PREFAZIONE

 

Le profonde trasformazioni che da quasi un ventennio vedono come protagonista il pubblico impiego, si sono, e non poteva essere diversamente, riverberate anche sul regime previdenziale dello stesso, in particolare con un significativo accostamento ad istituti e scelte legislative riguardanti il trattamento previdenziale pubblico. Da ciò alcune conseguenze di rilevantissimo impatto: il giudizio pensionistico del pubblico dipendente vede il coniugarsi del proprio interesse con quello pubblico non più grazie alla figura del Procuratore Generale presente in giudizio, ma ad una dinamica processuale dispositiva e di dialettica a pari livello con la PA e con questo l'accrescersi di oneri di attività giudiziale cui deve corrispondere un giudizio dalle regole sempre più dettagliate e certe. Risultato da ottenersi in unisono con la tutela del ruolo di "parte debole" del processo, rivestita dal pensionato, tutela, allora, accordata dal potere di ufficio del Giudice, sempre però, nell'ambito di un procedimento giudiziale organicamente codificato, o in via legislativa o con tecnica pretoria. In questi anni assistiamo a questo difficile processo e al tentativo di attuazione delle esposte esigenze. Di ciò la presente trattazione intende dar conto, per quanto possibile, nel repentino mutare degli elementi valutativi di riferimento, anche in relazione ad innovazioni del diritto sostanziale, unitamente all'esame del faticoso impegno di organizzazione e di autoregolazione delle Sezioni territoriali della Corte dei conti.