ASSOCIAZIONE MAGISTRATI DELLA CORTE DEI CONTI

CONSIGLIO DIRETTIVO

 

 

Verbale della riunione del 17 gennaio 2005

 

 

Il giorno 17 gennaio 2005, alle ore 16.10, presso l’Aula Bonadonna della sede centrale della Corte dei Conti si è riunito il Consiglio Direttivo in intestazione composto dai presenti:

Presidente: Manfredi Selvaggi

 

Consiglieri: Annunziata, Arrigucci, Carosi, Coco, de Gennaro, Della Ventura, Greco, Lentini, Meloni, Novelli, Pasqualucci, Pilato, Romanelli, Rozera, Scudieri, Sfrecola, Topi, Viola.

 

 

Sono assenti i Consiglieri Giorgione, Mirabella C., Mirabella M., Orefice, Raeli, Schlitzer

 

Svolge le funzioni di Segretario verbalizzante il consigliere de Gennaro.

 

L’ordine del giorno prevede i seguenti punti:

1.      Approvazione verbale della seduta del 29.11.2004;

2.      comunicazioni del Presidente;

3.      Relazione Commissione nominata dal Direttivo del 29 novembre 2004 – Individuazione tematiche per Assemblea del 25 gennaio 2005;

4.      Proposta normativa del Procuratore generale in tema di Responsabilità Amministrativa;

5.      Riduzione al Bilancio della Corte dei conti;

6.      Rapporti con il Consiglio di Presidenza;

7.      Dichiarazioni critiche di esponenti politici nei confronti della Corte dei conti;

8.      Dotazione organico personale amministrativo delle Sezioni Regionali di controllo (lettera del Pres.Manganelli);

9.      Norma estinzione giudizi sulle consulenze;

10.  Proposta di modifica statutaria per l’istituzione della Sezione Autonoma magistrati a riposo;

11.  varie ed eventuali.

 

Punto 1)

 

Pilato chiede che venga inserita una rettifica chiarificatrice al proprio intervento

 

Pasqualucci chiede alcune rettifiche puramente di forma.

 

Il Consiglio approva all’unanimità il verbale della riunione del 29 novembre 2004.

 

 

 

Punto 2)

 

Il Presidente riferisce sulle attività svolte in adempimento a quanto previsto nella riunione del Consiglio Direttivo del 29 novembre 2004:

1.      comunicato stampa, congiunto con l’ANMA, circa la contrarietà dell’Associazione all’impianto della legge di riforma dell’ordinamento giudiziario;

2.      costituzione di una Commissione (cui hanno partecipato tutti i gruppi con eccezione di NPI) avente il compito di individuare i punti della riforma dell’ordinamento giudiziario aventi più immediata applicazione anche per la Corte dei conti;

Il Presidente riferisce, inoltre sulla tempestiva presa di posizione da lui assunta sulla stampa (v.IL SOLE 24 Ore del 24 dicembre scorso) in merito al necessario ritiro della norma (ex comma 579 del maxiemendamento alla finanziaria 2005) che prevedeva l’estinzione dei giudizi di responsabilità aventi ad oggetto incarichi di consulenza. La norma è stata immediatamente dopo stralciata.

 

 

Punto 3)

 

Pilato illustra il contenuto del verbale redatto a conclusione di lavori della Commissione precisando che, pur ribadendo il proprio giudizio negativo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, non ritiene comunque costruttivo un atteggiamento di rottura che portasse ad uno scontro frontale con il Governo.

 

Coco non condivide il verbale redatto dalla Commissione e presenta un documento redatto dal gruppo Alternativa (all.1) che va ad illustrare.

In esso si sottolinea la contrarietà non solo in riferimento ad alcuni punti specifici del testo della legge, ma a tutto l’impianto nel suo complesso. La legge di riforma in primo luogo conterrebbe un abuso di potere nella previsione di una delega al Governo, in luogo della normale procedura parlamentare, abuso peraltro già evidenziato nel messaggio di rinvio di Ciampi. Così come risulta grave la circostanza che la legge sia stata approvata facendo ricorso ad un voto di fiducia e nella totale assenza di qualsiasi dialogo sindacale.

Coco ritiene che tali considerazioni dovrebbero essere le premesse da cui il Consiglio Direttivo dovrebbe partire prima di approvare qualsiasi documento da portare sul tema della riforma all’assemblea del 25 p.v. Esprime inoltre la massima contrarietà alla separazione delle carriere, così come alla progressione in carriera per concorsi.

Si dice inoltre contrario anche alla tipizzazione dei procedimenti disciplinari, che ritiene essere solo apparente, attesa l’assoluta genericità di alcune delle ipotesi individuate, con il rischio che il Consiglio di Presidenza potrebbe ritenere di dover applicare alla Corte anche quelle ipotesi che non la riguarderebbero, adottando in tal modo ulteriori restrizioni all’agire dei colleghi.

 

Presidente fa’ presente a Coco e a tutto il Consiglio che il gruppo Alternativa, ha partecipato ai lavori della Commissione con il collega Raeli e che questi ha inviato una e-mail con la quale ha espressamente dichiarato di approvare il contenuto del verbale così come redatto da Pilato.

 

Viola, pur comprendendo la logica del documento redatto dalla Commissione, manifesta perplessità sulla parte relativa ai procedimenti disciplinari, in quanto sembra emergere sul punto una sorta di valutazione positiva (certamente non voluta) in nulla giustificata.

Se, infatti, in astratto la tipicizzazione degli illeciti disciplinari costituisce un obiettivo auspicabile, non può negarsi come nell’ambito del progetto di riforma prevalgano formulazioni troppo generiche e connotate da tali ambiguità da risultare idonee a consentire un possibile uso discriminatorio della giustizia disciplinare. Si pensi in proposito a formule quali “perseguimento di fini diversi da quelli di giustizia", "rilasciare dichiarazioni e interviste in violazione di criteri di equilibrio o dl misura", "coinvolgimento nell' attività di centri politici o affaristici che possano condizionarne l' esercizio della funzione o, comunque, appannarne l’immagine", ”l'adozione di provvedimenti abnormi".

Peraltro. il progetto di riforma attribuisce da un lato poteri inquisitori amplissimi e, nel contempo, consente, in controtendenza rispetto alle disposizioni vigenti per i restanti dipendenti pubblici, che

il magistrato possa restare sottoposto al procedimento disciplinare per un periodo insolitamente lungo. che può arrivare addirittura a 7 anni. durante i quali il medesimo permane in uno stato di totale incertezza, con limitatissime garanzie e con la carriera bloccata.

Altro aspetto che desta grande preoccupazione è il ruolo attribuito al Ministro. I poteri di intervento e d'ingerenza dello stesso sono stati di gran lunga incrementati. Basti pensare che qualora il Ministro lo ritenga può opporsi, e senza necessità di motivazione, alla richiesta d' archiviazione del P.G., così da far finire il Magistrato, comunque, a giudizio in udienza pubblica.. Viola conclude chiedendo che il verbale, che nel complesso condivide, sia modificato sul punto dei procedimenti disciplinari, onde evitare l'impressione di una valutazione positiva delle relative disposizioni, che, invece, non sono affatto da condividere.

 

 

Presidente ricorda al Consiglio che compito della Commissione era solo quello di individuare i punti critici della riforma, quelli di immediata applicazione alla Corte dei conti e non quello di individuare le soluzioni. Le eventuali soluzioni saranno oggetto di riflessione all’Assemblea del 25 gennaio p.v.

 

Meloni esprime apprezzamento per l’ottimo lavoro svolto dalla Commissione ed al contempo apprezza l’utilità del documento redatto da Alternativa ed auspica una maggiore meditazione sugli argomenti, atteso che i tempi del dibattito sulla riforma dell’ordinamento giudiziario probabilmente saranno più lunghi del previsto. Invita peraltro a non fare esternazioni improvvisate.

Nel merito del documento della Commissione, ritiene che il punto relativo alla tipizzazione degli illeciti disciplinari necessiterebbe di un maggior approfondimento. Le nuove ipotesi infatti, potrebbero incidere sul Regolamento che si è dato il C.d.P., ma comunque non deve verificarsi al momento un vuoto sulla materia disciplinare.

Maggiore preoccupazione esprime in riferimento all’organizzazione in senso gerarchico dell’Ufficio del P.M., anche in relazione a possibili future, estensioni applicative anche alla Corte dei conti.

Per quanto attiene, infine, la formazione dei magistrati, ricorda di essersi sempre adoperato perché l’attività del Seminario Permanente sui controlli potesse ampliarsi a tutte le attribuzioni della Corte, e ciò mediante una modifica appropriata dell’atto ordinativo dello stesso Seminario.

 

Scudieri precisa che lo scritto illustrato da Pilato e su cui si sta incentrando la discussione in realtà non è un documento da presentare all’Assemblea, bensì un “verbale” dei lavori svolti dalla Commissione.

Concorda con Pilato sulla necessità di salvaguardare la tipicità della Corte dei Conti e ricorda che la Commissione si è preoccupata di evidenziare i punti della riforma più immediatamente applicabili.

Con riferimento alla tipizzazione dei procedimenti disciplinari, ritiene che essa è accettabile come principio, in quanto in tal modo si garantisce maggiormente il magistrato, mentre è assolutamente da escludere qualsiasi forma di gerarchizzazione atteso che esistono già nella Corte delle forme di coordinamento.

Con riferimento poi al punto (pag.2 del verbale) sulle ingerenze, ritiene che appaia incongrua l’ingerenza del politico sul magistrato, che dovrebbe sanzionare semmai il politico, piuttosto che il magistrato.

In disparte le predette precisazioni, condivide pienamente il verbale della Commissione.

 

Pasqualucci esprime in primo luogo il proprio apprezzamento per l’operato della Giunta, sia con riferimento al comunicato stampa con cui è espressa la contrarietà alla riforma, redatto all’indomani della riunione del 29 novembre scorso; sia con riferimento al tempestivo intervento del Presidente teso ad eliminare dal maxiemendamento alla finanziaria 2005, la norma di estinzione dei giudizi aventi ad oggetto incarichi di consulenza.

In riferimento al verbale della Commissione ritiene che ci sia una convergenza sulle critiche mosse alla riforma dell’ordinamento giudiziario.

Ritiene inoltre, opportuno che si redigesse un documento da diffondere alla stampa, i cui contenuti venissero esposti alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terranno a breve su tutto il territorio.

Esprime poi la necessità di mettere in luce le difficoltà gestionali in cui sono costretti ad operare i colleghi, a causa della inadeguatezza delle risorse disponibili.

Con riferimento, invece, ai Consigli Giudiziari, ritiene che essi sarebbero utili, atteso che la tendenza della magistratura in generale è quella di coinvolgere sempre più la classe forense che  ritiene possa essere, in questo momento, il migliore nostro alleato. In tal modo la Corte dimostrerebbe di non essere una casta.

 

Alle ore 17.00 entra il cons.Romanelli.

 

Della Ventura ritiene necessario che alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, l’Associazione si presenti con un documento comune che il gruppo Nuove Proposte Istituzionali, avrebbe già redatto.

 

Presidente esprime la necessità di concludere la discussione sul punto 3) prima di passare ad altri argomenti e pertanto chiede al Consiglio di esprimersi sulla possibilità che il verbale redatto dalla Commissione venga presentato come ordine del giorno dell’Assemblea del 25 gennaio p.v.

 

Coco esprime parere contrario, non condividendo l’intero disegno di legge di riforma piuttosto che le singole norme.

 

Carosi rammenta che l’Associazione si è già espressa fortemente ed in modo concorde sulla contrarietà alla legge di riforma e che per ribadire tale contrarietà non ci sarebbe bisogno di una assemblea. Essa è giustificata proprio dalla necessità di affrontare i singoli punti di discussione e pertanto è dal verbale che và ricavato l’ordine del giorno per l’Assemblea.

Nell’ambito del verbale ritiene che vadano distinti i punti di critica, da quelli sui quali aprire una piattaforma di rivendicazione con il Governo, cui dovrebbe aggiungersi il problema dei tagli di spesa che sono stati attuati con la finanziaria. L’operato del Governo ha posto la Corte dei conti sullo stesso piano di qualsiasi altra pubblica amministrazione. Tale comportamento crea al sistema delle storture maggiori di quelle poste in essere dalla riforma della giustizia, atteso che i tagli di spesa sono di applicazione immediata.

Carosi ribadisce di aver votato per un’Assemblea che portasse all’ordine del giorno anche una piattaforma.

 

Arrigucci dopo aver letto l’ordine del giorno riportato nella convocazione dell’assemblea del 25 gennaio, chiede al collega Carosi di specificare a quale o.d.g. si riferisse.

Carosi sottolinea la necessità di discutere in assemblea tutti i problemi che devono trovare una soluzione nella Corte e conseguentemente ritiene che l’o.d.g. del 25 gennaio debba essere integrato con le proposte avanzate dai colleghi Coco e Viola e quindi con il tema dei procedimenti disciplinari e quello dei tagli di spesa al bilancio della Corte, nonché della carenza di risorse delle Sezioni regionali di controllo.

 

Presidente chiarisce che quando si parla di questioni attinenti all’ordinamento giudiziario, ci si riferisce ad una complessità di argomenti. L’indipendenza del magistrato, infatti, non può prescindere dalle dotazioni di cui egli dispone, essenziali per l’effettività delle funzioni da questi esercitate.

Per quanto attiene l’o.d.g., ritiene che il verbale della Commissione possa essere ben integrato con il documento presentato dal gruppo Alternativa

 

Viola ritiene che al verbale della Commissione debbano essere apportate le seguenti modificazioni:

 

al punto 2) rigo 7 la nuova formulazione dovrebbe essere ”…Talune residuali tipizzazioni dell’illecito disciplinare (la gran parte delle fattispecie essendo, invero, caratterizzate da formulazioni generiche ed ambigue), come ad esempio:….”

 

al punto 7) la nuova formulazione dovrebbe essere “Esaminando il sistema di responsabilità disciplinare, il principio di tipizzazione dell’illecito, se depurato dalla non condivisibile sovrabbondanza di formulazioni generiche ed ambigue, potrebbe concretare un regime di maggiore garanzia del magistrato”

 

 

Topi ritiene che i due documenti (Commissione e Alternativa) siano completamente opposti per quanto attiene al giudizio sull’impianto generale della riforma e quindi il Consiglio dovrebbe prendere posizioni o sull’uno o sull’altro, non potendosi completare a vicenda.

 

Presidente ancora una volta rammenta che l’Associazione ha già espresso l’unitaria contrarietà alla legge di riforma dell’ordinamento giudiziario nella sua interezza con il comunicato stampa (congiunto con l’ANMA) diramato all’indomani della seduta Consiglio Direttivo del 29 novembre scorso.

 

Pilato ricorda che l’atteggiamento della stessa ANM è quello di proporre delle riflessioni critiche sulla riforma e pertanto la Corte non può pensare di andare oltre. La realtà è che vi sono tanto dei principi generali, quanto delle norme di dettaglio sulle quali incentrare la riflessione, quale ad esempio quelle afferenti al procedimento disciplinare, caratterizzate da particolare ambiguità.

 

Romanelli propone di portare all’Assemblea il verbale della Commissione quale o.d.g. di un gruppo di lavoro, mentre Alternativa porta il proprio.

 

Coco propone di eliminare l’ultimo capoverso del punto 2) del verbale della Commissione.

 

Arrigucci pur non volendo scendere ad esaminare il contenuto del verbale, atteso che il proprio gruppo non ha partecipato alla Commissione, dichiara di votare contro il verbale della stessa e di approvare invece il documento di Alternativa.

 

Annunziata precisa che il verbale redatto dalla Commissione non è un “documento” da approvare, bensì un testo di base per la discussione che si sta svolgendo in Consiglio.

 

Pasqualucci propone di eliminare l’ultimo comma del punto 8) del verbale

 

Presidente riepiloga tutte le modifiche da portare al verbale, proposte dai colleghi in sede di discussione.

 

Mette ai voti la proposta di portare all’o.d.g. dell’Assemblea del 25 gennaio il verbale della Commissione, come modificato (all.2), ed integrato con il documento del gruppo Alternativa

 

La proposta viene approvata con il seguente esito:

15 favorevoli (Annunziata, Carosi, Coco, de Gennaro, Greco, Lentini, Manfredi Selvaggi,, Meloni, Novelli, Pasqualucci, Pilato, Romanelli, Scudieri, Sfrecola, Viola)

3 contrari (Arrigucci, Della Ventura, Rozera)

1 astenuto (Topi)

 

 

Punto 4)

 

Presidente riferisce di essere venuto a conoscenza, in occasione della giornata in ricordo del collega Rapisarda, svoltasi a Palermo l’11 dicembre scorso, della stesura di una norma di riforma della responsabilità amministrativa da parte del Procuratore Generale. Nonostante abbia chiesto più volte al P.G. di poter prendere visione del testo della norma, sulla quale ritiene che l’Associazione debba potersi esprimere, essa non gli è mai stata consegnata.

Il Presidente comunque, riassume brevemente al Consiglio i tratti salienti della norma in questione :a) natura sanzionatoria della responsabilità; b) applicazione di una sanzione nel massimo commisurata a n.2 annualità di stipendio del dipendente; c) quantificazione della sanzione ad opera del Procuratore generale, sulla scorta di una serie di parametri che ripercorrono sostanzialmente quelli previsti oggi per l’esercizio del potere riduttivo; d) condono.

Esprime anche il timore che all’indomani, il P.G. faccia menzione della norma in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, alla quale peraltro l’Associazione pur partecipando, non ha possibilità di svolgere alcun intervento.

 

Sfrecola riferisce che, avendogli comunicato il P.G. di aver scritto a Letta in merito alla norma in questione, egli si è preoccupato di comunicare allo stesso Letta la contrarietà dell’Associazione al progetto di trasformazione della responsabilità amministrativa da risarcitoria in sanzionatoria, con tutte le conseguenze. Ritiene quindi necessario che il Consiglio Direttivo elabori un documento chiaro, sintetico e preciso sugli effetti negativi della trasformazione della natura della responsabilità in sanzionatoria, da divulgare nell’ipotesi in cui il P.G. ne parli all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

 

Della Ventura propone nuovamente di leggere alle cerimonie di inaugurazione il documento redatto dal proprio gruppo, pur se in esso non si affronta la proposta del P.G., ma altri punti (riforma ordinamento giudiziario, tagli al bilancio della Corte, norma sugli incarichi di consulenza, condono).

 

Romanelli pone il problema più generale di ribadire quali siano le persone istituzionalmente titolate a rappresentare la Corte, ritenendo che non è possibile consentire al P.G., di compromettere avventatamente il futuro della Corte. Concorda pertanto con la proposta di Sfrecola e ritiene che qualora il P.G. dovesse parlare del suo progetto alla cerimonia d’inaugurazione, il Presidente Manfredi Selvaggi dovrebbe manifestare una posizione dura dell’Associazione.

 

Pasqualucci concorda sul documento presentato da Della Ventura. Con riferimento alla proposta di riforma del P.G. teme il rischio che l’attribuzione di natura sanzionatoria alla responsabilità, possa mettere in dubbio il principio di esclusività della giurisdizione della Corte dei conti, così come potrebbe far venir meno l’interesse delle amministrazioni al recupero delle somme eventualmente indebitamente erogate.

 

Meloni concorda su quanto è stato detto in merito alle proposte.

Ritiene, inoltre, di affrontare congiuntamente anche il punto 5) all’o.d.g. e con riferimento ai tagli al bilancio apprezza le posizioni assunte in merito dal C.d.P., ma sottolinea l’esigenza che i vertici della Corte, ed in particolare il Segretario Generale, affermino nelle sedi opportune la necessità di disporre di risorse finanziarie adeguate a funzioni costituzionalmente rilevanti.

 

Coco ritiene che si debba assolutamente confermare la natura risarcitoria della responsabilità amministrativa altrimenti si corre il rischio di perdere la giurisdizione in merito.

 

Novelli propone di votare la proposta di Romanelli di affidare al Presidente Manfredi Selvaggi il compito di intervenire sulla stampa in proposito al progetto del P.G.. Con riferimento al documento del collega Della Ventura, ritiene che esso possa essere utilizzato solo come “spunto” per gli interventi dei rappresentanti dell’Associazione alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, ma che non debba essere letto testualmente, espungendo il punto relativo al condono.

 

Arrigucci condivide gli interventi dei colleghi sulla natura risarcitoria della responsabilità amministrativa. Per quanto attiene il documento presentato da Della Ventura, precisa che esso è espressione di tutto il gruppo NPI e ribadisce la volontà che venga letto testualmente in modo da rendere gli interventi uniformi e da dare ad essi un significato di protesta.

 

Presidente chiede di votare la proposta di Romanelli di dare mandato al Presidente dell’Associazione di esprimere alla stampa la contrarietà al progetto di riforma del P.G.

 

Il Consiglio approva all’unanimità

 

Presidente chiede che il Consiglio Direttivo decida se intervenire alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario con un testo rigido e predefinito ovvero se utilizzare il documento NPI solo come uno spunto per gli interventi

 

Viola esprime contrarietà a leggere un documento unico e predefinito, ritenendo sufficiente che ogni rappresentante si limiti a riportare nell’intervento le tematiche contenute in esso.

Per quanto attiene poi ai tagli al bilancio, ritiene assurde le restrizioni riportate nella circolare del Segretario Generale del 5 gennaio scorso (soppressione navette, soppressione buoni pasto solo per i magistrati e non per i dirigenti, ecc…).

 

Sfrecola si esprime in senso favorevole ad interventi “a braccio” cui aggiungere un breve comunicato da consegnare alla stampa in ogni sede periferica.

 

Arrigucci si dichiara contraria ad interventi “a braccio” e chiede di votare sulla proposta di leggere il documento elaborato da NPI.

 

Rozera concorda con la collega Arrigucci

 

Greco quale dichiarazione di voto, esprime contrarietà alla proposta Arrigucci, ritenendo che il documento di NPI debba valere solo come una traccia per gli interventi.

 

Presidente mette in votazione la proposta di Arrigucci di leggere testualmente il documento di NPI alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario

 

La proposta viene respinta con il seguente esito:

4 favorevoli (Arrigucci, Della Ventura, Rozera, Topi)

15 contrari (Annunziata, Carosi, Coco, de Gennaro, Greco, Lentini, Manfredi Selvaggi, Meloni, Novelli, Pasqualucci, Pilato, Romanelli, Scudieri, Sfrecola, Viola)

 

Presidente mette ai voti la proposta di svolgere degli interventi “a braccio” e senza che venga redatto alcun comunicato per la stampa

 

La proposta viene approvata con il seguente esito:

12 favorevoli (Annunziata, Carosi, de Gennaro, Greco, Lentini, Meloni, Novelli, Pasqualucci, Pilato, Romanelli, Sfrecola, Viola)

4 contrari (Arrigucci, Della Ventura, Rozera, Topi)

3 astenuti (Coco, Manfredi Selvaggi, Scudieri)

 

 

Punto 5)

 

L’argomento è stato già affrontato unitamente al precedente punto 4)

 

 

Punto 6)

 

Presidente attesa l’ora tarda e rilevata l’indisponibilità della maggior parte dei componenti del Consiglio Direttivo a proseguire la seduta, ritiene di rinviare la discussione del punto 6) e degli altri punti all’o.d.g. alla prossima riunione del Consiglio Direttivo.

 

Coco concorda con il rinvio, ma chiede che per affrontare l’argomento del punto 6) venga convocato un Consiglio Direttivo a più breve termine.

 

Il Presidente Manfredi Selvaggi preso atto della richiesta di Coco dichiara sciolta la riunione alle ore 19.30.

 

 

 

       Il Segretario                                                                 Il Presidente

Carmela de Gennaro                                         Carlo Alberto Manfredi Selvaggi