IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI

 DELLA CORTE DEI CONTI

 

VISTO l’emendamento 6.0.100 al d.d.l. A.S. n. 847 (“Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico”), a firma del relatore sen. Vizzini, che peraltro riproduce analogo testo già dichiarato inammissibile (emendamento 6.0.11, a firma del sen. Saltamartini);

CONSTATATO che l’emendamento è sostanzialmente la riproposizione del testo dell’art. 74 del d.d.l 1441, sul quale il Consiglio direttivo nella seduta del 7 luglio 2008 ha espresso il proprio parere contrario, dichiarando nel contempo lo stato di agitazione della categoria;

CONSIDERATO il ripetersi, negli ultimi tempi, di iniziative normative asistematiche ed estemporanee, per di più proposte senza la preventiva consultazione dell’Istituto, che pure è espressamente prevista dall’ordinamento (r.d.l. n. 273/1939);

R I T E N U T O

che tale reiterata iniziativa rappresenti l’incomprensibile tentativo di intervenire pesantemente sulle funzioni e sull’ordinamento della Corte dei conti, in evidente contrasto con le garanzie poste dalla Costituzione a tutela del corretto utilizzo e della proficua gestione delle risorse finanziarie pubbliche, nonché con i principi posti a presidio delle magistrature;

che, in particolare, venga stravolta la coerenza del sistema costituzionale di controllo esterno della Corte dei conti, che verrebbe ad essere asservito e subordinato ai Governi, centrale e locali, a detrimento del corretto rapporto con il Parlamento e con le Assemblee elettive;

che il testo introduca principi e criteri fortemente gerarchici ed accentratori, specie attraverso l’intestazione, nel vertice dell’Istituto, di una funzione di indirizzo politico-istituzionale che, propria delle strutture burocratiche, viene così estesa anche al governo delle funzioni magistratuali in maniera non compatibile con i sopra richiamati principi costituzionali;

che sia gravemente lesivo il sostanziale annullamento del Consiglio di presidenza quale Organo di autogoverno, con l’espressa previsione di semplici funzioni di amministrazione del personale di magistratura e la marginalizzazione della sua componente elettiva (oggi maggioritaria), con l’incremento oltre ogni logica dei componenti di diritto, tra i quali sarebbero inclusi persino magistrati affidatari di funzioni meramente amministrative, sostanzialmente nominati dal Presidente della Corte;

che sia inconcepibile il finanziamento di specifiche funzioni dell’Istituto e non di quest’ultimo nel suo complesso, così minandone in radice l’autonomia e l’indipendenza nell’esercizio dei suoi compiti istituzionali, specie di quelli giurisdizionali;

C O N F E R M A

lo stato di agitazione a suo tempo deliberato;

S E G N A L A

alla pubblica opinione il gravissimo vulnus che verrebbe arrecato all’attuale assetto istituzionale;

C O N F I D A

che il Presidente della Corte dei conti vorrà esternare, quale massima espressione dell’Istituto e dei suoi magistrati, assoluta contrarietà a tale proposta e contrastare in ogni modo un simile tentativo eversivo del sistema delle garanzie magistratuali a tutela della finanza pubblica;

che anche il Consiglio di Presidenza vorrà affrontare con urgenza la questione, attualmente inserita all’ultimo punto dell’O.d.G. della prossima seduta del 19-20 novembre 2008, di cui si auspica l’anticipazione;

I M P E G N A

gli organi di governo dell’Associazione a:

-        indire una giornata di protesta, da effettuarsi tra l’altro con la simbolica interruzione delle attività istituzionali, proponendo il volontario versamento di una giornata di stipendio ad una o più organizzazioni umanitarie;

-        convocare l’assemblea degli associati;

-        convocare una conferenza-stampa per illustrare all’opinione pubblica le ragioni della protesta dei magistrati contabili;

-        chiedere un incontro urgente con il relatore del provvedimento e con le forze parlamentari e di Governo.

Roma, 17 novembre 2008