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Associazione Magistrati della Corte dei conti CONSIGLIO DIRETTIVO Verbale della seduta del 13 luglio 2004 Il giorno 13 luglio 2004, alle ore 15.30, presso lAula Magna del Seminario Permanente sui controlli, sita nelledificio Montezemolo, si è svolta la 3^ seduta del Consiglio Direttivo in intestazione. Sono presenti: il Presidente, Carlo Manfredi Selvaggi ed i componenti, Arrigucci Manuela, Carosi Aldo, Coco Antonino, de Gennaro Carmela, Della Ventura Piergiorgio, Greco Carlo, Lentini Anna Maria Rita, Meloni Maurizio, Mirabella Carmela, Novelli Paolo, Orefice Mauro, Pasqualucci Furio, Pilato Salvatore, Raeli Vittorio, Romanelli Francesco P., Rossi Brigante Alfonso M., Rozera Amedeo, Schlitzer Eugenio F., Scudieri Antonio, Sfrecola Salvatore, Topi Fabrizio, Viola Fabio.
Sono assenti i consiglieri Anna Maria Giorgione Imposimato e Pietro Gambioli. Svolge le funzioni di Segretario pro-tempore il Cons. Aldo Carosi. Lordine del giorno prevede i seguenti punti:
Il Presidente sottopone al Consiglio lapprovazione del verbale del 7 giugno, predisposto dal Cons. Carlo Greco, che viene approvato allunanimità dai presenti. Con votazione unanime si delibera di pubblicare telematicamente tutti i verbali del Consiglio, di volta in volta depositati e approvati. Si passa quindi alla discussione del primo punto allordine del giorno inerente alla formazione della Giunta. Il Presidente ricorda le complesse trattative svoltesi tra i Gruppi associativi, finalizzate alla realizzazione di una Giunta unitaria, purtroppo non coronate da successo. Chiesta e ottenuta la parola il cons. Schlitzer presenta un documento, a nome del Gruppo Nuove Prospettive Istituzionali, riassumente i punti irrinunciabili per un accordo con gli altri Gruppi associativi. Il documento viene distribuito in copia ai consiglieri presenti. Il cons. Della Ventura precisa che nel documento non vi sono punti nuovi rispetto al programma elettorale del Gruppo e agli interventi formulati dai suoi rappresentanti nelle precedenti sedute. Il cons. Meloni afferma che il documento deve essere esaminato con rapidità perché non è tollerabile che a quasi due mesi dalla consultazione elettorale non si sia provveduto alla formazione della Giunta. Il cons. Scudieri precisa che già da una lettura sommaria del documento risultano alcuni profili non condivisibili, soprattutto nel modo pregiudiziale e apodittico, con cui vengono proposte soluzioni. Egli è favorevole alla revisione e al miglioramento dello Statuto, ma le soluzioni nel merito devono essere ponderate e condivise e non imposte. Il cons. Viola sottolinea la necessità di formare subito la giunta e di non perdere più tempo. Allappuntamento fissato per oggi, il Gruppo Nuove Prospettive Istituzionali si è presentato in ritardo con proposte, in buona parte estranee alla competenza della Giunta. Il dialogo associativo deve essere leale e rispettoso delle prerogative dei colleghi e non può essere asservito a strategie di gruppo. Il cons. Carosi rileva come già nelle precedenti riunioni ristrette ai rappresentanti dei Gruppi (14 giugno e 30 giugno) sono state vagliate delle ipotesi tecniche di accordo tra i Gruppi. Ad esse eventualmente dovrebbe riferirsi il Gruppo Nuove Prospettive Istituzionali, che ha partecipato a tali riunioni, indicando quali punti di possibile accordo non condivide e quali parti intenda eventualmente integrare. Non è possibile invertire in modo così palesemente asimmetrico e unilaterale lordine delle questioni. Se ogni gruppo pretendesse di imporre in modo unilaterale il proprio punto di vista sarebbe il caos più assoluto. E comunque non può essere sottaciuto che le trattative sono state interrotte non su questioni di merito ma sulla candidatura Schlitzer alla vice-presidenza, in quanto già membro del Consiglio di Presidenza. Il cons. Raeli rileva che non bisogna frapporre ulteriori indugi alla composizione di una Giunta, indispensabile per affrontare le grandi questioni, che pendono sulla magistratura in generale e su quella contabile in particolare. Il cons. Schlitzer prende atto a nome del suo Gruppo, che non esistono le condizioni per un accordo con gli altri e per la entrata e la conseguente formazione di una Giunta unitaria. Il Pres. Coco ribadisce che la preclusione alla vice-presidenza e alla entrata in Giunta non è rivolta al Gruppo Nuove Prospettive Istituzionali ma al cumulo dellincarico di membro della Giunta con quello di componente del Consiglio di Presidenza. Ciò anche alla luce della acclarata volontà dei capi di gabinetto e di uffici legislativi a non proporre la propria candidatura alla Giunta. Il Presidente Manfredi Selvaggi, preso atto della impossibilità di formare una Giunta unitaria e della necessità di assicurare al più presto questo livello di governo nellambito della Associazione, propone la formazione della Giunta con i rappresentanti degli altri gruppi, che hanno trovato lintesa sulla base dei punti programmatici elaborati nella seduta ristretta del 14 giugno, opportunamente emendati, secondo indirizzi e proposte già esposti nel corso dei successivi incontri. Invita quindi ciascun gruppo ad individuare il proprio candidato, specificando che, sulla base del criterio dei voti complessivi di lista, il sesto seggio della Giunta dovrebbe essere conferito al Gruppo Rinnovamento posto che dei due gruppi, che hanno avuto maggiori consensi, Nuove Prospettive Istituzionali non è entrato in Giunta e Progetto per la Corte ha già oltre al componente il Presidente. La proposta viene approvata con i voti favorevoli dei membri: Manfredi Selvaggi, Carosi, Coco, de Gennaro, Greco, Lentini, Meloni, Mirabella, Novelli, Orefice, Pasqualucci, Pilato, Raeli, Romanelli, Rossi Brigante, Scudieri, Sfrecola, Viola. I componenti della Giunta vengono così individuati dai rappresentanti dei rispettivi gruppi: Progetto per la Corte: primo referendario Carmela De Gennaro; Rinnovamento: conss. Meloni e Orefice; Alternativa: cons. Anna Maria Giorgione Imposimato; Decentramento: cons. Carlo Greco Proposta costituzionale: cons. Fabio Viola Con analogo esito di votazione viene approvata la nomina di Mauro Orefice a vice-presidente e di Fabio Viola a segretario generale. A Carlo Greco viene conferito incarico specifico per i rapporti con il Governo e le forze parlamentari per ipotesi di riforme legislative di interesse per la Corte dei conti e ad Anna Maria Giorgione Imposimato per i rapporti con il Consiglio di Presidenza I rappresentanti dei vari gruppi accompagnano la votazione con dichiarazioni di voto e di adesione al programma comune. Il Presidente Rossi Brigante dichiara che, in base alle trattative pre-elettorali, per la vice presidenza è indicato il Cons. Mauro Orefice. Il cons. Scudieri in particolare evidenzia come le bozze programmatiche condivise nelle precedenti riunioni saranno emendate come da accordi già intercorsi da alcune proposte specifiche di Decentramento quali la richiesta di pubblicazione integrale dei verbali del Consiglio di Presidenza e lesame, aperto al contributo di tutti i Gruppi, di proposte migliorative dello Statuto Associativo. Così pure il Gruppo Alternativa sottolinea lesigenza di integrare dette linee programmatiche con un invito al Consiglio di Presidenza a limitare e a rendere più rigoroso luso del punteggio discrezionale. Il cons. Schlitzer rileva come nella dichiarazione di voto del Gruppo Rinnovamento del Presidente Rossi Brigante siano stati evocati accordi elettorali in merito alla vice-presidenza e che da ciò si devono trarre le conseguenti valutazioni sulla serietà della precedente trattativa sulla formazione della Giunta. Il Presidente Pasqualucci evidenzia come eventuali trattative pre-elettorali tra singoli Gruppi erano materia indisponibile per i suddetti, dal momento che per la formazione di una Giunta articolata come quella appena composta, è necessario il consenso di tutti i gruppi, che vi hanno preso parte. Costituita la Giunta, il Presidente propone di passare alla discussione del secondo punto allordine del giorno, relativo alla possibilità di istituire un fondo perequativo e alla bozza di legge già elaborata dal Consiglio di Presidenza. Carmela Mirabella, riportando anche lopinione di altri referendari, esprime lassoluta contrarietà a un fondo perequativo articolato come nella bozza elaborata dal Consiglio di Presidenza. Esso potrebbe costituire uno schermo per eludere il vero problema della perequazione economica del personale di magistratura più giovane. Può essere al massimo un fondo perequativo degli incarichi, ma non di quelli conferiti, come erroneamente previsto dalla bozza in esame. Nel caso in cui si accantonasse la proposta del fondo così come inserita nellordine del giorno e si volesse assegnare allo stesso una funzione di perequazione dei compensi degli incarichi, sembra inevitabile una limitazione ai compensi degli incarichi conferiti dal Consiglio di Presidenza, non di quelli autorizzati, che sono assegnati alla persona che li svolge, senza poter verificare se ed in quale misura siano legati eventualmente anche al ruolo di magistrato della Corte dei conti. Il cons. Romanelli ricorda come più volte in Consiglio abbia sottolineato come non si possa attribuire al fondo una valenza perequativa stipendiale e come in ogni caso non si possano includervi i compensi da incarichi attribuiti. Carmela de Gennaro si dichiara anchessa assolutamente contraria alla bozza di norma distribuita perché confonde la perequazione delle carriere con quella degli incarichi e perché associa agli incarichi conferiti anche quelli autorizzati, creando una ingiusta ablazione nei riguardi dei colleghi, che vengono scelti per loro caratteristiche specifiche e non in quanto magistrati della Corte. Il vero problema è quello di garantire alle classi magistratuali più giovani una effettiva perequazione stipendiale nonché una più equa distribuzione degli incarichi. Rileva inoltre che la stessa necessaria limitazione del fondo agli incarichi conferiti renderebbe comunque marginale il problema, considerata la limitata entità economica delle risorse soggette a riparto. Il Presidente Manfredi rileva la esattezza delle prospettazioni di Mirabella, Romanelli e de Gennaro, sottolineando come nel caso in cui si desideri proseguire nella iniziativa legislativa di istituzione del fondo sia inevitabile aderire ad una ipotesi analoga a quella dei colleghi magistrati amministrativi, per i quali il fondo è perequativo degli incarichi e limitato a quelli conferiti. Nei lavori parlamentari sulla legge TAR si leggono le stesse perplessità dei colleghi in ordine alla illegittimità di una norma, che alimentasse il fondo con i compensi degli incarichi autorizzati. Il Cons. Carosi ricorda come già in una precedente seduta del precedente Consiglio la bozza in esame fosse stata bocciata per la perplessità dellimpianto, per la farraginosità della procedura di riparto, per la confusione tra finalità perequative stipendiali, incarichi conferiti e autorizzati, per le connesse problematiche fiscali. Sottolinea il rischio di fuorviare e ampliare il già criticato uso del potere discrezionale autorizzatorio da parte del Consiglio di Presidenza. Condivide le osservazioni del Presidente Manfredi e chiede qualora dovesse passare un diverso divisamento di mettere a verbale osservazioni in termini tecnici e giuridici. Il Cons. Viola rileva come la norma in discussione sia in realtà ormai superata. Non è innanzitutto una norma perequativa in termini economici e di carriera e qualora lo fosse diventerebbe assolutamente inidonea. Peraltro Viola ripercorre brevemente tutto liter di perequazione stipendiale che ha interessato a regime tutto il personale di magistratura contabile, sottolineando come la stessa necessaria perequazione di carriera (2+2) dei referendari avrebbe bisogno di ulteriori accorgimenti tecnici per coordinarla con quella economica del rimanente personale di magistratura. Il Presidente Pasqualucci ritiene che prima di proporre un impianto normativo come quello in esame occorra far chiarezza sulla sua finalità. Il Cons. Meloni ricorda i preesistenti problemi in ordine alla copertura normativa del fondo e invita ad una sua sistemazione più attenta e articolata, prima di proporne la approvazione. Paolo Novelli precisa che la norma è irriconoscibile a seguito dei continui rimaneggiamenti. Si richiama alle osservazioni tecniche di Viola sulla natura del fondo e ricorda come la categoria degli incarichi conferiti abbia un valore economico assai marginale, per cui restringere ad essi il fondo significherebbe destituirlo di qualsiasi logica. In ogni caso comunque - la percentuale di distribuzione non può essere espropriativa, ma assai contenuta. Il Presidente Manfredi sottolinea come allo stato delle cose e alla luce degli interventi si profilano in sostanza tre alternative: a)abbandonare del tutto la proposta; b) formulare una nuova versione più logica e razionale dellarticolo; c) recepire integralmente il testo normativo dei magistrati amministrativi. Chiede che si voti comunque sullestensione del fondo anche agli incarichi autorizzati. Il cons. Orefice propone di approfondire meglio il tema, mettendo al centro del dibattito non tanto il fondo perequativo degli incarichi ma i due importantissimi e distinti problemi della perequazione economica e delle carriere dei magistrati più giovani e della corretta utilizzazione del potere discrezionale in tema di autorizzazione degli incarichi. Messa ai voti dal Presidente, la proposta del cons. Orefice viene accolta. IL PRESIDENTE LESTENSORE |