Associazione Magistrati della Corte dei conti

 

Verbale della riunione del Consiglio Direttivo del 5 ottobre 2004.

Ordine del giorno:

1)     Approvazione verbali delle sedute del 21 giugno 2004 e del 13 luglio 2004;

2)     Comunicazioni del Presidente;

3)     Riduzione delle spese di gestione dell’Associazione;

4)     Riforma dell’Ordinamento giudiziario - limite di età 75 anni;

5)     Proposta di revisione delle convenzioni in atto;

6)     Iniziative legislative di interesse per la Corte dei conti;

7)     Varie ed eventuali.

Sono presenti numerosi componenti, come da allegato elenco (all. 1).

La seduta è aperta dal Presidente alle ore 16,15 con un minuto di silenzio per la recente scomparsa del collega Pietro Gambioli, membro del Consiglio. Si prende atto del subentro, nel Consiglio, del  collega Sergio Annunziata, primo dei non eletti nella lista “Proposta costituzionale”.

Viene designato segretario il collega Antonino Coco.

In merito al primo punto dell’ordine del giorno, viene approvato all’unanimità il verbale del 21-6-2004. Quanto al verbale del 13-7-2004, la collega Arrigucci chiede due modifiche; la prima, relativa ad una dichiarazione resa dal collega Carosi a pag. 4, viene respinta, dopo breve discussione, a larga maggioranza; la seconda, relativa ad una puntuale dichiarazione del collega Rossi Brigante, menzionata solo genericamente a pag. 3 come mera dichiarazione di voto, è stata accolta all’unanimità nel senso che “il collega Rossi Brigante ha fatto menzione di accordi elettorali fra due liste per le cariche di presidente e vicepresidente”, accordi peraltro ampiamente noti.

         Alle ore 16,30 si allontanano dalla riunione i colleghi Romanelli e Novelli per partecipare alla seduta del Consiglio di Presidenza. Alle 17,00 si allontana, altresì, la collega Arrigucci.

         Il collega Rossi Brigante, subito dopo, dichiara di dimettersi dal Consiglio Direttivo a causa di nuovi onerosi impegni connessi alla carica di presidente di un’Authority. Subentra quindi nel Consiglio il collega Maurizio Mirabella, primo dei non eletti delle lista “Rinnovamento”.

         Il Presidente comunica di rinunciare alle sue comunicazioni (punto 2 dell’o.d.g.) per dare spazio agli altri argomenti.

           Il collega Viola, in qualità di Segretario Generale dell’Associazione riferisce sull’esigenza di contenere le spese associative entro ambiti compatibili con le limitate risorse a disposizione.

Al riguardo ritiene, da un lato, necessario addivenire ad una sorta di autoregolamentazione delle spese inerenti le trasferte dei colleghi membri degli organi associativi ( in particolare spese di viaggio, vitto e alloggio) – che assumono sempre maggior rilievo nel bilancio dell’Associazione – siano esse collegate all’effettuazione delle riunioni  degli organi associativi, che a funzioni di rappresentanza, quali la partecipazione a convegni o alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle varie Sezioni regionali.

Informa, inoltre, il Consiglio su alcune iniziative in corso per rendere fruttiferi i depositi bancari dell’Associazione, nonché sull’adozione di apposite misure per contenere i costi associativi (quali, a titolo esemplificativo, l’uso della posta elettronica, in luogo dei più onerosi servizi postali) e, più in generale, per razionalizzare le spese.

Chiede al Consiglio di esprimersi sulla utilità di continuare a pagare la pagina di Italia Oggi ( il costo annuale è pari ad Euro 1.500,00 ) quando la stessa non viene regolarmente utilizzata.

                   Il collega Scudieri, premesso che il decentramento della Corte è una conquista e non deve apparire un problema, propone un adeguamento della quota associativa. Il collega Raeli ritiene possibile una sperimentazione di limiti spontanei di spesa, ed esprime forti dubbi sull’utilità di conservare la pagina su Italia Oggi, sussistendo più efficaci e meno costosi canali di comunicazione sia tra colleghi sia all’esterno.

         Il collega Pasqualucci è d’accordo sull’autocontrollo delle spese ma è contrario all’eliminazione della pagina su Italia Oggi, che è un utile veicolo di conoscibilità esterna per l’Istituto.

         Il collega Carosi è favorevole al superamento della “pagina” così come gestita finora. Il collega Meloni ritiene che occorra indirizzare meglio la spesa associativa, anche attraverso l’aumento delle quote, per organizzare convegni di studio e per cercare il dialogo con le più alte istituzioni del Paese. Il collega Viola afferma che un eventuale aumento delle quote dev’essere preceduto da un serio sforzo di razionalizzazione e contenimento delle attuali spese. Il Presidente interviene per precisare che l’autocontrollo – nella misura, indicativa e non vincolante, di 60 euro giornalieri per il vitto e di hotels quattro stelle per l’alloggio – deve essere ritenuto come una mera raccomandazione. Il collega Della Ventura esprime perplessità sull’effettiva utilità di “Italia Oggi” e suggerisce piuttosto un migliore uso del sito Internet. La collega Giorgione insiste per un migliore utilizzo dei mezzi economici associativi, da indirizzare prevalentemente verso i convegni di studio, fornendo anche contributi ad organizzatori esterni di convegni di nostro interesse; raccomanda infine una più attenta e completa distribuzione degli avvisi ed inviti a tutti i colleghi senza esclusioni.

         La collega Lentini si associa alle numerose richieste di dedicare gran parte della spesa associativa ai convegni di studio. Il Presidente pone in votazione la disdetta alla pagina su Italia Oggi, e la proposta di disdetta viene approvata a larga maggioranza.

         Sul quarto punto dell’o.d.g., il Presidente, premesso che il provvedimento legislativo generale sulla riforma della giustizia si trova n una fase di stallo con probabile rinvio e con prospettive di mutamenti sostanziali difficilmente prevedibili, apre la discussione sulla questione dei limiti d’età.

         Il collega Coco dichiara di essere favorevole alla riduzione del limite d’età a 72 anni, ma senza alcuna disposizione transitoria e derogatoria a favore di chi ha già superato tale limite al momento dell’entrata in vigore della nuova normativa; ciò, non solo per evitare la trappola della legge-fotografia, ma soprattutto perché l’abbreviazione del limite d’età non produce alcun nocumento a chi, avendo già superato il nuovo limite, ha sostanzialmente beneficiato di una maggiore durata del proprio servizio, comunque protrattosi oltre il 72° anno: dunque, viene a mancare la “ratio” per una disposizione transitoria volta ad affievolire o superare una discriminazione che non sussiste affatto:

         Il collega Viola ritiene poco praticabile l’anzidetta proposta, atteso che in presenza di un chiaro intendimento del Legislatore di consentire, comunque, la permanenza in servizio sino al 75° anno di età a coloro che, al momento dell’entrata in vigore della norma sull’ordinamento giudiziario, abbiano già compiuto i 72 anni, va studiato un meccanismo che permetta di ritornare ai 72 anni con una certa gradualità (ad esempio riducendo di sei mesi ogni anno), così scongiurando il rischio di creare situazioni di evidente ingiustizia comparativa. Il collega Pasqualucci afferma di essere anch’egli favorevole all’attuazione graduale della norma, ma subordinatamente alla richiesta di non modificare affatto il limite vigente di 75 anni, introdotto peraltro senza alcuna richiesta in tal senso delle associazioni dei magistrati. Il collega Meloni sostiene la tesi dell’azzeramento a 72 anni per tutti e senza distinzioni; l’unica suscettibile di fare chiarezza e di non dar luogo ad ulteriori fasi di incertezza e di dubbi interpretativi. Il tutto anche con norma “ad hoc”al di fuori della legge dell’ordinamento giudiziario. La collega de Gennaro ricorda che già l’Associazione si è pronunciata contro il prolungamento a 75 anni; osserva che la proposta di accorciamento a 72 anni con dei correttivi appare la più realistica nella situazione attuale e pertanto conclude in tal senso. Il collega Scudieri insiste per la cessazione a 72 anni in linea di principio, e suggerisce di trovare un’intesa coi magistrati ordinari.

Il collega Pilato rileva che l’Associazione Magistrati della Corte dei conti di intesa con l’Associazione dei Magistrati ordinari aveva sottolineato l’irragionevolezza della norma che estendeva dai 72 ai 75 anni il limite dell’età pensionabile. Il Consiglio Superiore della Magistratura aveva anche adottato un articolato e motivato parere contrario. Pertanto la soppressione della norma estensiva e la riconduzione del limite di età da 75 a 72 anni equivale al ripristino della ragionevolezza del regime di pensionamento.

 Il collega Viola riprende la parola per ribadire la necessità di un accordo con l’Associazione dei magistrati ordinari, che,  da notizie assunte da egli stesso si sarebbe dichiarata contraria alla riduzione secca a 72 anni senza il temperamento di appropriate norme transitorie. Il collega Carosi, riportandosi ai precedenti interventi, si esprime a favore sia della riduzione del limite d’età sia della gradualità di tale riduzione. La collega Giorgione insiste per la cessazione generalizzata a 72 anni senza eccezioni e senza norme transitorie, che produrrebbero effetti discriminatori tali da rendere preferibile il mantenimento dell’attuale limite di 75 anni.

         Rientrano i colleghi Romanelli e Novelli.

         Il collega Coco, pur confermando la propria posizione sul merito della questione, ritiene che comunque la Giunta debba promuovere incontri con tutte le altre associazioni di magistrati per trovare un’intesa sia sul tema centrale della riduzione a 72 anni, sia su quello delle relative modalità di attuazione.

         Il collega Pasqualucci, preso atto dei vari interventi, propone un testo di delibera, che, dopo lievi correttivi, viene posto in votazione, e approvato a larga maggioranza, nella seguente formulazione: “Il Consiglio Direttivo dà mandato alla Giunta Esecutiva di trovare un’intesa con le altre Associazioni di magistrati per promuovere una norma che contemperi le aspettative dei singoli con l’imprescindibile riduzione del limite d’età a 72 anni”.

         Sul quinto punto all’o.d.g., il Presidente illustra la proposta formulata dal Collega Maiello finalizzata ad ottenere dal Consiglio Direttivo l’incarico di revisione ed ampliamento delle convenzioni stipulate e stipulande dall’Associazione. La proposta viene respinta all’unanimità. .

         Passando al punto successivo, il Presidente comunica che il 18 ottobre p.v. avrà luogo una riunione informale con i colleghi che rivestono incarichi di collaborazione governativa, ossia di capo-gabinetto o di capo d’ufficio legislativo, al fine di tentare d’inserire nella legge finanziaria norme che interessano la Corte dei conti; al riguardo, invita i colleghi a far pervenire nei prossimi giorni eventuali testi normativi corredati da relazione illustrativa, escludendo proposte orali, e relative discussioni, data la ristrettezza dei tempi.

         Alle ore 19,15 il Presidente, in assenza di argomenti rientranti fra le varie ed eventuali (punto 7 dell’o.d.g.) dichiara chiusa la riunione.

         E’ allegato al verbale l’elenco dei presenti, che va integrato col nome del collega Maurizio Mirabella, subentrato durante la riunione al collega dimissionario Alfonso Rossi Brigante.

         IL SEGRETARIO                                                         IL PRESIDENTE

         Antonino Coco                                           Carlo Alberto Manfredi Selvaggi