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ASSOCIAZIONE MAGISTRATI DELLA CORTE DEI CONTI Gruppo “per il decentramento” °°°°°°°°°°°
I magistrati riunitisi ad Arezzo, il 20 marzo 2004, uditi gli interventi del segretario coordinatore, dei propri rappresentanti in Consiglio di presidenza e in Consiglio direttivo, nonché di diversi colleghi
1) prendono atto con soddisfazione: Ø che le iniziative assunte nel tempo dal Gruppo per la realizzazione del decentramento territoriale delle funzioni della Corte (quest’anno ricorre il decimo anniversario dell’istituzione delle sezioni giurisdizionali regionali) ha consentito di avviare a soluzione l’annoso problema dell’arretrato dei giudizi pensionistici e una maggiore celerità in quelli di responsabilità, con evidente vantaggio per la tutela dei diritti dei cittadini e per la funzionalità dell’Istituto; Ø che le ragioni rappresentate agli interlocutori istituzionali in merito all’emendamento 2.1000 all’A.S. n.1296 recante delega al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario sono state ritenute fondate ed hanno contribuito al ritiro dello stesso, scongiurando la spaccatura tra i magistrati della Corte, a seconda della sede (centrale o regionale) in cui prestano servizio, che l’approvazione dell’emendamento inevitabilmente avrebbe comportato;
2) impegnano l’Associazione magistrati della Corte a vigilare affinché sia sempre salvaguardata l’unitarietà della carriera, pur nella diversità delle funzioni, e l’indipendenza dell’Istituto sancita dalla Costituzione e garantita dall’assetto magistratuale, dallo statuto di giurisdizione e dalla conseguente inamovibilità dei suoi membri, nonché dalla libertà di stabilire i propri programmi di controllo, convinti che l’attuale configurazione rappresenti un valore ed un modello originale da difendere;
3) sensibilizzano il Consiglio di Presidenza ad adoperarsi per eliminare alcuni aspetti critici concernenti le funzioni di controllo, di recente potenziate dalla legge “La Loggia”, definendo con maggiore chiarezza le funzioni che debbono essere svolte dalle Sezioni regionali e dalla Sezione delle Autonomie e tenendo conto che la natura magistratuale dell’Istituto esige che tra le due strutture (regionale e centrale) i rapporti da instaurarsi debbono essere improntati più che al coordinamento (che necessariamente presuppone un soggetto che coordina ed uno che è coordinato) alla “collaborazione” tra sezioni equiordinate che svolgono compiti nella stessa materia (finanza regionale e locale), collaborazione finalizzata allo svolgimento delle relative attività, che operi soprattutto sul piano procedimentale, con l’armonizzazione dei tempi delle indagini, con l’ omogeneità nelle parti comuni dei diversi referti, con lo scambio di informazioni e di dati e che potrebbe anche richiedere una diversa organizzazione delle due strutture (o una diversa dislocazione della struttura centrale);
4) impegnano l’Associazione tutta a dare il massimo contributo per la soluzione della ormai ineludibile questione relativa alle posizioni giuridiche ed economiche dei colleghi più giovani che non hanno potuto usufruire dei benefici del 2+2 e del “galleggiamento”. L’ingiusta disparità di trattamento venutasi a creare tra i magistrati della Corte che svolgono le stesse funzioni suggerisce il ripristino del meccanismo del 2+2 e la riparametrazione stipendiale quali esigenze dettate dall’equità, unici strumenti efficaci per la soddisfacente soluzione del problema (invece del ventilato ricorso ad un fondo perequativo, strumento assolutamente inidoneo allo scopo, oltre che di complicata attuazione pratica, come dimostra l’esperienza di altre magistrature). Le misure proposte trovano consenzienti anche tanti colleghi più anziani, che avendo goduto di tali benefici non vogliono vederli trasformati in un privilegio e oggi si impongono con maggiore forza per ridurre lo squilibrio derivante dall’ingresso di membri di nomina politica con la qualifica di consigliere nelle Sezioni regionali di controllo e che inevitabilmente pregiudica le posizioni dei colleghi assunti tramite concorso;
5) auspicano che il Consiglio di Presidenza, previa revisione delle piante organiche che tenga conto dei rinnovati e maggiori impegni richiesti alle strutture regionali, si adoperi per assicurare, con priorità rispetto alle sedi centrali, l’integrale copertura degli organici delle Sezioni regionali, sia giurisdizionali che di controllo, nonché delle relative procure, (evitando di applicare il criterio dei limiti di copertura in modo rigoroso solo in occasione dei concorsi relativi alle sedi regionali). Il rafforzamento degli organici regionali è infatti indispensabile per garantire il futuro della Corte ove si consideri che: Ø per il controllo, a seguito della riforma del titolo V della Costituzione, è determinante la risposta che le sezioni regionali sapranno dare alle esigenze di garanzia che una trasformazione in senso “federalistico” degli apparati politici ed amministrativi impone.Attualmente le strutture decentrate, soprattutto a causa di carenze negli organici, sia di magistratura che del personale di supporto, riescono a svolgere con grande difficoltà le delicate funzioni loro assegnate dalla legge. Provvedere a risolvere tale situazione appare pertanto essenziale, anche al fine di evitare che la stessa finisca per demotivare quelli che attualmente si adoperano per svolgere al meglio la loro funzione e per creare un comodo alibi per coloro che (speriamo pochi) ritengono l’incarico presso la Corte una sine cura; Ø per la giurisdizione, le recenti pronunce della Cassazione hanno riconosciuto la competenza esclusiva del giudice contabile in tutte le ipotesi di danno erariale riconducibili all’ambito degli enti pubblici economici, ampliando così notevolmente anche le funzioni delle sezioni giurisdizionali e delle procure regionali;
6) chiedono che il Consiglio di Presidenza voglia rivedere i meccanismi di attribuzione degli incarichi esterni, improntandoli ai criteri della massima trasparenza e della minima discrezionalità, come si conviene ad un Istituto di controllo e di garanzia che deve essere di esempio in materia e valorizzando la professionalità (il cui ruolo dovrebbe essere decisivo anche per l’attribuzione degli incarichi interni);
7) ritengono, inoltre, per ovvi motivi di opportunità e per il rispetto dovuto alla libertà di determinazione del Consiglio di Presidenza, che sia necessaria l’introduzione del principio secondo il quale alla attribuzione degli incarichi stessi non possano concorrere i membri del Consiglio, finchè siano in carica. L’introduzione di tale principio contribuirebbe certamente ad aumentare il prestigio dell’Organo di autogoverno e l’autorevolezza delle sue decisioni;
8) chiedono, infine, che il Consiglio di Presidenza, avvalendosi della rete informatica interna, renda pubblici, integralmente, i verbali delle riunioni, i dati statistici concernenti la produttività di tutti i magistrati, sia delle sezioni centrali che di quelle regionali e, annualmente, l’elenco degli incarichi di cui siano titolari tutti i magistrati, con i relativi compensi percepiti. Tutto ciò a garanzia della massima trasparenza che l’esercizio di pubbliche funzioni richiede. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Hanno partecipato alla riunione: BORRELLI - CARLINO – COMINELLI - DE FEO – FASO – FLOREANI – GRAFFEO – GRECO C. – GRECO S. – GUASPARRI – MALTESE – ORICCHIO – PAGLIARO – PATUMI - PRINCIPATO – PROTA – REPPUCCI - RIBAUDO – ROMANELLI – RONCI – SANTORO P. – SCUDIERI – TAGLIAMONTE
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In relazione a quanto deciso ad Arezzo, è stata predisposta la lista dei nostri candidati per il rinnovo del consiglio direttivo dell’Associazione. Come è agevole constatare, l’elenco comprende nominativi di colleghi da sempre impegnati per la valorizzazione del nostro Istituto oltre che di giovani magistrati che hanno dichiarato di impegnarsi a fondo nelle attività associative. Figurano nella nostra lista neo referendari quali Vinciguerra e Maltese, il primo appartenente alla procura e il secondo al controllo, ambedue in servizio presso sedi del nord. Il primo referendario Tagliamonte che svolge funzioni giudicanti in Basilicata. Il neo consigliere Floreani e i consiglieri Graffeo e Romanelli in servizio rispettivamente in Liguria, Sicilia e nelle Puglie. Seguono nella lista i nostri colleghi che tanto impegno hanno profuso nel consiglio direttivo uscente: Angela Borrelli, Carlo Greco e Pelino Santoro, ai quali va un grazie per la puntualità con la quale si sono fatti portavoce delle decisioni assunte dal Gruppo in occasione delle diverse riunioni. Seguono, infine, gli altri colleghi che da sempre sostengono con convinzione le idee del nostro Gruppo associativo. Richiamo la vostra attenzione anche sui due valorosi colleghi che hanno dichiarato la loro adesione ad operare nell’ambito associativo quali componenti del collegio dei probi viri: Ludovico Principato e Ugo Reppucci. Il nostro gruppo allorché si riunì a Pavia il 24 maggio 2003 approvò un documento con cui veniva fortemente criticato il tentativo inserito nel famoso sub emendamento ideato inopinatamente dal collega S. Sfrecola inteso a dividere in due tronconi la magistratura contabile. Il documento di Pavia venne, a cura del collega Carlo Greco, portato all’attenzione del consiglio direttivo e approvato all’unanimità. Di ciò va dato atto al nostro Gruppo! Dopo la recente riunione di Arezzo è stato deliberato il documento già inviato a tutti voi, che allego nuovamente. Occorre costituire una “nuova” associazione che dimostri di sapere effettivamente vigilare al fine di respingere iniziative proditorie che sminuiscono il ruolo della Corte, del tipo authority sui conti pubblici, ovvero riforme costituzionali che non danno il giusto rilievo al nostro Istituto, con il rischio di creare ambiguità per quanto concerne la partecipazione della nostra magistratura alla composizione della Corte Costituzionale. Ciò si ottiene soltanto appoggiando candidature che offrono garanzie in tal senso. Per fortuna nella attuale competizione elettorale anche qualche altra lista condivide i suddetti principi: occorre votare con saggezza, se si hanno a cuore le sorti del nostro Istituto. Vi chiedo di sostenere la nostra lista, i nostri candidati che hanno assunto l’impegno di difendere l’unità della nostra magistratura, il ruolo impegnativo della Corte dei conti e di realizzare il programma di cui all’allegato documento. Grazie e cordiali saluti a tutti.
Genova aprile 2004 Il Segretario coordinatore (Antonio Scudieri)
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