CORTE DI CASSAZIONE

 

 

 

bullet SS.UU., sentenza 11.11.2008 n° 26972: Danno esistenziale, categoria, inammissibilità, danno non patrimoniale, danno conseguenza, necessità di allegazione e  prova (con ampia pagina di riferimenti giurisprudenziali e note di commento, da www.altalex.com )
bullet Sentenza n. 30254 del 23 dicembre 2008, Sezioni Unite Civili: le Sezioni Unite, giudicando sui ricorsi avverso la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 12 del 2007, li dichiarano inammissibili ma ribadiscono il principio di diritto, enunciato nell’interesse della legge ai sensi dell’art. 363 cod. proc. civ., secondo cui, proposta al giudice amministrativo domanda risarcitoria autonoma, intesa alla condanna al risarcimento del danno prodotto dall’esercizio illegittimo della funzione amministrativa, è viziata da violazione di norme sulla giurisdizione ed è soggetta a cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione la decisione del giudice amministrativo che nega la tutela risarcitoria degli interessi legittimi sul presupposto che l’illegittimità dell’atto debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata in sede di annullamento (pdf)
bullet  Sentenza n. 24883 del 9 ottobre 2008: le Sezioni Unite, promovendo un'interpretazione adeguatrice dell’art. 37 c.p.c. alla luce dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo ("asse portante della nuova lettura della norma"), hanno deciso che, fino a quando la causa non sia decisa nel merito in primo grado, il difetto di giurisdizione può essere eccepito dalle parti anche dopo la scadenza dei termini previsti dall’art. 38 c.p.c.; la sentenza di primo grado di merito può sempre essere impugnata per difetto di giurisdizione; le sentenze di appello sono impugnabili per difetto di giurisdizione soltanto se sul punto non si è formato il giudicato implicito o esplicito, operando la relativa preclusione anche per il giudice di legittimità; il giudice può rilevare anche d’ufficio il difetto di giurisdizione fino a quando sul punto non si sia formato il giudicato implicito o esplicito
bullet Sentenza n. 24957 del 10/10/2008: pubblica amministrazione – contratti – vendita di immobile ministeriale sottoposta a condizione risolutiva - fattispecie in tema di responsabilita' contrattuale e precontrattuale   TESTO INTEGRALE
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 Sez. lavoro, sentenza 11.09.2008 n° 22858: Mobbing, elementi essenziali, protrazione della condotta nel tempo - 6 mesi - sufficienza
bullet SS.UU. n. 18757 del 9 luglio 2008: insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali e organizzazione di "serata di gala" (UNIRE) (.PDF)
bulletOrdinanza n. 20588 del 30 luglio 2008 (.PDF): E’ inammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso il decreto di rigetto dell’istanza di definizione del processo contabile (ai sensi dell’art. 1, commi 231 e ss. l. n. 266 del 2005), non avendo il decreto i caratteri della decisorietà e della definitività

 

  • Sezioni unite civili: Ordinanza n. 10870 del 30 aprile 2008: In una controversia avente ad oggetto, da un lato, l'accertamento dei canoni dovuti dal pubblico dipendente per il godimento dell'alloggio di servizio in conseguenza del rapporto concessorio con l'Amministrazione di appartenenza e, dall'altro, la condanna del medesimo dipendente al pagamento dei canoni non corrisposti per il godimento di detto alloggio, le Sezioni Unite hanno affermato la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario - e, segnatamente, del giudice del lavoro in quanto giudice del rapporto di impiego - giacché il mancato pagamento dei canoni anzidetti, pur concretando un “danno” ai sensi dell'art. 52 del r.d. n. 1214 del 1934, rappresenta un inadempimento contrattuale, integrante anche la violazione degli obblighi connessi al rapporto di pubblico impiego, che non si configura, però, come attività posta in essere dal dipendente pubblico “nell'esercizio delle sue funzioni”, così come ulteriormente richiede il citato art. 52 per radicare la giurisdizione della Corte dei conti.
  • Sezioni unite civili, sent. n. 8455 del 2 aprile 2008 (.PDF): l'articolo 3 del decreto Legge 23 ottobre 1996, n. 543,  convertito in Legge 20 dicembre 1996, n. 639, alla luce della successiva disposizione di interpretazione autentica, recata dal Decreto Legge 30 settembre 2005, n. 203, articolo 10 bis, comma 10, convertito, con modificazioni, dalla Legge 2 dicembre 2005, n. 248, va interpretato nel senso che, pur non essendo limitato ad uno solo il difensore le cui spese per l'attivita' difensiva nei giudizi promossi con azione di responsabilita' innanzi alla Corte dei conti siano oggetto di rimborso da parte dell'amministrazione pubblica di appartenenza in caso di definitivo proscioglimento, d'altra parte occorre che tali spese, nient'affatto rimborsabili semplicemente a pie' di lista, siano, sul piano sostanziale, "congrue" - secondo una valutazione di merito spettante al giudice adito - rispetto al contenuto e alla portata del giudizio contabile, e, sul piano formale e probatorio, siano assistite dalla valutazione di congruita' dell'Avvocatura dello Stato che consente all'Amministrazione di appartenenza di procedere al rimborso delle stesse
  • sezione I civile 14 febbraio 2008, in tema di intrasmissibilità agli eredi del debito scaturito da giudicato formatosi prima del decesso del responsabile del danno
  •  sezioni unite civili, Ordinanza n. 8409 del 1° aprile 2008 (.PDF): con riferimento alla delega alle banche della riscossione delle imposte (nella specie tassa di concessione governativa sulla partita IVA), sussiste la giurisdizione della Corte dei conti per il danno erariale che lo Stato assume di aver subito a seguito della mancata osservanza da parte della banca dei termini previsti dalle disposizioni ministeriali concernenti i tempi di invio al Ministero dei supporti informatici contenenti i dati relativi ai versamenti effettuati dai contribuenti, essendo raffigurabile un rapporto di servizio tra amministrazione e banca delegata atteso che tali adempimenti hanno lo scopo di consentire alla P.A. l'espletamento dell'attività di accertamento e repressione delle violazioni di leggi tributarie
  •  Sezioni Unite Civili, ordinanza n. 7446 del 20 marzo 2008 (formato pdf) (Presidente V. Carbone, Relatore A. Segreto): Con riferimento alla responsabilità per danni cagionati all’amministrazione appaltante da chi ha svolto sia l’incarico di progettista che quello di direttore dei lavori, la Corte - dopo aver richiamato la propria costante giurisprudenza, secondo cui la giurisdizione è del giudice contabile per il direttore dei lavori, temporaneamente inserito nell’apparato organizzativo della P.A. quale organo tecnico e straordinario della stessa, ed è del giudice ordinario per il progettista, non essendo ravvisabile un rapporto di servizio in presenza della necessaria approvazione del progetto da parte dell’amministrazione - ha affermato che la domanda nella quale il danno lamentato è prospettato come derivante dal complesso di tale attività spetta alla giurisdizione del giudice contabile rimettendo la causa davanti a questo (translatio iudicii), non potendosi giungere alla scissione delle giurisdizioni, stante il trend favorevole all’omogeneizzazione della giurisdizione in presenza di un rapporto unitario, come è nel caso di un cumulo di incarichi da cui sorge una complessiva attività professionale nella quale la progettazione è prodromica alla successiva attività di direzione 
  •  SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 20 febbraio 2008 n. 4287: Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario adito per l’esecuzione di una sentenza emessa dalla Corte dei Conti in materia di pensione, passata in giudicato, calcolare e liquidare la rivalutazione monetaria e gli interessi legali sugli arretrati corrisposti per differenza di ratei di pensione, non essendo applicabile l’art. 10, 2° comma, della L. 21 luglio 2000, n. 205 che riserva alla giurisdizione della Corte dei conti l’esecuzione del giudicato sulle sentenze emesse, atteso che nel caso in questione si è in presenza di un diritto soggettivo  
  •  Sezioni Unite civili, sent. n. 577 del 11 gennaio 2008: In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell'onere probatorio, l'attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare il contratto (o il contatto sociale) e l'aggravamento della patologia o l'insorgenza di un'affezione ed allegare l'inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato. Competerà al debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante....
  •  Sezione prima civile, sentenza n. 14 del 3 gennaio 2008: ai fini della liquidazione dell’indennizzo per durata eccessiva dei processi non deve aversi riguardo ad ogni anno di durata del processo presupposto ma solo al periodo eccedente il termine ragionevole di durata, essendo il giudice nazionale tenuto ad applicare la legge dello Stato (art. 2 legge n. 89 del 2001) e non potendo darsi alla diversa giurisprudenza CEDU diretta applicazione nell’ordinamento giuridico italiano disapplicando la normativa interna in quanto, come chiarito dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 348 e 349 del 2007, la convenzione CEDU è configurabile come un trattato internazionale multilaterale e non produce pertanto norme direttamente applicabili negli Stati contraenti.
  •   SEZIONI UNITE CIVILI Sentenza 11 gennaio 2008, n. 581, in tema di risarcimento danni da emotrasfusione da sangue infetto (prescrizione-onere della prova-nesso di causalità)
  •  Sezioni unite civili, Sentenza n. 25837 dell'11 dicembre 2007: il principio di proporzionalità e sufficienza della retribuzione, di cui all'art. 36 Cost., deve trovare integrale applicazione - senza sbarramenti temporali di alcun genere - pure nel settore del pubblico impiego privatizzato, sempre che le superiori mansioni assegnate – che possono riguardare anche una qualifica di ben due livelli superiori a quella di inquadramento - siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza. Testo Completo:
  •  SS.UU. n. 22059/07 del 25 settembre- 22 ottobre 2007 (file PDF): afferma che l'azione revocatoria appartiene alla giurisdizione della Corte dei conti e che questa è giudice "naturale" ed "esclusivo" nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge, carattere quest'ultimo che, tra l'altro, impedisce all'amministrazione creditrice di agire a sua volta davanti al giudice ordinario 

 

 Sentenza n. 19473 del 20 settembre 2007: E’ valida la notificazione effettuata presso la residenza anagrafica del destinatario dell’atto (e ricevuta senza obiezioni dal portiere), ancorché lo stesso abbia da tempo la propria stabile dimora altrove, in difetto della prova della conoscenza dell’effettiva residenza del destinatario da parte di chi effettua la notifica.

 

 SENTENZA N. 19218 DEL 14 settembre 2007: PROCESSO CIVILE - NOTIFICAZIONE RICEVUTA DAL CONVIVENTE DI FATTO - NULLITA'

 

 Sentenza n. 19014 dell'11 settembre 2007: il valore della controversia al fine del rimborso delle spese di lite a carico della parte soccombente va fissato sulla base del criterio del quid disputatum (ossia di quanto richiesto dalla parte attrice nell’atto introduttivo del giudizio), tenendo però presente che, in caso di accoglimento solo parziale della domanda, il giudice deve considerare il contenuto effettivo della sua decisione (criterio del decisum), salvo che la riduzione della somma o del bene attribuito non consegua ad un adempimento intervenuto, nel corso del processo, ad opera della parte debitrice, convenuta in giudizio, nel qual caso il giudice, richiestone dalla parte interessata, terrà conto non di meno del disputatum, ove riconosca la fondatezza dell’intera domanda. E’ quanto hanno statuito le Sezioni Unite, componendo un contrasto di giurisprudenza.

sentenza 12 giugno 2007, n. 13708: il segretario comunale non può sostituire il dirigente nell’emanazione di un provvedimento di sua competenza, in quanto, nel rispetto del principio di separazione tra potere di indirizzo e controllo politico amministrativo e potere gestionale, solo a quest’ultimo compete la direzione degli uffici e dei servizi, mentre al primo spettano compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.

sez. III, sentenza 20 aprile 2007 n° 9514: in presenza di una lesione dell’integrítá psícofísica della persona, il danno alla vita di relazione (come il danno estetico o la riduzione della capacità lavorativa generica) costituisce, una componente del danno biologico perché si risolve nell’impossibilità o nella difficoltà di reintegrarsi nei rapporti sociali per gli effetti di tale lesione e di mantenerli a un livello normale, cosicché anche quest’ultimo non è suscettibile di autonoma valutazione rispetto al danno biologico, ancorché costituisca un fattore di cui il giudice deve tenere conto per accertare in concreto la misura di tale danno e personalizzarlo alla peculiarità del caso (link a www.altalex.it ) (con link ai precedenti conformi e difformi)

 

Sezione lavoro, nella sentenza 23 gennaio 2007, n. 1418: il rimborso delle spese legali, sostenute nei giudizi intrapresi nei confronti dei dipendenti delle Amministrazioni statali per responsabilità civili, penali ed amministrative, in conseguenza di fatti ed atti connessi con l'espletamento del servizio o con l'assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza che escluda la loro responsabilità, deve essere effettuato, ai sensi dell'art. 18 del d.l. n. 67 del 1997, convertito in legge n. 135/97, nei limiti riconosciuti congrui dall'Avvocatura dello Stato (link a www.altalex.it )

 

sez. III, sent. n.  25123 del  27 novembre 2006: la Corte di legittimità ritorna sugli aspetti attinenti alle peculiarità del procedimento preliminare riguardante l'ammissibilità dell'azione risarcitoria per la responsabilità civile del magistrato, riconfermando che tale fase riveste natura delibativa con riguardo alla sussistenza degli elementi addotti a sostegno della contestazione, mentre ha carattere di cognizione piena e definitiva in ordine alla configurabilità dei dati contestati, dei requisiti e delle condizioni cui la legge subordina la suddetta responsabilità (link a www.cortedicassazione.it )

 

Sez. I, sent. n. 20440 del 21 settembre 2006: sono giuridicamente inesistenti le notifiche delle multe fatte da società private di recapito - alle quali il Comune ha affidato il servizio di consegna di atti giudiziari; pertanto, l’effetto giuridico è l’estinzione dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per violazione al Codice della Strada

 

 Sez. I, sentenza n. 22357 del 19 ottobre 2006: solleva la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 5bis del Dl 333/92, convertito in legge 359/92, per contrasto con gli articoli 111 e 117 della Costituzione, anche in rapporto all’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e all’articolo 1 del primo protocollo addizionale a tale Convenzione, nella parte in cui criteri legali di liquidazione della indennità di espropriazione ivi disciplinati non consentono un serio ristoro dei proprietari espropriati

 

SS.UU. civili, sentenza 13.06.2006 n° 13659: 1) la giurisdizione del giudice amministrativo sussiste in presenza di un concreto esercizio del potere, riconoscibile per tale in base al procedimento svolto ed alle forme adottate, in consonanza con le norme che lo regolano; 2) spetta al giudice amministrativo disporre le diverse forme di tutela che l'ordinamento appresta per le situazioni soggettive sacrificate dall'esercizio illegittimo del potere e tra queste forme di tutela rientra il risarcimento del danno; 3) Il giudice amministrativo rifiuta di esercitare la giurisdizione e la sua decisione, a norma dell'art. 362, primo comma c.p.c, si presta a cassazione da parte delle sezioni unite quale giudice del riparto della giurisdizione, se l'esame del merito della domanda autonoma di risarcimento del danno è rifiutato per la ragione che nel termine per ciò stabilito non sono stati chiesti l'annullamento dell'atto e la conseguente rimozione dei suoi effetti (link a www.altalex.com, con nota, schemi e "prontuario della giurisdizione" di G. Buffone) (per un commento vedi anche Responsabilità civile della P.A.: esclusione della pregiudiziale amministrativa tra autotutela e danno erariale di Antonio Ciaramella, magistrato della Corte dei conti)

SS.UU. civili, sentenza del 31 marzo 2006, n. 7578: la domanda di esecuzione di una sentenza di condanna della pubblica amministrazione, ancorché pronunciata da un giudice speciale (nella specie, la Corte dei conti in sede di giudizio pensionistico), al pari di quella proposta dei confronti di qualsiasi altro debitore, introduce sempre una controversia di diritto soggettivo, la cui tutela, in fase esecutiva ed al fine della decisione sulle opposizioni ivi proposte, non può che competere al giudice ordinario (link a www.altalex.com)

SS.UU. civili, sent. n. 4511 del 1° marzo 2006 : a) è tutto irrilevante il titolo in base al quale la gestione del pubblico denaro è svolta, potendo consistere in un rapporto di pubblico impiego o di servizio, ma anche in una concessione amministrativa od in un contratto privato.  b) il baricentro per discriminare la giurisdizione ordinaria da quella contabile si è spostato dalla qualità del soggetto (che può ben essere un privato od un ente pubblico non economico) alla natura del danno e degli scopi perseguiti, cosicché ove il privato, per sue scelte, incida negativamente sul modo d'essere del programma imposto dalla Pubblica Amministrazione, alla cui realizzazione egli è chiamato a partecipare con l'atto di concessione del contributo, e la incidenza sia tale da poter determinare uno sviamento dalle finalità perseguite, egli realizza un danno per l'ente pubblico (anche sotto il mero profilo di sottrarre ad altre imprese il finanziamento che avrebbe potuto portare alla realizzazione del piano così come concretizzato ed approvato dall'ente pubblico con il concorso dello stesso imprenditore), con nota di Leonardo Venturini, magistrato della Corte dei conti

 

- SS.UU. civili, ord. 2 marzo 2006 n. 4582: il Deputato, quando esercita il proprio compito istituzionale, agisce in funzione di un rapporto di servizio, speciale e onorario e non è perseguibile in assoluto solo se c’è uno stretto legame funzionale tra opinioni espresse e atti compiuti ed esercizio indipendente delle proprie attribuzioni (Corte costituzione sentenze 10 e 11/2000); che tale legame evidentemente si interrompe quando l’accettazione di denaro e di altri beni materiali intervenga a condizionare atti parlamentari e/o di governo (link a www.altalex.it)

- SS.UU. civili, sentenza 25 gennaio 2006, n. 1378: il sindacato giurisdizionale della Corte di Cassazione sulle pronunce della Corte dei conti è ammesso per verificare che il giudice contabile non abbia emanato un provvedimento non riconducibile a quelli che, in astratto, ha il potere di emanare, ovvero non abbia travalicato i limiti della c.d. "riserva di amministrazione". Per non travalicare tali limiti, una volta accertata la compatibilità delle scelte amministrative con i fini pubblici dell'ente, la Corte dei conti non può estendere il suo sindacato all'articolazione concreta e minuta dell'iniziativa intrapresa, la quale rientra nell'ambito di quelle scelte discrezionali di cui la legge stabilisce l'insindacabilità, mentre può dare rilievo alla non adeguatezza dei mezzi prescelti nell'ipotesi di assoluta ed incontrovertibile estraneità dei mezzi stessi rispetto ai fini. Anche dopo l'inserimento della garanzia del giusto processo nell'art. 111 Cost., il sindacato della Corte di Cassazione sulle decisioni del giudice contabile continua ad essere circoscritto al controllo dell'eventuale violazione dei limiti esterni della giurisdizione di tale giudice e non si estende alle modalità del suo esercizio.

SS.UU., 16 giugno 2005 n. 12868: Lo statuto del Comune può legittimamente affidare la rappresentanza a stare in giudizio ai dirigenti, nell'ambito dei rispettivi settori di competenza, quale espressione del potere gestionale loro proprio, ovvero ad esponenti apicali della struttura burocratico-amministrativa del Comune, ma ove una specifica previsione statutaria non sussista il sindaco resta il solo soggetto titolare del potere di rappresentanza processuale, ai sensi dell' art. 50 del d. lgs. n. 267 del 2000. Inoltre, se lo statuto affida la rappresentanza a stare in giudizio in ordine all'intero contenzioso al dirigente dell'ufficio legale, questi, ove ne abbia i requisiti, può costituirsi senza bisogno di procura, ovvero attribuire l'incarico ad un professionista legale interno o del libero foro (salve ovviamente le ipotesi, legalmente tipizzate, nelle quali l'ente può stare in giudizio senza il ministero di un legale: v. da ultimo, in relazione al processo tributario, l'art. 3 bis del d.l. n. 44 del 2005, convertito, con modif., nella l. n. 88 del 2005), ed ove abilitato alla difesa presso le magistrature superiori può anche svolgere personalmente attività difensiva nel giudizio di cassazione.

SS.UU. civili, sentenza 19.09.2005 n° 18450: la clausola con cui, in una convenzione tra un ente pubblico territoriale e un ingegnere al quale il primo abbia affidato la progettazione di un'opera pubblica, il pagamento del compenso per la prestazione resa è condizionata alla concessione di finanziamento per la realizzazione dell'opera, è valida in quanto non si pone in contrasto col principio d'inderogabilità dei minimi tariffari (link a www.altalex.com )

 sez. V civ., sentenza n. 19251 del 30 settembre 2005 : costituisce ius receptum il principio secondo cui la sentenza penale di applicazione della pena ex art. 444 cod. proc. pen. (cosiddetto "patteggiamento") costituisce indiscutibile elemento di prova per il giudice di merito il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l'imputato avrebbe ammesso una sua insussistente responsabilità, ed il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione (formato PDF)

 SS.UU. civili, sentenza 27.07.2005 n° 15661: L’eccezione di interruzione della prescrizione, in quanto eccezione in senso lato, può essere rilevata d’ufficio dal giudice in qualunque stato e grado del processo sulla base di prove ritualmente acquisite agli atti.

 sez. III civile, sentenza 01.07.2005 n° 14091: La soc. Ferrovie dello stato Spa risponde ex art. 2051 c.c. del danno causato dall'omessa manutenzione e vigilanza sulle pertinenze delle stazioni ferroviarie  (link a www.altalex.com )

Sezioni unite civili, sent. 10 giugno 2005, n. 12195: Nel vigore del combinato disposto degli artt. 284 e 288 r.d. 3 marzo 1934, n. 383, la delibera con la quale i competenti organi comunali o provinciali affidano ad un professionista privato l'incarico per la progettazione di un'opera pubblica è valida e vincolante nei confronti dell'ente soltanto se contenga la previsione dell'ammontare del compenso dovuto al professionista e dei mezzi per farvi fronte. L'inosservanza di tali prescrizioni determina la nullità della delibera, che si estende al contratto di prestazione d'opera professionale poi stipulato con il professionista, escludendone l'idoneità a costituire titolo per il compenso (link a www.altalex.it )

 sez. IIII civile, sentenza 31.05.2005 n° 11609: finchè non erano conosciuti dalla scienza medica mondiale i virus della HIV, HBC ed HCV e quindi i tests di identificazione degli stessi, manca il nesso causale tra la condotta omissiva del Ministero della sanità e l'evento lesivo (danno da emotrasfusioni), perchè l'evento infettivo da detti virus oltre che astrattamente inverosimile era addirittura sconosciuto, nè appare configurabile una responsabilità da c.d. "rischio dello sviluppo"  (link a www.altalex.it )

 Sezioni unite civili, sentenza n. 12868 del 16 giugno 2005:  lo statuto può legittimamente affidare la rappresentanza a stare in giudizio ai dirigenti, nell'ambito dei rispettivi settori di competenza, quale espressione del potere gestionale loro proprio, ovvero ad esponenti apicali della struttura burocratico-amministrativa del Comune, ma ove una specifica previsione statutaria non sussista il sindaco resta il solo soggetto titolare del potere di rappresentanza processuale, ai sensi dell'art. 50 del testo unico degli enti locali (link a www.altalex.it )

Sezioni Unite civili, ord. 20 aprile 2005, n. 8214: è nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell'ufficiale giudiziario non contenga l'attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nell'art. 139 c.p.c.(link a www.altalex.it )

Sezioni unite civili – ordinanza 17 febbraio-8 marzo 2005, n. 4957: va dichiarato inammissibile il ricorso con il quale si denunci la presunta consumazione dell’azione di responsabilità esercitata innanzi alla Corte dei conti in conseguenza dell’avvenuto esercizio, in altra sede, di analoga azione esercitata dalla Pa, non rilevando la questione in termini di riparto di giurisdizione, ma di limiti alla proponibilità della prima e, quindi, concernendo la deduzione di pretesa violazione dei limiti interni della giurisdizione stessa

 Sez.Un. penali, sentenza 30 marzo 2005, n. 12283: 1. L’art. 129 c.p.p. non attribuisce al giudice un potere di giudizio ulteriore ed autonomo rispetto a quello già riconosciutogli dalle specifiche norme che regolano l’epilogo proscioglitivo delle varie fasi e dei diversi gradi del processo (artt. 425, 469, 529, 530, 531 c.p.p.), ma enuncia una regola di condotta rivolta al giudice, il quale, di fronte ad una riconosciuta causa di non punibilità, deve adottare la corrispondente decisione allo stato degli atti, senza che possa trovare spazio una qualsiasi altra attività non essenziale. 2. La regola di cui all’art. 129 c.p.p., operando in ogni stato e grado del processo, presuppone un esercizio della giurisdizione con effettiva pienezza del contraddittorio tra le parti e trova attuazione secondo le forme e i tempi di volta in volta previsti dal codice per la fase in corso. 3. Nella fase interinale che va dalla ricezione della richiesta di rinvio a giudizio allo svolgimento dell’udienza preliminare, non può il giudice adottare con provvedimento de plano l’immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità ex art. 129 c.p.p., ma deve dare impulso al rito tipico della fase in corso che è quello camerale dell’udienza preliminare e solo nell’ambito di questa può emettere, ricorrendone le condizioni, la detta declaratoria.” (link al sito www.altalex.it )

 

- Sez. U, Sentenza n. 22277 del 2004: secondo il consolidato orientamento della Corte costituzionale, l'attribuzione alla Corte dei conti della giurisdizione in materia di contabilità pubblica, da parte dell'art. 103, secondo comma, Cost. ha carattere di "tendenziale e non assoluta generalità"

- Sez. Un. 12 ottobre 2004, n. 20132 : appartengono alla giurisdizione della Corte dei conti i giudizi di responsabilità amministrativa, per danno erariale, in relazione a fatti commessi da amministratore di ente, ancorchè privato, destinatario di contributi vincolati, distratti irregolarmente dal fine pubblico cui sono destinati. Con nota di Leonardo Venturini, magistrato della Corte dei Conti:  L’EVOLUZIONE IN SENSO SOGGETTIVO ED OGGETTIVO DELLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI: LA CASSAZIONE CONFERMA  IL PROPRIO RECENTE INDIRIZZO E L’IMPRESCINDIBILITA’ DI UNA EFFICACE TUTELA DELLE RISORSE COLLETTIVE

- sentenza sez. lavoro, sentenza 14 giugno 2004 n. 11220: è suscettibile di violare il disposto dell’articolo 2105 Cc e di vulnerare la fiducia che il datore di lavoro deve poter riporre nel lavoratore un esercizio da parte di quest’ultimo del diritto di critica che, superando i limiti del rispetto della verità oggettiva, si sia tradotto  in una condotta lesiva del decoro della impresa datoriale, suscettibile di provocare con la caduta della sua immagine anche un danno economico in termini di perdita di commesse e di occasioni di lavoro (link a www.altalex.it )

- Sentenza n. 10297 del 28 maggio 2004: in campo medico-sanitario, consistendo l'obbligazione professionale in un'obbligazione di mezzi, il paziente dovrà provare l'esistenza del contratto e l'aggravamento della situazione patologica o l'insorgenza di nuove patologie per effetto dell'intervento, restando a carico del sanitario o dell'ente ospedaliero la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile. La distinzione tra prestazione di facile esecuzione e prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà non rileva dunque più quale criterio di distribuzione dell'onere della prova, ma dovrà essere apprezzata per la valutazione del grado di diligenza e del corrispondente grado di colpa, restando comunque a carico del sanitario la prova che la prestazione era di particolare difficoltà

- S.U., n. 3899 del 26 febbraio 2004: l'affidamento, da parte di un Comune  ad un ente privato esterno (nella specie una società per azioni, avente un capitale detenuto in misura assolutamente maggioritaria dallo stesso Comune), della gestione del servizio relativo agli impianti e all'esercizio dei mercati annonari all'ingrosso, comporta l'inserimento del soggetto privato controllato nell'organizzazione funzionale dell'ente pubblico e ne implica, conseguentemente, l'assoggettamento alla giurisdizione della Corte dei conti

- sez. III civile, sentenza 3 marzo 2004 n° 4359: Scuolabus: la responsabilità del conducente non si limita al mero trasporto dei bambini (link a www.altalex.it)

- sez. III civile, sent. n. 2424 del 9 febbraio 2004: L'imputazione di un evento dannoso alla responsabilità della P.A. non può avvenire sulla base del mero dato obiettivo della illegittimità del provvedimento amministrativo, richiedendosi, invece, una più penetrante indagine in ordine alla valutazione della colpa, da riferirsi non al funzionario agente, ma alla P.A. come apparato. In tale contesto non si può escludere la rilevanza dell'errore scusabile commesso dalla P.A. ove esso risulti inevitabile (link a www.giustizia.it )

- Sezioni Unite, ordinanza n. 3351 del 19 febbraio 2004: GIURISDIZIONE CONTABILE - RESPONSABILITA' DEGLI AMMINISTRATORI DI AZIENDE MUNICIPALIZZATE- SUSSISTENZA - SUSSISTENZA (link a www.giustizia.it )

- Sezioni Unite, sentenza n. 1339 del 26 gennaio 2004: DANNO DA VIOLAZIONE DEL TERMINE RAGIONEVOLE DEL PROCESSO - PRINCIPI STABILITI DALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO IN TEMA DI DANNO NON RAGIONEVOLE (link a www.giustizia.it )

- Sezioni Unite, ord. n. 19667/03 del 22 dicembre 2003: Sono attribuiti alla Corte dei conti i giudizi di responsabilità amministrativa, per fatti commessi dopo l'entrata in vigore dell'art. 1 ultimo comma della legge n. 20 del 1994, anche nei confronti di amministratori e dipendenti di enti pubblici economici.

- Sezioni unite, sentenza n. 17014/03 del 12 novembre 2003: 1. Il rapporto sostanziale che s’istaura tra il convenuto assolto nel giudizio di responsabilità e l’amministrazione di appartenenza ai fini del rimborso delle spese legali ex art. l’articolo 3, comma 2bis, della legge 639/96 non ha nulla a che vedere con quello che ha per oggetto il giudizio di responsabilità contabile. 2. L’avvenuta dichiarazione di compensazione delle spese del processo non è decisione esorbitante dalla giurisdizione, sia perché il contenuto della pronuncia non si risolve in un rifiuto di giurisdizione, nell’errato presupposto che questa appartenga ad altro giudice, sia perché la pronuncia non è espressione di giurisdizione in materia attribuita ad altro giudice, ordinario o speciale che sia

 - SEZIONI UNITE CIVILI - Sentenza del 29 settembre 2003 n. 14488: Giurisdizione e competenza - Giurisdizione della Corte dei Conti – dipendenti pubblici – responsabilità amministrativa – atti discrezionali – sindacabilità in ordine alle spese per sfilate di moda sostenute dal rettore del Convitto nazionale Vittorio Emanuele II di Roma – sussiste. Con nota di Massimo Perin, magistrato della Corte dei conti

- sez. IV penale, sentenza 05.11.2003 n° 41997: nell'ipotesi in cui il difensore intenda ottenere il rinvio del dibattimento deve presentare una richiesta al giudice procedente nel più breve tempo possibile, con riferimento al momento in cui è insorta la causa dell'impedimento (link a www.altalex.it )

- sez. V, penale, sentenza 15.10.2003 n° 39077: Il dipendente pubblico che fa timbrare da altri il proprio cartellino per risultare presente al lavoro anche quando assente commette il reato di truffa aggravata (link a www.altalex.it)

-  SEZIONI UNITE CIVILI – sentenza 15 ottobre 2003 n. 15403: Giurisdizione e competenza - Concorso - Controversie relative a concorsi interni o a procedure di promozione - Giurisdizione del Giudice amministrativo - Sussiste - Riferimento alla giurisprudenza della Corte costituzionale sui concorsi interni (link a www.lexitalia.it )

- Sezione VI Penale, sentenza 5 agosto 2003, n. 33062: commette il reato di interruzione di un pubblico servizio il medico dell'Asl addetto a un determinato servizio, il quale, pur essendo di turno, si renda irreperibile nell'intera giornata lavorativa, provocando con la sua assenza la necessità della sostituzione con altro medico addetto ad altro servizio (link a www.altalex.it )

- Terza Sezione civile, Sentenza n. 8828 del 31 maggio 2003: si deve ritenere ormai acquisito all'ordinamento positivo il riconoscimento della lata estensione della nozione di “danno non patrimoniale”, inteso come danno da lesione di valori inerenti alla persona, e non più solo come “danno morale soggettivo”. Pertanto, venendo in considerazione valori personali di rilievo costituzionale, deve escludersi che il risarcimento del danno non patrimoniale che ne consegua sia soggetto al limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 c.p. Il rinvio ai casi in cui la legge consente la riparazione del danno non patrimoniale ben può essere riferito, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, anche alle previsioni della legge fondamentale, atteso che il riconoscimento nella Costituzione dei diritti inviolabili inerenti alla persona non aventi natura economica implicitamente, ma necessariamente, ne esige la tutela, ed in tal modo configura un caso determinato dalla legge, al massimo livello, di riparazione del danno non patrimoniale

- Sezioni Unite Civili, Ordinanza n. 1807 del 6 febbraio 2003: quante volte la domanda introduttiva del giudizio esibisca un petitum sostanziale che si identifichi col rapporto di lavoro, tante volte sussiste, alla stregua dell'esposta disciplina, la giurisdizione del giudice ordinario, non rilevando in contrario che la prospettazione della parte si esprima in senso impugnatorio di atti prodromici (nella specie un D.M.) (link a www.altalex.com

- sez. VI penale, sentenza 17.02.2003 n° 7772: nel concreto assetto dell’organizzazione pubblica è individuabile un ambito in cui l’utilizzo della linea telefonica dell’ufficio per l’effettuazione di chiamate personali non esula dai fini istituzionali e non realizza, quindi, l’evento appropriativo necessario ai fini della configurabilità del reato di peculato (link a www.altalex.it)

 

  SEZIONI SECONDA PENALE - Sentenza 13 gennaio 2003 n. 960 : Sussiste la responsabilità penale di un medico appartenente alla struttura pubblica per la violazione di doveri professionali normativamente definiti, quando dirotta un paziente presso una clinica privata, manifestando a questi e ai suoi familiari la necessità di accertamenti e interventi tempestivi unita a quella dei lunghi tempi della medesima struttura pubblica, accompagnata dal diniego della possibilità di un sollecito ricovero presso di essa. Costituisce certamente un argomento idoneo ad indurre la parte interessata e gravemente preoccupata per un possibile esito letale della malattia ad accettare la prospettazione formulata da un medico della struttura pubblica di ricorrere ai servizi di una clinica privata.

 SEZ. SEZ. I CIVILE - Sentenza 10 gennaio 2003 n. 157: Il fondamentale ed innovativo principio espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza 22 luglio 1999 n. 500, è che ai fini della configurabilità della responsabilità aquiliana, non assume rilievo determinante la qualificazione formale della posizione vantata dal soggetto, poiché la tutela risarcitoria è assicurata soltanto in relazione all’ingiustizia del danno, che costituisce fattispecie autonoma, contrassegnata dalla lesione di un interesse giuridicamente rilevante. Il riconoscimento legislativo del principio della risarcibilità della lesione degli interessi legittimi, già operante in precedenza nell’ordinamento, è da rinvenire nell’articolo 35 del decreto legislativo 80/1998, nella riedizione operatane con l’articolo 7 legge 205/00. L’interesse alla conservazione della qualità edificatoria del suolo conseguita per effetto di un piano di lottizzazione convenzionata, costituisce un interesse legittimo oppositivo, la cui lesione, determinata dalla successiva adozione di un piano regolatore che non tenga conto di essa, senza darne specifica e puntuale motivazione, costituisce di per sé danno ingiusto risarcibile, non richiedendosi ulteriormente né prognosi sulla effettiva realizzabilità dello ius aedificandi, né riscontri basati sulla successiva esplicazione dell’attività amministrativa.

-  SEZ. I CIVILE - Sentenza 15 gennaio 2003 n. 521: il diritto all’equa riparazione per il mancato rispetto del termine ragionevole di durata del processo è commisurato alla durata del singolo procedimento giudiziale, sicché non è possibile cumulare il ritardo di più procedimenti connessi e contestualmente pendenti dinanzi a giudici diversi e, in particolare, dinanzi al giudice ordinario e al giudice amministrativo.

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- Sez. III Civile con la Sentenza 3 dicembre 2002 n. 17152: la responsabilità della pubblica amministrazione nei confronti dell’utente della strada nei soli casi di insidia o trabocchetto stradale, non è incompatibile con il concorso del fatto colposo del danneggiato. L'entità del rapporto causale del comportamento colposo del danneggiato nella produzione dell’evento dannoso deve essere valutata in concreto dal giudice del merito (link a www.diritto.it )

- Sezione Lavoro n. 16708 del 26 novembre 2002: un'assunzione di favore, eseguita per rapporti di amicizia e di comune militanza politica, puo' essere ritenuta invalida per conflitto di interessi fra l'ente rappresentato e il suo rappresentante (link a www.legge-e-giustizia.it

 - Sez. VI penale, sentenza 13.09.2002 n° 30751: l'uso a fini personali del telefono da parte del dipendente integra il reato di peculato (link a www.Altalex.it )           Nota di Massimo Perin "Alcune osservazioni sulle conseguenze patrimoniali derivanti dall’utilizzo abusivo del telefono della p.a."    (link al sito www.giust.it )   (link al sito www.giust.it )"    (link al sito www.giust.it )   (link al sito www.giust.it )

- SEZ. III CIVILE – Sentenza 20 luglio 2002 n. 10638 : legittimamente un Comune viene condannato, in solido con la locale ASL, a risarcire i danni subiti da un cittadino aggredito da un branco di cani randagi. (link a www.giust.it )

- SEZIONI UNITE PENALI - Sentenza 8 maggio 2002 n. 17178 :il reato ex artt. 55 e 1161 cod.nav. per opere edilizie eseguite nelle zone di rispetto del demanio marittimo senza l’autorizzazione della Capitaneria di porto ha natura permanente; tale permanenza, tuttavia, cessa al termine dell’esecuzione delle opere abusive. (link a www.giust.it )

- Sentenza n. 6735 del 10 maggio 2002: RESPONSABILITA' PER DANNI DEL GINECOLOGO IN RELAZIONE ALLA MANCATA DIAGNOSI DI MALFORMAZIONI DEL NASCITURO Sentenza n. 6735 del 10 maggio 2002: RESPONSABILITA' PER DANNI DEL GINECOLOGO IN RELAZIONE ALLA MANCATA DIAGNOSI DI MALFORMAZIONI DEL NASCITURO (link a www.giustizia.it ) (link a www.giustizia.it )

- Sez. lavoro, sentenza n° 1505 del 05/02/2002: Revoca della pensione di invalidità in seguito a recupero della capacità di lavoro (link a www.altalex.com

- SEZ. I CIVILE - Ordinanza 2 febbraio 2002 n. 1390: La Corte rimette alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4 comma 3 legge 890/82, richiamato implicitamente dall’articolo 149 c.p.c., nella parte in cui fa decorrere la notifica dell’atto da notificare dalla data della consegna del plico al destinatario, anziché dalla data della spedizione, per contrasto con gli articoli 3 e 24 della Costituzione (link a www.altalex.com)

- Sezioni Unite civili 28 dicembre 2001 n 16216: Quando in un procedimento amministrativo, per l'erogazione di una spesa l'Amministrazione erogatrice deve necessariamente avvalersi delle funzioni svolte da un ufficio di altro ente pubblico, il titolare di questo ufficio, avendo l'obbligo giuridico di osservare un certo comportamento, partecipa al procedimento e, perciò, può considerarsi instaurato un rapporto di servizio tra quest'ultimo e l'Amministrazione erogatrice

- SEZIONE IV PENALE - Sentenza n 1586 del 25 settembre 2001 – 16 gennaio 2002: Personale medico – responsabilità penale - colpa professionale – fattispecie omissive improprie - accertamento rigoroso della causalità.

- SEZIONE UNITE CIVILI - Sentenza n 179 dell’8 maggio 2001: Corte dei conti – competenza e giurisdizione – contabilità pubblica – danno patito da ente locale - pregiudizio al fascino paesaggistico – danno suscettibile di valutazione economica - giurisdizione della Corte dei Conti – sussiste - azione popolare - non sussiste in presenza di iniziativa processuale riservata al Procuratore regionale della Corte dei Conti – valutazione della legittimazione processuale del cittadino elettore nel giudizio di danno erariale – spetta al giudice contabile.

Sezioni Unite, sent. n. 12367/01 del 9 ottobre 2001:  in sede di regolamento preventivo di giurisidizione, afferma che una società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente contabile, è  in sede di regolamento preventivo di giurisidizione, afferma che una società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente contabile, è   in sede di regolamento preventivo di giurisidizione, afferma che una società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente contabile, è soggetta al giudizio per resa di conto e  dichiara la giurisdizione della Corte dei conti. E' del tutto  irrilevante, ai fini dell'affermazione della sussistenza della giurisdizione, che si tratti di entrata di diritto pubblico (sia essa o non di natura tributaria) ovvero di diritto privato (caso S.T.A. del comune di Roma per la gestione dei proventi delle soste a pagamento).

- Sezione VI Penale, sentenza n.32947/2001 del 4.9.2001: il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, disponendo, per ragione dell'ufficio o del servizio, dell'utenza telefonica intestata alla P.A., la utilizza per effettuare chiamate di interesse personale, commette il reato di peculato e il relativo fatto lesivo si sostanzia non nell'uso dell'apparecchio telefonico quale oggetto fisico, bensì nell'appropriazione, che attraverso tale uso si consegue, delle energie, entrate a fare parte della sfera di disponibilità della P.A., occorrenti per le conversazioni telefoniche (link a http://www.aziendalex.kataweb.it )

- Sezione VI Penale, sentenza n.32947/2001 del 4.9.2001: il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, disponendo, per ragione dell'ufficio o del servizio, dell'utenza telefonica intestata alla P.A., la utilizza per effettuare chiamate di interesse personale, commette il reato di peculato e il relativo fatto lesivo si sostanzia non nell'uso dell'apparecchio telefonico quale oggetto fisico, bensì nell'appropriazione, che attraverso tale uso si consegue, delle energie, entrate a fare parte della sfera di disponibilità della P.A., occorrenti per le conversazioni telefoniche (link a http://www.aziendalex.kataweb.it )

 

- CORTE DI CASSAZIONE – Sezioni Unite Civili Sentenza 200/01 del 14 maggio 2001:  Corte dei conti – Giurisdizione – nei confronti dei componenti l’ufficio di presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana - sussiste – operatività guarentigia art 122 quarto comma costituzione - limiti

- CORTE DI CASSAZIONE – Sezioni Unite Civili Sentenza 33/01 del 29 gennaio 2001:  Corte dei conti – Giurisdizione –scelte discrezionali –– compatibilità con i fini pubblici e manifesta estraneità dei mezzi – sindacabilità – articolazione concreta dell’attività – insindacabilità    Corte dei conti – Giurisdizione –scelte discrezionali – violazione del divieto di sindacare il merito – conseguenze – annullamento della sentenza per difetto assoluto di giurisdizione 

- sezioni unite n. 98 del 4 aprile 2000: Corte dei conti – competenza e giurisdizione – contabilità pubblica - Corte dei conti – competenza e giurisdizione – contabilità pubblica – danno all’immagine – natura contrattuale - cognizione del giudice contabile – sussiste - Responsabilità – danno – danno all’immagine – nozione.

- Sezioni unite n. 933 del 22 dicembre 1999: Corte dei conti – competenza e giurisdizione – materie di contabilità pubblica – legge 19 gennaio 1994 n 20 – responsabilità risarcitoria del sindaco - cognizione esclusiva della giurisdizione contabile .

- Sezioni unite n. 744 del 25 ottobre 1999:  Corte dei conti – competenza e giurisdizione – contabilità pubblica – legge 19 gennaio 1994 n 20 articolo 1 comma 4 - estensione alle ipotesi di responsabilità extracontrattuale - Corte dei conti – competenza e giurisdizione – contabilità pubblica – danno all’immagine – natura contrattuale - cognizione del giudice contabile – sussiste - Responsabilità – danno – danno all’immagine – nozione

- N. 461 DEL 19 LUGLIO 1999N. 461 DEL 19 LUGLIO 1999N. 461 DEL 19 LUGLIO 1999: Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti ad esaminare i conti giudiziali degli agenti contabili dei consigli regionali delle Regioni a statuto ordinario, non essendo possibile interpretare estensivamente l’articolo 4 della legge 853/1973, anche in considerazione della circostanza che, esclusa la giurisdizione contabile, si verrebbe a creare un’area di privilegio, sottratta ad ogni sindacato giurisdizionale sulla correttezza e regolarità della gestione del pubblico denaro.

- N. 500 DEL 26 MARZO 1999: Risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi - Profili di responsabilità amministrativa della dirigenza pubblica (con nota di M. Perin)

- SS.UU. n°7454/1997: l’Amministrazione può promuovere davanti alla Corte dei Conti l’azione di rivalsa contro il dipendente qualora risulti responsabile del danno per dolo o colpa grave

 

- Sezione VI Penale – Sent. n 13048 del 15 dicembre 2000 :....Il rapporto di occasionalità necessaria deve ritenersi sussistente ogniqualvolta l’agente pubblico imputato di reati, pur perseguendo fini propri, intanto abbia potuto consumare questi in quanto – svolgendo le funzioni assegnategli e avendo così attinto legittimamente informazioni d’ufficio (poi utilizzate illegalmente) si siano oggettivamente e concretamente dimostrate indispensabili per l’esecuzione dei reati medesimi.