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CAMERA DEI DEPUTATI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI SEDE CONSULTIVA Mercoledì 10 maggio 2000. - Presidenza del Presidente Rosa JERVOLINO RUSSO. - Intervengono i Sottosegretari di Stato per la funzione pubblica Raffaele Cananzi e per l'interno Massimo Brutti. La seduta comincia alle 15.15.
Disposizioni in materia di giustizia amministrativa. La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 4 maggio 2000. Rosa JERVOLINO RUSSO, presidente, esprime compiacimento, a nome di tutti i colleghi, per il ritorno in Commissione del deputato Adriana Vigneri, componente del precedente Governo e oggi presente, e che assicurerà certamente un prezioso apporto ai futuri lavori della Commissione. Vincenzo CERULLI IRELLI (PD-U), relatore, illustra alcune ulteriori modifiche che intende apportare alla proposta di parere da lui presentata nella precedente seduta, che ha predisposto al fine di recepire alcuni dei rilievi formulati in tale occasione (vedi allegato 1). Si riferisce, in particolare, alla nuova formulazione della lettera f) nella quale viene evidenziata l'esigenza della soppressione del comma 3 dell'articolo 11, nonché a quella relativa all'articolo 18, del quale si richiede la soppressione. Quanto alla disposizione recata dall'articolo 16, relativa alle modalità di nomina del presidente della Corte dei conti, sulla quale sono state espresse perplessità non solo di merito ma anche da un punto di vista formale, in quanto incide su una materia di competenza della I Commissione, ritiene non condivisibile la soppressione della facoltà di nominare personalità esterne alla Corte, che è stata attribuita al Governo dalla legge Rattazzi del 1859 e che riguarda anche il Consiglio di Stato. Fa presente che quest'ultima questione non è stata ancora oggetto di discussione da parte della Commissione. Marco BOATO (misto-verdi-U), con riferimento alle nuove proposte del relatore, valuta positivamente l'inserimento di un richiamo all'esigenza di salvaguardia dell'ambito delle competenze della I Commissione. Quanto all'articolo 18, ritiene necessaria la soppressione della norma. Condivide le osservazioni formulate dal relatore in riferimento all'articolo 16, ritenendo che sia opportuno mantenere la facoltà di nomina di personalità esterne alla Corte; ribadisce pertanto, anche per tali motivi, la necessità di richiedere la soppressione dell'articolo. Apprezza che sia stata espunta dalla proposta di parere l'osservazione contenuta nella lettera g) della precedente versione, mentre esprime perplessità in relazione al fatto che la soppressione del comma 3 dell'articolo 11 non sia prevista come condizione. In proposito fa presente che, a quanto gli risulta, la Commissione giustizia sarebbe orientata a sopprimere tale disposizione. Ringrazia il relatore per il lavoro svolto su una materia delicata e complessa quale è quella della riforma della giustizia amministrativa, rilevando che il dibattito che si è svolto presso la Commissione ha consentito di trovare numerosi e significativi punti di convergenza. Franco FRATTINI (FI), in riferimento alla questione posta dal relatore in merito all'articolo 16, esprime perplessità, pur comprendendo le ragioni che la ispirano. Fa presente infatti che nell'attuale fase di evoluzione in senso bipolare del sistema politico, l'esclusione della facoltà del Governo di nominare personalità esterne, prevista dalla legge del 1859 in riferimento a un contesto politico-istituzionale del tutto differente, rappresenta una garanzia dell'indipendenza e dell'autonomia dell'istituzione. Soluzione diversa potrebbe essere quella di sottrarre al Governo la
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facoltà di nomina dei presidenti della Corte dei conti; in tal caso, tuttavia, per ragioni sistematiche, la riforma dovrebbe riguardare anche le modalità di nomina del presidente del Consiglio di Stato, nonché dell'Avvocato generale dello Stato. Rileva comunque l'esigenza di chiedere alla Commissione giustizia di sopprimere l'articolo 16. Vincenzo FRAGALÀ (AN) dichiara di condividere le osservazioni del deputato Frattini, rilevando che se la facoltà di nominare personalità esterne alla Corte dei conti o al Consiglio di Stato, riconosciuta al Governo dalla legge del 1859, ha consentito la nomina alla carica di presidente di tali organi di personalità di altissimo livello e di indiscusso prestigio, è anche vero che in alcune occasioni non sono stati rispettati i requisiti di professionalità necessari per accedere a tali cariche. Sottolinea che l'evoluzione in atto del sistema politico suggerisce di introdurre norme idonee a garantire l'autonomia e l'indipendenza di queste istituzioni. Rosa JERVOLINO RUSSO, presidente, condivide le preoccupazioni espresse dal deputato Frattini circa la necessità di salvaguardare l'autonomia della Corte dei conti, comprendendo i rischi impliciti nel potere di nomina alla carica di presidente di personalità esterne. Osserva tuttavia che, per tali motivi, sarebbe opportuno procedere a una valutazione complessiva sull'opportunità di una riforma generale, che riguardi anche il Consiglio di Stato e l'Avvocatura dello Stato, mentre non appare corretto intervenire in modo parziale, con una disposizione che si riferisce esclusivamente alla Corte dei conti e che è inserita in un provvedimento che riguarda materia diversa. Ribadendo la necessità di garantire il pieno rispetto delle competenze della Commissione Affari costituzionali, si dichiara favorevole alla proposta di soppressione dell'articolo 16. Il sottosegretario Raffaele CANANZI, dopo aver dato atto al relatore della compiutezza del lavoro svolto, dichiara che il Governo si rimette alla Commissione sulla questione relativa alla eventuale soppressione della disposizione recata dal comma 3 dell'articolo 11. In riferimento all'articolo 16, concorda con la posizione del presidente Jervolino Russo, in quanto ritiene che esso incida su materia di competenza della I Commissione; osserva, comunque, che qualora s'intenda procedere nella direzione indicata dalla disposizione, sarebbe necessario definire una disciplina di carattere più generale. In merito all'articolo 18, rileva l'opportunità di modificare la disposizione base da esso richiamata, stabilendo che le agevolazioni per il rilascio del porto d'armi sono concesse in ragione delle funzioni effettivamente esercitate e non in base alla carica ricoperta. Marco BOATO (misto-verdi-U) dichiara di condividere il suggerimento del Governo relativo all'articolo 18. Rinnova la richiesta al relatore di inserire nel parere due condizioni soppressive, in riferimento al comma 3 dell'articolo 11 e all'articolo 16. Solo in caso di accoglimento di questa richiesta potrà esprimere un voto favorevole. Vincenzo CERULLI IRELLI (PD-U), relatore, con riferimento alla tre questioni emerse nel corso del dibattito, ritiene che si possa seguire il suggerimento che proviene dal Governo per quanto attiene alla disposizione sul porto d'armi. In merito all'articolo 16 si può inserire nel parere una proposta di soppressione. Analoga proposta soppressiva può essere formulata con riferimento al comma 3 dell'articolo 11. Marco BOATO (misto-verdi-U) ribadisce la sua richiesta di inserimento nel parere di due condizioni soppressive. Giacomo GARRA (FI) concorda con la proposta del deputato Boato. Vincenzo CERULLI IRELLI (PD-U), relatore, riformula la proposta di parere,
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accogliendo le indicazioni del rappresentante del Governo e del deputato Boato. La Commissione approva all'unanimità la proposta di parere del relatore, come da ultimo riformulata (vedi allegato 1).
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