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25 settembre 2000 Prot. 117/2000 COMUNICATO STAMPA Con riferimento al disegno di legge, in discussione alla Camera, recante "Ordinamento federale della Repubblica" (n. 5830), il Presidente dell'Associazione Magistrati della Corte dei conti, Salvatore Sfrecola, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il disegno di legge costituzionale in materia di federalismo prevede l'abolizione dell'art. 125 della vigente Costituzione, con eliminazione, dunque, di ogni forma di controllo di legittimità sugli atti dei governi e delle amministrazioni regionali, secondo un orientamento del tutto coerente con l'evoluzione legislativa e le indicazioni della dottrina in tema di rapporti tra controllo su atti e autonomia delle Regioni e degli enti locali. Peraltro, poiché la Costituzione fiscale europea (art. 104 C del Trattato e protocollo sui disavanzi eccessivi) ed il patto di stabilità e crescita, vincolante per gli Stati membri ammessi alla costruzione della moneta unica, pongono alla Repubblica italiana, nella sua unitarietà, vincoli, obiettivi e linee guida in materia di governo della finanza pubblica, resta fermo - ed, anzi, assume maggiore valenza - il principio costituzionale del coordinamento della finanza pubblica previsto dall'art. 119 che nella formulazione all'esame della Camera prevede l'istituzione, da parte dello Stato, di "un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale". Inoltre, lo Stato "destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinate Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane". E' evidente - ha sottolineato il Presidente Sfrecola - come questa potestà statale esiga un costante monitoraggio della gestione della finanza regionale, a garanzia della correttezza delle iniziative integrative assunte dallo Stato. Questa delicata ed essenziale funzione non può essere attribuita altro che ad un organo dotato di assoluta indipendenza rispetto agli enti interessanti. Quest'organo nel nostro ordinamento è la Corte dei conti che tradizionalmente esercita il controllo successivo sulla gestione dei bilanci pubblici con esito di referto al Parlamento (per la valutazione, appunto, della compatibilità della finanza regionale unitariamente considerata) e, dal 1994 (legge n. 20), ai consigli regionali, per la garanzia degli equilibri della gestione finanziaria di ciascuna regione. In tal senso l'Associazione Magistrati della Corte dei conti auspica che in sede di definizione della riforma federale, secondo una soluzione già adottata dalla Commissione Bicamerale venga introdotta una norma la quale disponga che "La Corte dei conti riferisce direttamente alle Camere ed alle Assemblee regionali sulla gestione finanziaria e patrimoniale delle Regioni". Come da sempre avviene per lo Stato". Salvatore Sfrecola
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