione, abbia o no diritto a percepire, in aggiunta all’indennità integrativa speciale sulla retribuzione, anche quella relativa alla pensione.

 

Massima                       Rivista n. 1/00

 

A seguito della  dichiarazione di parziale incostituzionalità dell’art. 99, c. 5°, del D.P.R. n. 1092/1973, che ha censurato la generalizzata riduzione del trattamento pensionistico se motivata unicamente dallo svolgimento di una nuova attività retributiva, deve ritenersi ammesso per il pensionato il cumulo di due indennità integrative speciali su pensione e retribuzione solo ove quest’ultima – calcolata al lordo delle ritenute erariali previdenziali, ma con esclusione della stessa indennità integrativa speciale – non superi il limite corrispondente all’importo reddituale massimo annualmente stabilito per la sussistenza della condizione economica di “nullatenenza” dei congiunti ai fini della reversibilità ordinaria, altrimenti operando il divieto disposto da detta norma.

 

 

96/SR/QM                             Sentenza n. 27/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 07/12/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                12/03/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Marche.

 

Sui giudizi:  

 

Udienza:                       03/11//99                                       Relatore: Nicola MASTROPASQUA

 

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Argomento:                  Procedura – Notifica termine di proroga.

 

Oggetto:                       Necessità o meno della notifica o comunicazione alle parti dell’istanza di proroga del termine per il deposito dell’atto di citazione e dell’ordinanza di accoglimento dell’istanza stessa.

 

Massima                       Rivista n. 6/99

 

L’invito a dedurre e le deduzioni del soggetto indagato non possono funzionalmente porsi nella prospettiva di una contrapposizione dialettica di tesi e prove tra parti processuali, essendo a ciò preordinato il giudizio, mentre l’invito si colloca in una  prospettiva sostanzialmente collaborativa e di impulso di un’attività del Pubblico Ministero, da parte di un soggetto che ha in questo modo la possibilità giuridica di una difesa avanzata dei propri interessi, attraverso lo svolgimento di una istruttoria più ampia ed approfondita, non potendo pertanto trovare ingresso il principio di cui all’art. 101 c.p.c..

Il termine fissato dall’art. 5, c. 1° della l. n. 19 del 1994, per l’emissione dell’atto di citazione è posto a bilanciamento degli interessi sottesi all’attività del Procuratore regionale, sia di compiutezza delle indagini istruttorie, che di definizione in tempi ravvicinati delle posizioni soggettive, attenendo la valutazione del giudice sulla richiesta di proroga avanzata dal Procuratore regionale all’esistenza di giusti motivi, in ordine a cui non si riscontra per l’invitato nessun interesse, se non di mero fatto, alla definizione di una situazione preprocessuale (interesse indirettamente protetto attraverso la verifica del giudice della non pretestuosità della richiesta e dell’applicabilità, almeno tendenziale, dei criteri enucleabili dall’art. 154 c.p.c.); e pertanto, non occorre una notifica all’invitato dell’istanza di proroga dei termini nel procedimento in camera di consiglio, non potendo in tale sede svolgere alcuna attività processuale.

E’ manifestamente infondata la questione di costituzionalità delle norme relative al procedimento relativo sulla richiesta di proroga avanzata dal procuratore regionale per l’emissione dell’atto di citazione.

In assenza di un gravame al giudice d’appello avverso il provvedimento emesso sulla richiesta di proroga entro il termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione o notificazione - nella specie avvenuta in sede di discussione orale -, ai sensi dell’art. 739 c.p.c., questo conserva la sua piena efficacia, non potendo essere fatta valere nel giudizio di merito alcuna asserita nullità, risultando di conseguenza inammissibile, in quanto inutiler data, la questione di massima relativa alla nullità del provvedimento di proroga.

97/SR/QM                             Sentenza n. 20/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 07/07/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                09/04/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi:  appello  n. 179-IIIC/A - 09179

 

 

Udienza:                      09/06/99                                       Relatore: Rocco DI PASSIO

 

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Argomento:                  Istituto dell’abbandono.

 

Oggetto:                       Sopravvivenza o meno, alla luce dell’ordinamento positivo vigente, dell’istituto dell’abbandono previsto dall’art. 75 R.D. 1214/34 con riferimento all’appello nel giudizio contabile; - in caso di conferma della sopravvivenza dell’istituto, quale sia la decorrenza del termine per la pronuncia di abbandono.

 

Massima                       Rivista n. 4/99

 

Anche successivamente all’entrata in vigore della l. n. 639/1996 è da ritenersi vigente in ordine agli appelli l’art. 75 R.D. n. 1214/1934, che prevede l’abbandono nelle ipotesi di inattività delle parti, nel caso in cui non si sia verificato alcun atto di procedura per il decorso di un anno, non essendo rilevabile una disparità processuale delle parti ed essendo compatibile tale norma con altri effetti tipici ricondotti dalla disciplina processuale all’inerzia.

 

98/SR/QM                             Sentenza n. 24/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 04/10/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                23/04/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione II giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi:  132/IIC/APC proposto da Ministero Pubblica Istruzione – Provveditorato agli Studi di Oristano nei confronti di DELITALA Giovanna Caterina in SEGNI.

 

 

Udienza:                      22/09/99                                       Relatore: Domenico ZUPPA

 

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Argomento:                  Materia pensionistica.

 

Oggetto:                       1) Se nei confronti del pensionato che fruisce di trattamento provvisorio decorra la prescrizione dei ratei dei benefici di cui al D.P.R. 25.6.1983, n. 345 via via maturati e potenzialmente dovute dalle date ivi indicate ma non materialmente pagati né liquidati;

                                    2) Se l’eventuale prescrizione inizi dalla data di decorrenza degli aumenti secondo la scansione temporale, normativamente prevista ovvero da quella di comunicazione del trattamento provvisorio che contenga la liquidazione solo di parte dei benefici annuali spettanti, ovvero da altra data.

 

Massima                       Rivista n. 5/99

 

La questione di massima deferita alle Sezioni Riunite deve avere carattere di generalità e di obiettiva problematicità, la cui soluzione sia funzionale alla definizione, in tutto o in parte, del giudizio nel quale viene sollevata; occorrendo che tali presupposti sussistano non solo nel momento in cui essa viene posta, ma anche all’atto della pronuncia; e, pertanto, è improcedibile una questione che abbia nelle more trovato compiuta e coerente soluzione, senza che dall’ordinanza di rimessione sopravvengano o permangano significativi elementi residuali di incertezza o di contrasti interpretativi (fattispecie relativa alla prescrizione dei ratei pensionistici, decisa con sentenza delle SS.RR. n. 10/99/QM del 23 aprile 1999).

 

99/SR/QM                             Sentenza n. 25/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 17/11/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                26/04/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Marche

 

Sui giudizi: giudizio n. 137/R proposto da procuratore Regionale c/ MEUCCI E. – CIBATI G. – PADRONI A. -  ARMATI F. – MEZZACAPO L. – COLLARI F. – PICCIONE S: - RIZZO B. – COSTA P..

 

 

Udienza:                      29/09/99                                       Relatore: Michael SCIASCIA

 

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Argomento:                  Competenza territoriale.

 

Oggetto:                       Esatta portata applicativa dei criteri di determinazione della competenza territoriale tra le Sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti quali fissati dall’art. 2 lettera B, della legge n. 658/1984, espressamente richiamati dall’art. 1, comma 3 della legge n. 19/1994; eventuale spostamento di competenza per motivi di connessione.

 

Massima                       Rivista n. 6/99

 

Le pronunce delle Sezioni Riunite in sede di risoluzione di questione di massima non hanno un valore meramente consultivo, nel senso di fornire un autorevole parere chiarificatore al giudice remittente, bensì quello di una decisione vincolante esclusivamente nel giudizio in corso (anche se dotata di un ruolo accessorio di indicazione ermeneutica a valenza generale); e, pertanto, è da ritenersi inammissibile, in quanto irrilevante, una questione di massima relativa alla competenza territoriale e prospettata dal remittente dopo essersi pronunciato con sentenza non definitiva su questioni d’ordine processuale afferenti l’ammissibilità e la nullità della citazione del Procuratore generale, così implicitamente presupponendo la competenza, atteso che questa, tra le questioni pregiudiziali, ha logicamente carattere prioritario.

 

 

100/SR/QM                           Sentenza n. 26/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 07/12/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                28/04/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi: Appello 1320/PC/IIIC – 8320 proposto da NATOLI Giuseppe c/ INPDAP (ex CPDEL)

 

Udienza:                      13/10//99                                       Relatore: Claudio G. GATTI

 

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Argomento:                  Materia pensionistica.

 

Oggetto:                       Se, ai fini della determinazione della retribuzione annua contributiva debba aversi riguardo agli emolumenti effettivamente corrisposti in servizio o semplicemente agli emolumenti dovuti come remunerazione dell’attività lavorativa.

 

Massima                       Rivista n. 6/99

 

E’ inammissibile una questione di massima posta alle SS.RR. in sede di soluzione di questione di massima ove il remittente non abbia indicato idonei elementi ed adeguate argomentazioni, esplicitando i termini dell’asserito contrasto giurisprudenziale (nella fattispecie risulterebbe peraltro irrilevante nel giudizio a quo l’eventuale soluzione alla questione prospettata, trattandosi sostanzialmente di diverso problema concernente il potere di sindacare, in sede amministrativa e giurisdizionale, provvedimenti inerenti direttamente al rapporto d’impiego, pur riservando effetti sul piano pensionistico).

 

 

 

 

101/SR/QM                           Sentenza n.1/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 03/01/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il                 28/4/99

 

Rimessa dal                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’appello

 

Sui giudizi         n.10051/PC/III proposto da Visciola Carlo c/ Ministero Tesoro e DPT Roma

 

 

Udienza                       27/10/99                                       Relatore: Angela SILVERI

                                                                                        Estensore: Angelo DE MARCO          

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Argomento:                  Procedura

 

Oggetto:                       Se, l’art. 2, VI e VII comma della legge 27 maggio 1959 n. 324 sia da ritenersi effettivamente espunto dal sistema attesi i richiami effettuati da disposizioni successive alla sua trasfusione dell’art. 99, comma 5, del D.P.R n. 1092/1973.

 

Massima                       Rivista n. 1/00

 

A seguito della  dichiarazione di parziale incostituzionalità dell’art. 99, c. 5°, del D.P.R. n. 1092/1973, che ha censurato la generalizzata riduzione del trattamento pensionistico se motivata unicamente dallo svolgimento di una nuova attività retributiva, deve ritenersi ammesso per il pensionato il cumulo di due indennità integrative speciali su pensione e retribuzione solo ove quest’ultima – calcolata al lordo delle ritenute erariali previdenziali, ma con esclusione della stessa indennità integrativa speciale – non superi il limite corrispondente all’importo reddituale massimo annualmente stabilito per la sussistenza della condizione economica di “nullatenenza” dei congiunti ai fini della reversibilità ordinaria, altrimenti operando il divieto disposto da detta norma.

102/SR/QM                           Sentenza n. 27/1999/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 07/12/1999

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                03/06/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Marche.

 

Sui giudizi: Ricorso n. 139/R – proposto da BERETTINI Floriano, ALBA Fausto e BASSOTTI Alfio.

 

Udienza:                      03/11/99                                       Relatore: Nicola MASTROPASQUA

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Argomento:                  Procedura – Notifica termine di proroga.

 

Oggetto:                       Necessità o meno della notifica o comunicazione alle parti dell’istanza di proroga del termine per il deposito dell’atto di citazione e dell’ordinanza di accoglimento dell’istanza stessa.

 

Massima                       Rivista n. 6/99

 

L’invito a dedurre e le deduzioni del soggetto indagato non possono funzionalmente porsi nella prospettiva di una contrapposizione dialettica di tesi e prove tra parti processuali, essendo a ciò preordinato il giudizio, mentre l’invito si colloca in una prospettiva sostanzialmente collaborativa e di impulso di un’attività del Pubblico Ministero, da parte di un soggetto che ha in questo modo la possibilità giuridica di una difesa avanzata dei propri interessi, attraverso lo svolgimento di una istruttoria più ampia ed approfondita, non potendo pertanto trovare ingresso il principio di cui all’art. 101 c.p.c..

Il termine fissato dall’art. 5, comma 1° della l. n. 19 del 1994, per l’emissione dell’atto di citazione è posto a bilanciamento degli interessi sottesi all’attività del Procuratore regionale, sia di compiutezza delle indagini istruttorie, che di definizione in tempi ravvicinati delle posizioni soggettive, attenendo la valutazione del giudice sulla richiesta di proroga avanzata dal Procuratore regionale all’esistenza di giusti motivi, in ordine a cui non si riscontra per l’invitato nessun interesse, se non di mero fatto, alla definizione di una situazione preprocessuale (interesse indirettamente protetto attraverso la verifica del giudice della non pretestuosità della richiesta e dell’applicabilità, almeno tendenziale, dei criteri enucleabili dall’art. 154 c.p.c.); e pertanto, non occorre una notifica all’invitato dell’istanza di proroga dei termini nel procedimento in camera di consiglio, non potendo in tale sede svolgere alcuna attività processuale.

E’ manifestamente infondata la questione di costituzionalità delle norme relative al procedimento relativo sulla richiesta di proroga avanzata dal procuratore regionale per l’emissione dell’atto di citazione.

In assenza di un gravame al giudice d’appello avverso il provvedimento emesso sulla richiesta di proroga entro il termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione o notificazione - nella specie avvenuta in sede di discussione orale -, ai sensi dell’art. 739 c.p.c., questo conserva la sua piena efficacia, non potendo essere fatta valere nel giudizio di merito alcuna asserita nullità, risultando di conseguenza inammissibile, in quanto inutiler data, la questione di massima relativa alla nullità del provvedimento di proroga.

103/SR/QM                           Sentenza n. 2/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 15/02/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il                 26/07/99

 

Rimessa dal                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Puglia

 

Sui giudizi         n. 447/EL proposto dal Sig. MARZO Corradino

 

 

Udienza                       15/12/99                                       Relatore: Nicola MASTROPASQUA

 

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Argomento:                  Procedimento cautelare

 

Oggetto:                       1) se, nel procedimento cautelare dinanzi alla Corte dei conti, competente a pronunciarsi sull’istanza di revoca di cui all’art. 669 decies c.p.c. presentata dopo l’introduzione del giudizio di merito sia - tanto in ipotesi di sequestro ante causam quanto in ipotesi di sequestro in corso di causa - il Giudice designato, ovvero il Collegio;

                                    2) nel primo caso, se l’istanza debba essere prodotta direttamente allo stesso Giudice Designato che ebbe a pronunciare il provvedimento cautelare, di cui si chiede la revoca, ovvero al Presidente della Sezione Giurisdizionale ai fini di una nuova “designazione”; in tal’ultima ipotesi, se debba essere designato lo stesso magistrato che ebbe a pronunciare il provvedimento cautelare, ovvero se possa esserne designato – salvi evidentemente i casi di impedimento o di cessazione di posto di funzione di quest’ultimo – altro diverso;

                                    3) nel secondo caso, se la discussione dinanzi al Collegio debba avvenire in Camera di Consiglio, in analogia a quanto previsto per il reclamo ai sensi dell’art. 669 terdecies, 3° comma e 737 c.p.c. ovvero se debba essere svolta in pubblica udienza.

 

Massima                       Rivista 1/00

 

In coerenza ai principi processuali ed alla struttura ed alle scansioni proprie del procedimento cautelare, che vede la competenza affidata al giudice singolo, mentre al Collegio è demandato l’esame del reclamo avverso le pronunce da questi adottate, nel giudizio di responsabilità amministrativa l’esame della richiesta di modifica o revoca del sequestro conservativo spetta al giudice monocratico designato dal presidente della Sezione giurisdizionale, al quale va presentata l’istanza.

104/SR/QM                           Sentenza n. 04/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 27/03/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                28/09/99

 

Rimessa dal:                 Procuratore Generale

 

Sui giudizi: n. 3121/C – Ministero Grazia e Giustizia  c/ DE GEROLAMO  Franceschina

 

Udienza:                      09/01/2000                                       Relatore: Giovanni BENCIVENGA

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                  Materia pensionistica.

 

Oggetto:                       Interpretazione giurisprudenziale della norma dell’art. 6 n. 6 della legge 19/94 attributiva del potere al “Procuratore Generale di ricorrere in materia pensionistica, nell’interesse della legge”.

 

Massima                       Rivista n. 2/00

 

         Il Procuratore Generale della Corte dei conti competente, all’epoca, in quanto unico organo del Pubblico Ministero presso la magistratura contabile, a proporre ricorso nell’interesse dell’erario, contro un provvedimento, potenzialmente dannoso per la finanza pubblica, è altresì competente in via esclusiva alla riassunzione del giudizio presso le Sezioni regionali a seguito del decentramento introdotto con il d.l. n. 453/1993 (convertito nella legge n. 19/1994) a nulla rilevando, al fine di risolvere la specifica problematica, la diversa e al momento, astratta questione relativa all’individuazione dell’organo competente (Procuratore generale o regionale) a proporre il nuovo e diverso istituto del ricorso nell’interesse della legge introdotto dall’art. 6 del citato d.l. n. 453/1993.

 

 

 

105/SR/QM                           Sentenza n. 11/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 15/11/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                09/09/99

 

Rimessa dal:                 Procuratore Generale

 

Sui giudizi: n. 50289 proposto da PALLADINO Giorgio avverso Ministero Difesa.

 

Udienza:                      20/09/2000                                       Relatore: Silvio AULISI

 

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Argomento:                  Materia pensionistica.

 

Oggetto:                       Se ai fini dell’attribuzione dei benefici previsti dalla legge 19 febbraio 1979 n. 53 agli ufficiali delle Forze Armate esodati in forza della legge n. 804/73 la permanenza in posizione di ausiliaria debba decorrere dalla data di raggiungimento dei limiti di età, ovvero dall’effettivo collocamento in quiescenza.

 

Massima                       Rivista:

 

 

 

 

106/SR/QM                           Sentenza n. 8/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 12/09/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                12/11/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio

 

Sui giudizi: n. 05274/G proposto da FOLCARELLI Anna avverso Ministero del Tesoro

 

Udienza:                      16/05/2000                                       Relatore: Pelino SANTORO

 

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Argomento:                  Pensioni di guerra.

 

Oggetto:                       Criteri per la quantificazione del trattamento pensionistico da attribuire alle vittime di violenze carnali occasionate da fatti di guerra a titolo di indennizzo per i danni non patrimoniali subiti; modalità e termini per azionare il diritto a predetto indennizzo.

 

Massima                       Rivista:

 

 

 

 

107/SR/QM                           Sentenza n. 03/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 02/03/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                15/11/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello.

 

Sui giudizi: n. 10529/PG proposto da Min. Tesoro avverso Fernanda MONTI

 

Udienza:                      06/02/2000                                       Relatore: Domenico ZUPPA

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                  Pensioni di guerra.

 

Oggetto:                       Applicazione della normativa di cui al combinato disposto dagli artt. 42-100-128 e 133 del D.P.R. 915/78 in relazione alle statuizioni della sentenza della Corte Costituzionale n. 361/1993 (che ha dichiarato la illegittimità dell’art. 42 D.P.R. 915 del 1978) in ordine al riacquisto o meno del diritto a pensione di guerra della vedova di caduto di guerra risposatasi a seguito del decesso del secondo marito.

 

Massima                       Rivista n. 2/00

 

         Presupposto per il deferimento alle Sezioni Riunite della Corte dei conti di una questione di massima è l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale tra le diverse Sezioni di appello, ravvisabile solo nel caso in cui questioni identiche – o almeno assimilabili nei loro essenziali aspetti giuridici – abbiamo avuto soluzioni diverse, essendo viceversa fisiologico che rapporti differenti nei loro aspetti fattuali ricevano disciplina normativa differenziata e, conseguentemente, diversa regolamentazione processuale; pertanto allorché il presunto contrasto giurisprudenziale attenga a fattispecie distinte, non vi può essere luogo ad una pronuncia di massima da parte delle Sezioni Riunite.

 

 

 

108/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                15/11/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello.

 

Sui giudizi: appelli nn. 775/IC-A e 791/ICA proposti da DAL MASSO Carlo ed altri

 

Udienza:                      28/03/2001                                       Relatore: Angelo DE MARCO

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                  Responsabilità - Litisconsorzio

 

Oggetto:                       Se esista o meno in grado di appello litisconsorzio necessario ex art. 331 c.p.c. fra tutti i soggetti presenti in primo grado; se, di conseguenza, sia ammissibile l’appello di parte privata nei confronti di altro soggetto assolto in primo grado ovvero condannato per quota inferiore a quello dell’appellante.

 

 

Massima                       Rivista n.

 

 

 

 

 

109/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                24/11/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello.

 

Sui giudizi: appello n. 366/IC-A proposto da CARACUZZI Amleto

 

Udienza:                      28/03/2001                                       Relatore: Angelo DE MARCO

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                  Responsabilità - Litisconsorzio

 

Oggetto:                       Se esista o meno in grado di appello litisconsorzio necessario ex art. 331 c.p.c. fra tutti i soggetti presenti in primo grado; se, di conseguenza, sia ammissibile l’appello di parte privata nei confronti di altro soggetto assolto in primo grado ovvero condannato per quota inferiore a quello dell’appellante.

 

 

Massima                       Rivista n.

 

 

 

 

 

110/SR/QM                           Sentenza n. 07/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 26/07/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                22/12/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione II giurisdizionale centrale d’Appello.

 

Sui giudizi: appello n. 010083 proposto dal Procuratore Regionale Campania

 

Udienza:                      02/03/2000                                      Relatore: Edoardo ANDREUCCI

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                 

 

Oggetto:                       Se il danno sia da ritenere concentrato nel momento in cui si perfeziona l’obbligo debitorio o in quello dell’effettivo pagamento. In particolare se il termine prescrizionale iniziale decorra dall’adozione della delibera di inquadramento del personale ovvero della materiale corresponsione ai dipendenti delle conseguenti maggiorazioni stipendiali.

 

 

Massima                       Rivista n. 3/00

 

         Nel caso di danno per erogazione di una somma di danaro, la prescrizione comincia a decorrere dall’effettivo pagamento e, pertanto, nell’ipotesi di inquadramenti illegittimi di personale, il danno si realizza con i singoli pagamenti delle non dovute maggiorazioni stipendiali, ognuno dei quali è soggetto ad un proprio termine prescrizionale.

 

 

 

 

 

111/SR/QM                           Sentenza n. 06/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 17/05/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                28/12/99

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia.

 

Sui giudizi: giudizio n. 12452/PC proposto da AVALLONE Ida avverso Provveditorato agli Studi di Milano

 

Udienza:                      02/04/2000                                      Relatore: Pelino SANTORO

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                  Materia pensionistica

 

Oggetto:                       Sussistenza della giurisdizione della Corte dei conti e valutazione della legittimità nell’atto di dimissioni (in sé e alla luce della normativa procedimentale) di domanda di pensionamento.

 

 

Massima                       Rivista n. 3/00

 

         Il giudice pensionistico non può disapplicare, né conoscere incidenter tantum la legittimità degli atti amministrativi riguardanti la posizione di status del pubblico dipendente emanati dall’amministrazione di appartenenza (nella specie di accoglimento di domanda di collocam,ento a riposo di un insegnante).

 

 

 

 

 

 

112/SR/QM                           Sentenza n. 09/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 25/09/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                03/02/00

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione II giurisdizionale Centrale d’Appello.

 

Sui giudizi: appello n. 780/IIC-A proposto da INCAMINATO Roberto

 

Udienza:                      14/06/2000                                      Relatore: M. Teresa ARGANELLI

 

_____________________________________________________________________________

 

Argomento:                  Appello incidentale.

 

Oggetto:                       Termini per la proposizione dell’appello incidentale.

 

 

Massima                       Rivista n.

 

 

 

 

 

113/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                08/02/00

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello.

 

Sui giudizi: appelli nn. 195/IC-A – 10255 – 10525 proposti da CARDULLO Luigi e ANSELMI Ernesto

 

Udienza:                      28/03/2001                                      Relatore: Angelo DE MARCO

 

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Argomento:                  Responsabilità - litisconsorzio

 

Oggetto:                       Se, nei giudizi in materia di responsabilità amministrativa, ricorra o meno il litisconsorzio necessario sostanziale nei confronti di tutti i soggetti condannati od assolti nel grado precedente; se, ricorra o meno il litisconsorzio necessario processuale nei confronti di tutti i soggetti (condannati e/o assolti) nel giudizio di primo grado, ovvero nei confronti dei soli soggetti avverso la cui assoluzione o condanna sia formulate, con l’atto di appello, specifiche censure; se avverso le sentenze emesse in primo grado in materia di responsabilità amministrativa sia ammesso l’appello di parte privato; se nei giudizi di appello in materia di responsabilità amministrativa siano ammessi accertamenti incidentali nei confronti di soggetti condannati od assolti in primo grado e non presenti nel giudizio di appello.

 

Massima                       Rivista n.

 

 

 

 

 

114/SR/QM                           Sentenza n. 08/2000/QM

                       Pubblicata il: 12/09/2000

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                27/4/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione  giurisdizionale per la Regione Lazio

 

Sui giudizi: n. 07743/G  proposto da DE GIULI Antonia in Frattarelli ed eredi di Frattarelli Tommaso

 

 

Udienza:                      16/5/2000                                       Relatore: Pelino  SANTORO

 

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115/SR/QM                           Sentenza n. 10/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 24/10/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                11/5/2000

 

Rimessa dal:                 Procuratore Generale

 

Sui giudizi: n. 11893 della I Sezione giurisdizionale centrale d’Appello proposto da Pomponio Nunziato 

 

 

Udienza:                      27/09/2000                               Relatore:  Nicola MASTROPASQUA

 

 

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Argomento                  Materia pensionistica

 

Oggetto:                       Discrimine tra motivi di diritto e questioni di fatto nell’appello in materia pensionistica anche con riferimento alle interpretazioni prodotte dalla Suprema Corte di Cassazione, sull’art. 360, preso a base in via estensiva della precedente pronuncia di massima n. 10/98/QM.

 

Massima                       Rivista

116/SR/QM                           Sentenza n. 13/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 12/12/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                11/5/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi: n. 1138/PC/IIIC della III Sezione giurisdizionale centrale d’Appello proposto da Bruno MORETTI contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

Udienza:                      4//10/ 2000                            Relatore:  Michael Sciascia

 

 

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Argomento                  Materia pensionistica

 

Oggetto:                       Se il concetto di “miglioramento” indicato nell’art. 4, comma 5 della legge 23/12/1992 n. 498 sia comprensivo o meno dei benefici attribuiti in funzione perequativa in applicazione della l. 177/76 e della l. 730/83 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

Massima                       Rivista

117/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                12/7/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione  giurisdizionale per la Puglia

 

Sui giudizi: 12163-12183-12201-12215-12216-12233-12234-12286

                                    Riccardo Malpica ed altri

 

Udienza:                       25/10/ 2000                           Relatore: Annibale RICCO’

 

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Argomento                  Materia di responsabilità

 

Oggetto:                       Competenza del giudice che ha disposto il sequestro ovvero del giudice di appello presso il quale pende il giudizio per il merito ad adottare provvedimenti in ordine al sequestro disposto dal giudice di primo grado.

 

Massima                       Rivista

118/SR/QM                           Sentenza n. 14/2000/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 20/12/2000

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                12/7/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione  giurisdizionale per la Puglia

 

Sui giudizi:  n. 436/EL promosso dal Procuratore Regionale dei confronti di Zingrillo Giuseppe ed altri

 

Udienza:                      29//11/ 2000                           Relatore:  Pino Zingale

 

 

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Argomento                  Materia di responsabilità

 

Oggetto:                       Efficacia interruttiva o meno della prescrizione mediante l’invito a dedurre ex art. 5 D.L. 453/1993.

 

Massima                       Rivista

119/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                3/7/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello.

 

Sui giudizi:  n. 10305  promosso dal Procuratore Regionale del Lazio dei confronti di Mirabella Franco

 

Udienza:                      6.12.2000                                                 Relatore 

 

 

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Argomento                  Materia di responsabilità

 

Oggetto:                       Onere probatorio in ordine all’elemento soggettivo dell’addebito nel provvedimento dell’azione di responsabilità contabile.

 

Massima                       Rivista

120/SR/QM                           Sentenza n. 2/2001/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 26/02/2001

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                26/9/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia.

 

Sui giudizi:  n. 445/EL promosso dal Procuratore Regionale contro ZITO Antonio

 

 

Udienza:                      10/01/2001                                                 Relatore: Tommaso MIELE 

 

 

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Argomento                  Materia di responsabilità

 

Oggetto:                       “Se l’espressione fatti commessi anteriormente all’entrata in vigore della presente legge di cui all’art. 1, comma 4 legge n. 29/954 come sostituito dall’art. 3, 2° comma c/bis legge n. 639/96 debba essere riferita al fatto – comportamento cioè alla condotta omissiva o commissiva, ovvero vada intesa al di là del suo significato letterale nel senso di fatto dannoso, comprensivo anche dell’evento antigiuridico (danno)”.

 

Massima                       Rivista

121/SR/QM                           Sentenza n. 2/2001/QM

                                                                                                          Pubblicata il: 26/02/2001

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                26/9/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione Giurisdizionale per la Regione Calabria

 

Sui giudizi:  n. 444/EL promosso dal Procuratore Regionale contro ZITO Antonio

 

 

Udienza:                      10/01/2001                                                 Relatore: Tommaso MIELE

 

 

________________________________________________________________________________

 

Argomento                  Materia di responsabilità

 

Oggetto:                       “Se l’espressione fatti commessi anteriormente all’entrata in vigore della presente legge di cui all’art. 1, comma 4 legge n. 29/94 come sostituito dall’art. 3, 2° comma c/bis legge n. 639/96 debba essere riferita al fatto – comportamento cioè alla condotta omissiva o commissiva, ovvero vada intesa al di là del suo significato letterale nel senso di fatto dannoso, comprensivo anche dell’evento antigiuridico (danno)”.

 

Massima                       Rivista

122/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                31/10/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi:  n. 10547 proposto da PISTILLO Michele

 

 

 

Udienza:                      14/02/2001                                 Relatore: 

 

 

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Argomento                  Pensioni di guerra

 

Oggetto:                       “Applicabilità o meno alle domande di voltura di pensione di guerra a favore di orfano maggiorenne del termine decadenziale quinquennale associato alla presunzione di inabilità ex art. 100, co. 3° D.P.R. n. 915/1978 verificatosi prima dell’entrata in vigore della L. n. 656/1986 anche nelle ipotesi di domande presentate successivamente a tale data”.

Nonché “la vigenza del termine decadenziale di cui sopra dopo l’entrata in vigore della legge n. 656/1986”.

 

Massima                       Rivista

 

123/SR/QM                           Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il:                4/12/2000

 

Rimessa dal:                 Presidente della Sezione I giurisdizionale centrale d’Appello

 

Sui giudizi:                     n. 12190 proposto da RUZZICONI Giovanni c/ Min. Tesoro

 

 

 

Udienza:                      07/03/2001                        Relatore: Cons. Rocco DI PASSIO

 

 

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Argomento:                  Materia pensionistica.

 

Oggetto:                       “Se in esito all’avvento dell’art. 6, comma 6, del D.L. 15/11/1993, n. 453, convertito, con modificazioni, nella L. 14/1/1994, n. 19, l’atto introduttivo del processo pensionistico risulti trasformato da ricorso in citazione;

se, in caso affermativo, si renda applicabile, alle fattispecie del tipo di che trattasi, l’ultimo comma dell’art. 164 c.p.c.;

se, per contro, debba ritenersi che il detto atto abbia mantenuto la forma del ricorso e la relativa disciplina;

se, in quest’ultima ipotesi, in caso di mancata previa notifica del ricorso stesso, il giudice possa assegnare un termine per provvedere a tale adempimento”.

 

 

Massima                       Rivista

 

124/SR/QM                            Sentenza n.

                                                                                                          Pubblicata il:

 

 

                                                                                                         

Depositata in

Segreteria  il                 18/01/2001

con ordinanza              n.3/2001 del 15/12/2000 – 16/01/2001

Rimessa dal                 Presidente della Sezione III giurisdizionale centrale d’appello.

 

Sui giudizi    nn. 12086-12087 proposti rispettivamente da Vincenzo CALVO e Lorenzo SALVAGGI avverso la sent.n.410/99 del 3/5/99 e n.317/99 dell’8/4/99 emessa dalla Sez. giur.le regione Lazio.

 

Udienza                       18/04/2001                                 Relatore  Cons.                                              

 

 

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Argomento                  Materia pensionistica.- Pensioni Civili.

 

Oggetto:                       “Se ai fini pensionistici, il beneficio di sei aumenti periodici di stipendio previsto dall’art.13 della legge 804/73 – riferibile al personale appartenente alla qualifica dirigenziale della pubblica sicurezza (art.43,comma 19°,legge 121/81, come sostituito dall’art.20 della legge 668/86 – attribuibile in applicazione dell’art.6 bis,comma 3° del d.l.387/87 convertito dalla legge 472/87 ), spetti o meno al personale collocato a riposo anteriormente all’entrata in vigore dell’anzidetta normativa (1°novembre 1986).”

 

 

Massima                     Rivista