L'Assemblea generale dell' Associazione Magistrati della Corte dei conti,

in data 27 maggio 2002

 

CONSIDERATI i contenuti e le motivazioni della decisione assunta dalla precedente Assemblea del 6 maggio 2002 riguardo alla proclamazione, per il giorno 6 giugno 2002, dell'astensione da ogni attività;

 

VISTO il mandato conferito, nella circostanza, agli organi direttivi dell'Associazione al fine di perseguire, in armonia con le altre magistrature, l'obiettivo di raggiungere, nelle sedi istituzionali competenti, risultati positivi tali da garantire l'assetto costituzionale, l'indipendenza e l'autonomia di tutte le magistrature;

 

VISTO, altresì, il mandato conferito il 6 maggio u.s. al Presidente dell'Associazione Magistrati della Corte dei conti di riferire all'Assemblea gli esiti e i risultati delle iniziative intraprese per consentire la tempestiva definizione delle conseguenti decisioni;

 

CONSTATATO che da parte del Governo è stato attivato un dialogo sulle questioni sollevate dalle magistrature e, in particolar modo, per quanto riguarda la salvaguardia dei principi costituzionali di indipendenza ed autonomia;

 

CONSIDERATO che per quanto più specificamente attiene alle tematiche di interesse della Corte dei conti - evidenziate nel parere favorevole reso dalle Sezioni Riunite in data 22 maggio u.s. - si è tuttora in attesa della pronuncia della Conferenza unificata sullo schema di disegno di legge di attuazione del riformato titolo V della Costituzione predisposto dal Governo;

 

CONSIDERATO che sono tuttora in corso confronti in sede governativa e parlamentare sia per la tutela delle funzioni di controllo e della loro necessaria cointestazione unitamente a quelle giurisdizionali della Corte dei conti, sia per garantire, in sede di accesso alla carriera magistratuale, gli specifici requisiti;

 

VISTA la decisione assunta dal Comitato Direttivo Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati in data 25 maggio 2002;

 

TENUTO conto dell'appello formulato dal Presidente della Repubblica, garante dell'unità nazionale e custode della Costituzione;

 

VALUTATA la necessità di attendere la definizione delle tematiche sopra individuate al fine di ritenere sussistenti o cessate le motivazioni e le preoccupazioni che avevano portato alla proclamazione della giornata di astensione,

DELIBERA

- conferma la viva preoccupazione e lo stato di agitazione della categoria e, nel contempo, in attesa dell'evolversi dei confronti in corso in sede governativa e parlamentare, sospende l'astensione da ogni attività proclamata in precedenza per il 6 giugno 2002;

- dà pieno mandato al Consiglio Direttivo di seguire gli sviluppi della situazione e di decidere definitivamente sull'eventuale astensione e sulle relative modalità.

 

 

APPROVATO A MAGGIORANZA