ASSOCIAZIONE MAGISTRATI DELLA CORTE DEI CONTI
CONSIGLIO DIRETTIVO

 

 

Verbale della riunione del 11 aprile 2005

 

 

Il giorno 11 aprile 2005, alle ore 15.30, presso l’aula Bonadonna della sede centrale della Corte dei Conti  si è riunito  il Consiglio  direttivo.

Presidente:  Manfredi Selvaggi

Sono  assenti  all’inizio della seduta  i consiglieri Annunziata, Arrigucci , Lentini ,  Mirabella Maurizio, Pilato, Raeli, Rozera, Schlitzer , Sfrecola e Topi.

 

 

Svolge le funzioni di segretario verbalizzante il cons. Giorgione.

 

L’ordine  del giorno prevede i seguenti punti:

1)    approvazione verbale della seduta del 28.02.2005;

2)    comunicazioni del Presidente;

3)          proposta di modifica statutaria per l’istituzione della Sezione Autonoma Magistrati a riposo;

4)          ipotesi nuovo Regolamento di procedura;

5)          ipotesi di riforma in tema di responsabilità Amministrativa;

6)          rapporti con il Consiglio di Presidenza;

7)          dichiarazioni critiche di esponenti politici nei confronti della Corte dei Conti;

8)          dotazione organico personale amministrativo delle Sezioni Regionali di controllo (lettera del Pres. MANGANELLI);

9)          Varie ed eventuali.

 

 

Coco chiede  l’inversione dell’ordine del giorno  e precisamente la discussione  del punto  6   concernente i rapporti  con il Consiglio di Presidenza,  atteso che tale organo si è  recentemente insediato  nella  nuova composizione ed il gruppo Alternativa ha  predisposto un documento.

 

Pasqualucci  afferma invece  di essere contrario  a detta inversione  dato che la  discussione relativa ai magistrati in pensione potrebbe  svolgersi  in breve tempo.

 

Pres.  Manfredi Selvaggi propone infine di anticipare il punto 6   al punto 4 dell’ordine del giorno e tale  proposta  viene approvata a maggioranza.

 

 

 

Punto 1

Viene messo in approvazione il verbale  della riunione  del 28.02.2005 ed al riguardo  Meloni, con riferimento ai suoi interventi, chiede  alcune  rettifiche al fine di migliorare la comprensibilità del suo pensiero.

 

Il Consiglio approva all’unanimità  il verbale.

 

Carosi  prende la parola per comunicare di  essere intervenuto all’odierna seduta  con  l’unico scopo di  presentare   le dimissioni,  considerato che è stato eletto  a  membro del Consiglio di Presidenza. Osserva  che sebbene fra le due cariche non sia prevista  una  incompatibilità  derivante da una norma, ritiene comunque  giusto  lasciare che  un collega subentri al proprio posto nel direttivo.

Legge  un documento  (che si allega)   nel quale chiarisce  ampiamente  le motivazioni della  predetta  decisione  .

Esprime un vivo  apprezzamento per l’opera svolta dal Presidente e dalla Giunta nel periodo trascorso  e fa presente  che gli  succederà il collega  ed amico  Massimiliano  Minerva.

 

Il Presidente  afferma che non può non complimentarsi della sensibilità dimostrata da Carosi,  il quale si è fatto carico di una situazione di incompatibilità che  pur  non trova regolamentazione  nello Statuto e ciò  gli fa  onore.

 

Scudieri  si dispiace per  le dimissioni in questione e formula un augurio di benvenuto a Massimiliano Minerva.

 

Viola   ringrazia il collega dimissionario  per essere stato coerente con la decisione ,  già manifestata   prima delle  votazioni,   che evidenzia l’intento di non monopolizzare le cariche fra poche persone.

 

Meloni manifesta il piacere di aver lavorato con Carosi nell’ambito del Seminario del Controllo, comprende le  riferite motivazioni  riguardanti l’incompatibilità sostanziale e  afferma  che è  importante la   presenza dello stesso  nel Consiglio di Presidenza proprio quale garante della  funzione di controllo espletata dalla Corte.

 

Coco  formula anch’esso  auguri a Carosi  per la  nuova attività   e un benvenuto a Massimiliano Minerva.

 

Carmela Mirabella   ringrazia Aldo Carosi  che è stato  per il gruppo un punto di riferimento  e   manifesta  apprezzamento per l’ingresso di Minerva, anche quale  magistrato  che  può  rappresentare  al meglio le esigenze  delle  Sezioni Regionali.

 

Anche Orefice si  associa.

 

Il Presidente  dopo aver  espresso un benvenuto a Minerva   passa alle comunicazioni di cui al  punto  2   dell’ordine del giorno.

Precisa che il giorno successivo ripartiranno le iniziative di carattere culturale  (conversazioni  di  pubblica contabilità )  e  comunica che il giorno 6 maggio in Campidoglio con i magistrati del  TAR  e l’Associazione Donne Magistrato  si terrà un convegno al quale spera che  interverranno in molti.

 

Mette  poi   in discussione il punto  3  che  riguarda l’eventuale modifica statutaria  per  inserire una Sezione comprendente  i magistrati a riposo. In tal senso è stata  presentata una istanza  dal Pres. Zocca  che ha portato  a   riferimento l’Associazione Magistrati Ordinari,    ritenendo che  un loro rappresentante dovrebbe poter   partecipare alle sedute del Consiglio direttivo e nelle assemblee i magistrati in pensione  potrebbero avere  possibilità di voto.

 

Il Presidente  propone di nominare una commissione paritetica  oppure di studiare il problema  al fine  di  dare un sollecito riscontro  a quanto richiesto.

 

Pasqualucci  sostiene che l’iniziativa non  deve essere  respinta a  priori.

 

Coco  chiede di sapere  se esista una analoga organizzazione   per i magistrati del TAR  e del Consiglio di Stato,  rammentando poi che non  esiste una sola associazione  ma più  organizzazioni differenziate.

Non gli  pare raffrontabile  la situazione a  quella dei magistrati ordinari .

 

Viola  osserva  che un magistrato  è tale anche in pensione, ma che la procedura sarebbe comunque lunga perché occorre rettificare lo Statuto e fare un referendum

E pertanto occorre  innanzitutto  un assenso   generalizzato  di tutti i gruppi perché se vi sono preclusioni  è inutile procedere.

 

Il Presidente  propone di individuare dei colleghi  che sulla base del mandato  possano incontrare i magistrati a riposo.

 

Coco  afferma che i colleghi non gradirebbero la partecipazione al direttivo  con diritto di voto , ma anche la sola   presenza alle riunioni  del  Consiglio direttivo non pare opportuna  per le influenze  che potrebbero verificarsi.

 

De Gennaro  non condivide i timori del Pres. Coco  ma comunque   è meglio riflettere    prima   all’interno dello stesso Cons. direttivo per poi esternare la decisione .

 

Romanelli fa presente che i magistrati a riposo conferirebbero i loro contributi e   che si deve  verificare  la fattibilità dei   due  prospettati aspetti. Si possono  prevedere altri possibili  collegamenti, se si è  contrari alla partecipazione alle riunioni del direttivo   o nelle assemblee.  Approva il documento di Pasqualucci.

 

Novelli  richiama l’intervento di Romanelli.

 

Della Ventura  afferma  che  in effetti la  soluzione di   far  partecipare all’assemblea  non lo trova consenziente.   Forse si potrebbe discutere  di  una partecipazione per i problemi economici che possono interessare l’intera categoria. Meglio quindi limitare il mandato.

 

Meloni   sostiene che occorre scartare  l’idea di una commissione paritetica,  ma che bisogna   non sottovalutare l’aspetto solidaristico e perciò dare un segnale di attenzione.

 

Schlitzer , nel frattempo  entrato nella  adunanza,  si dichiara totalmente contrario atteso che  il rappresentante di tale Sezione autonoma  dovrebbe  partecipare agli incontri con il Governo   sullo status giuridico ed economico, mentre è ben noto quale siano le risorse. Dichiara di essere contrario  anche alle partecipazioni alle assemblee.

 

Viola considera che le problematiche sulla   determinazione  del  trattamento economico  sono separate  da quelle  relative alle pensioni .

 

Minerva  osserva  che i magistrati di oggi saranno i pensionati di domani  ed è quindi giusto  studiare le eventuali modalità di collegamento.

 

Pasqualucci  allora  ritiene che si possa  creare un collegamento  per   alcuni problemi minori.

 

Il Presidente   propone infine  di  costituire  una commissione interna.

 

Giorgione  sostiene  che la commissione  non deve però anticipare alcuna soluzione positiva  perché è tutto da discutere .  Non  sembra opportuno, visto anche il limite di età prolungato, che  ci si ritrovi ancora con  magistrati  che hanno avuto un grande potere all’interno della Corte.

 

Quindi viene designata la commissione dai gruppi :

Pasqualucci , Scudieri , Mirabella Maurizio , Massimiliano Minerva ,  Schitzer  e  Coco.

 

 

Si passa alla  discussione del punto 4 : rapporti con il Consiglio di Presidenza.

 

Coco   legge il documento predisposto da Alternativa  che è finalizzato  ad ottenere subito  dal Consiglio di Presidenza  il dimezzamento del punteggio discrezionale, poiché  la  revisione dei criteri, anch’essa  necessaria,   richiederebbe  comunque   tempi  lunghi .

Ricorda i numerosi ricorsi presentati  ed accolti. Il  discredito generale è tale  che molti colleghi anche di grande valore  si astengono dal  presentare  domande per assegnazioni  di funzioni  perché sanno bene che non  otterranno  alcuna  valutazione positiva  visto il modo  di procedere dei  membri del  Consiglio  di Presidenza .

 

 

Romanelli  afferma di salutare con piacere questo argomento che può costituire una utile base di riflessione ma che vi sono numerosi argomenti  che occorre trattare  come la situazione degli organici   delle Sezioni Regionali messi  a raffronto  con quelli previsti per Roma . Inoltre è da considerare la scarsa incidenza  che il Consiglio  di Presidenza  esercita  sul problema  del bilancio della Corte   per il quale decide  solo il  Presidente ed il Segretario Generale . Vi è poi da  riflettere sui criteri  attinenti alla permanenza  dei referendari negli uffici di  prima destinazione  dato che  è una priorità  il  rafforzamento  delle Sezioni Regionali di controllo.  Occorrono quindi criteri omogenei ed automatici  per le assegnazioni.

 

 

Meloni  premette  di essere stato  presente numerose volte alle sedute del Consiglio di Presidenza  e di aver rilevato la carenza di tematiche ordinamentali o di carattere istituzionale,  mentre la gran parte del tempo è rivolto  alla autorizzazione degli incarichi.

Ottimo è l’inizio del documento di Alternativa  sullo status dei magistrati ;  comunque ritiene che non è opportuno limitare la richiesta al  dimezzamento della discrezionalità, svolgendo un discorso più complessivo.

 

Pasqualucci:   il problema  dei rapporti con il Consiglio di Presidenza è complesso, deve essere continuo nel tempo  al fine di realizzare un fine comune. Occorre un approccio diverso  e  suggerisce  di  formulare auguri e manifestare intanto la  disponibilità  alla collaborazione di tipo continuo  . Nel documento  di Coco  comunque  vanno attenuati gli aggettivi . Teme  che l’esame di tutti i problemi da prospettare possa portare al   blocco  di  tutta  l’attività del direttivo.

 

 

Coco  precisa che il problema centrale è la garanzia dei magistrati, la tutela che deve essere loro data come  accade  in altre magistrature e che il Consiglio opera come un consiglio di amministrazione .

 

Greco  considera che la maggioranza del Consiglio è eletta dai magistrati : bisogna fare un’azione complessiva e  ciascuno deve   rivolgersi  ai propri referenti . Sarebbe opportuno conoscere  sempre  in anticipo  l’ordine del giorno.

 

Scudieri  sostiene  che il documento predisposto è  troppo limitato:  ci sono altri temi da affrontare ed  è necessario instaurare un rapporto serio al fine  di pungolare il Consiglio di Presidenza  affinché adotti deliberazioni  giuste. Si devono elencare gli argomenti sui quali vi è concordanza.

 

 

 

Novelli  fa presente che il Consiglio di Presidenza probabilmente rivedrà i criteri  e dunque è sbagliato  iniziare ad  intavolare  rapporti  con questo documento . E non si sa cosa chiedere, visto che   non c’è  accordo  su tanti argomenti che richiederebbero almeno sei mesi di tempo .

Si attenda   che  venga richiesta la  collaborazione  del  direttivo.

 

 

Schlitzer  ritiene il documento limitativo: occorre  meditare  su come   rapportarsi con il Consiglio di Presidenza  ed impostare un metodo di lavoro.

 

 

Minerva pur condividendo l’esigenza di riduzione del punteggio discrezionale  propone di  formulare gli auguri di rito, di   rendersi disponibili per  forme di collaborazione  e di farsi inviare l’ordine del giorno.

 

 

Giorgione   contesta  le  osservazioni  di  molti membri del  direttivo  che non tengono conto del fatto  che  l’operato del Consiglio di Presidenza nella  formazione precedente all’attuale   è  stato pessimo  sotto tutti i profili.  Pur composto da persone  individualmente rispettabili,  nel collegio  hanno scambiato la discrezionalità  con l’arbitrio, facendo addirittura rimpiangere a molti magistrati  la conduzione monocratica  precedente all’istituzione dell’organo di autogoverno che è  stata ottenuta con grandi battaglie  associative  a cui lei stessa  ha partecipato.

Nessun magistrato può avere aspettative   perché  pur facendo finta di essere  di fazioni opposte fra loro, i  membri  sembrano  in realtà  essersi comportati come logge  massoniche  che si sono scambiate i favori per  designare   di volta in volta  magistrati  a loro più  vicini  che  non hanno alcun titolo in più  rispetto ad  altri.  Non vi è indipendenza interna. Anche i criteri  sono stati spesso disattesi per raggiungere certe finalità.

Si pensi al  fatto che un magistrato di dieci anni più anziano è stato  scavalcato nell’assegnazione perché  abitualmente non porta la cravatta.

Fra  gli altri  casi vi è quello di un magistrato che è andato a “raccomandarsi” già dal momento  dell’istituzione del  posto  sulla Gazzetta Ufficiale per  averne l’attribuzione .  E vi sono testimoni .

Ed infine  è da ricordare  che  qualche registrazione  necessaria  per  i ricorsi  è andata stranamente perduta perché  sono state   sovrapposte   altre  adunanze .

Le sintesi  del resto non danno  piena contezza  di quello che accade perché vengono citati solo i nomi dei magistrati vincitori della procedura concorsuale. Quindi non vi è  nessuna trasparenza.

Il motivo forse principale  della presenza del gruppo Alternativa, nella Giunta, è quello di  cercare di ottenere una inversione di tendenza ma se gli altri gruppi non sono d’accordo su questo, non ci sarebbe ragione di rimanere.

 

Coco  di fronte alle numerose interruzioni di Schlitzer  durante  il precedente intervento  si allontana per protesta dalla sala,   dichiarando di non fare più parte della commissione  poco prima  costituita e preannunciando   di  voler  eventualmente   presentare le dimissioni dal  direttivo.

 

Orefice  considera  che  ciascuno ha visioni diverse, che purtroppo non ci si può trovare in situazione di idillio o di conflitto permanente e che invece occorre instaurare una posizione dialettica   tale da non  provocare una  spaccatura  fra i  gruppi   che costituiscono la giunta. Il problema  è la sensibilità  sui grossi problemi quali i provvedimenti sui magistrati . Pertanto  è  da reputare  condivisibile  incidere sui principi di ordine generale .  E’ necessario  la   sensibilizzazione del Consiglio nella fase iniziale su temi comuni  a tutta la comunità dei magistrati e  fare quindi   un programma  di  massima   senza determinare un conflitto  in modo da  raggiungere una finalità costruttiva.

 

Romanelli  insiste nel far presente che  vi sono molte  altre problematiche  come quelle innanzi elencate  che devono  essere  studiate  e portate all’attenzione del Consiglio di Presidenza.

 

 

Presidente propone di acquisire agli atti  tutte le proposte dei gruppi.

 

Schlitzer  chiede che sia messa a verbale la sua assoluta contrarietà per quanto affermato dalla Giorgine e di prenderne assolutamente le distanze.  Le affermazioni fatte  non hanno  alcun valore   ed è giusto  sponsorizzarsi   attraverso i membri del Consiglio.  Le accuse formulate poi alla Segreteria sono  ingenerose e false  e devono essere respinte perché  la  gestione   è stata sempre regolare.

L’ordine del giorno non è chiaro e deve essere profondamente innovato perché deve essere analitico e deve essere trasmesso ai membri del direttivo.  Ritiene che  vi siano problemi non solo  generali  ma specifici  su  cui riflettere .

 

 

Giorgione   precisa di non aver fatto riferimento alla Segreteria del Consiglio di Presidenza.

 

 

Presidente : da  tutti gli interventi si desume che il documento è da rielaborare  completandolo con  altre proposte  e poi occorre riconvocare il Consiglio direttivo .

 

L’adunanza è sciolta alle ore   18,40 .