|
Ordine del giorno approvato dal Consiglio direttivo nella seduta del 15 settembre 2009
L’Associazione magistrati della Corte dei conti consapevole del prezioso intervento del Presidente della Repubblica in occasione della conversione del decreto legge n.78 del 2009 (c.d. decreto anticrisi) confida, su questa premessa, in una sollecita integrale conversione in legge del decreto legge n.103 del 3 agosto 2009 che ha eliminato le disposizioni maggiormente lesive del sistema di garanzie obiettive posto a tutela della corretta ed efficace gestione delle risorse pubbliche. L’Associazione ribadisce la propria contrarietà anche a molte delle restanti modifiche, introdotte dai due connessi provvedimenti d’urgenza, che continuano a destare vivo sconcerto e profondo allarme. Essa rimane ferma nella convinzione, condivisa dal Senato come raccomandazione in tal senso approvata nella seduta di fine luglio, che riforme dell’assetto e della funzione della Corte dei conti debbano avvenire solo con provvedimenti organici a seguito del normale confronto parlamentare e con l’Istituzione stessa, cosa del resto prevista espressamente del R.D.n.273/39. Utile sarà, in tale occasione, un leale e collaborativo confronto con gli organi di questa Associazione anche attraverso la costituzione di un apposito “tavolo tecnico” per il quale del resto gli esponenti sia del Governo che delle forze parlamentari tutte si sono dichiarati disponibili. In tal senso l’Associazione è già pronta ad attivarsi. E’ auspicabile che nell’imminente conversione, in coerenza con la contestualità della promulgazione del primo decreto legge e l’emanazione del secondo a correzione del primo, tutti i gruppi parlamentari non diano spazio a modifiche di tale concordato assetto. Del pari l’Associazione è certa, poi, che nella successiva attività legislativa il Parlamento voglia, a mente della ricordata raccomandazione accolta dal Senato, evitare ulteriori interventi episodici e disorganici. Nel rinnovare la gratitudine al Capo dello Stato per la fondamentale azione di tutela delle funzioni della Magistratura contabile l’Associazione ritiene che la propria rinuncia ad ulteriori modifiche del decreto in conversione possa essere proficuo viatico per la ricostituzione di un clima di costruttivo confronto con le forze parlamentari. A tal fine, ad esempio, una rapida soluzione riformatrice potrebbe essere, come da tempo questa Associazione richiede l’approvazione di una normativa analoga a quella di recente adottata per il Consiglio di Stato (art.44 della legge 18 giugno 2009, n.69- delega al Governo per il riassetto della disciplina del processo amministrativo). Del resto non a caso questi due Istituti sono equiparati nella normativa costituzionale (art.100 e 103). |